ASSEMBLEA DEL 7 NOVEMBRE 2008 - Versione stenografica Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

ROSSANA VALLINO, rappresentante dell'associazione ambientalista Pro Natura – Io ho soltanto il compito di presentare la serata, due parole iniziali per dire soprattutto il perché abbiamo deciso come associazioni ambientaliste di darci questo appuntamento con voi ed anche per dire qual è l'obiettivo di questa serata. Intanto il perché. Perché pensiamo che sia questo uno dei momenti, ne abbiamo vissuti tanti ormai, un po' fondamentali ed importanti per la storia del nucleare nel nostro paese. Paese intendendo come Saluggia, ma Paese chiaramente anche con la "P" maiuscola visto di nuovo l'attenzione che c'è e la voglia di nucleare che esiste nel nostro Paese. Dopo nelle notizie fondamentali due i fatti che risalgono solo a qualche settimana fa. Una del 10 di ottobre che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, la valutazione, il pronunciamento positivo per la Valutazione di Impatto Ambientale per il Cemex che sapete che è per la cementazione delle scorie; stabilimento che si porta dietro anche uno dei due famosi depositi, il D3 e che comunque fa riferimento anche all'altro deposito del D2. Pochi giorni dopo il 15 di ottobre è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale questa volta dell'Unione Europea il bando per appaltare i lavori per la costruzione appunto di questo D2, questo piccolissimo deposito temporaneo largo 75 metri e alto 12. Questi due fatti, diciamo che non vogliono dire che domani mattina si iniziano i lavori. Ci sono importanti atti ancora da fare per arrivare a questo, non so l'Apat, il Piano Regolatore e poi diranno meglio loro [rivolgendosi agli altri due relatori Godio e Lorini] andando nei particolari di queste cose, però è certo che vanno nella direzione che noi da sempre denunciamo e su cui ci siamo sempre battuti che è quella di fare "di fatto" il deposito nazionale nucleare a Saluggia. Perché poi che si chiami come vogliamo temporaneo o no, chiaramente quando avremo questi depositi che complessivamente conterranno l'80 per cento di tutte le scorie nucleari che ci sono in Italia, poca differenza farà il nome, ma sarà poi la consistenza, sarà questo. Questo timore sempre più concreto, non solo per questi due atti che ho detto prima, ma anche perché di fatto il sito nazionale che doveva essere individuato e anzi dovremmo essere, secondo la legge, quasi a organizzare l'inaugurazione del deposito nazionale perché la famosa legge Scanzano, quella delle compensazioni prevedeva che il deposito doveva essere praticamente finito a fine del 2008. Invece siamo qui che non è ancora stato fatto nulla, né individuato il sito né niente, quindi per tutte queste cose e questo clima ci fa ancora avere più timore che nel passato. Certamente ho detto, non sono questi solo gli atti che faranno sì che domani si inizia a costruire però bisogna anche fare qualcosa, almeno da parte nostra, abbiamo detto dobbiamo fare qualcosa per impedire che si vada aventi. Perché, se no, la direzione comunque è questa. Quindi lo scopo della serata è informare su queste cose, dire quali sono le posizioni delle associazioni ambientaliste, che poi sono quelle di sempre, no a questi depositi a Saluggia per questi motivi. Abbiamo individuato anche dei punti critici anche in queste due cose che dicevo, quindi magari lavorare su queste con delle azioni, non lasciare le cose che vadano così, ma mettere un po' di paletti fra le ruote, così come abbiamo sempre fatto insomma. Ricordiamoci anche che siamo qui a parlarne perché certe azioni nel passato sono state fatte se no a quest'ora in effetti era proprio difficile ancora discutere di queste cose. L'altra cosa è anche questa però: dato che pensiamo, riteniamo o speriamo che anche altre forze politiche, i gruppi consiliari che sono presenti in Consiglio comunale possano condividere tutte o in parte queste nostre perplessità, questi nostri timori, vedere cosa ne pensano appunto e vedere se anche così da queste perplessità, da questi timori, anche questi altri gruppi ... noi abbiamo invitato i gruppi presenti in Consiglio, i Movimenti e le forze politiche presenti nella zona del vercellese oltre che alcuni consiglieri regionali ... cosa pensano di questo e se condividono le nostre preoccupazioni, fanno discendere da queste preoccupazioni delle azioni coerenti e conseguenti e, perché no, magari fare anche dei passi insieme come anche nel passato è stato fatto. La parola adesso la lascio prima a Gian Piero Godio e poi a Umberto Lorini, dopodiché apriamo il dibattito, una serata appunto fatta non solo per far sentire cosa ne pensiamo noi, ma per sentire soprattutto i presenti cosa ne pensano. Lascio la parola a Gian Piero. [5'38'']

GIAN PIERO GODIO, rappresentante dell'associazione ambientalista Legambiente – Io farò vedere alcune cose molto rapidamente solo per ricordare, non certo a chi è di Saluggia e agli Amministratori e alle persone che hanno seguito negli anni passati queste vicende, per ricordare a quei pochi o tanti che sono qui e magari sentono parlare di questo problema per la prima volta, più che altro sulla prima parte che diceva Rossana, cioè sulle motivazioni per cui ci sembra il caso di fare qualcosa adesso. [si cerca di spegenre le luci in sala per vedere meglio le slides] Ecco questo è il testo del volantino come di re un po' spiritoso che ovviamente si commenta da solo e i due riquadri rossi sono indicativamente, del tutto indicativamente, rappresentativi dei due depositi di cui appunto parliamo questa sera. Le motivazioni sono: la preoccupazione e la sfiducia. Il problema sono questi rifiuti radioattivi. Comincerei dalla preoccupazione che si articola in una serie di cose: una, la prima, è la quantità di sostanze radioattive che ci sono a Saluggia. Sembrerebbe una cosa scontata, ma la metto per prima perché di nuovo questo è un giornale che esce a Torino e non è nemmeno immagino il più letto, si chiama epolis sul quale dopo la comunicazione data da un'iniziativa pubblica che si è svolta presso l'università di Torino dal sottoscritto che aveva lì detto "c'è l'80 per cento dei rifiuti radioattivi a Saluggia" in questo modo l'ho detto "l'80 per cento dei rifiuti radioattivi di tutt'Italia sono a Saluggia", è uscito il giornale e la Sogin ha fatto una smentita, che sta in quella pagina lì, ma che voi non vedete, e dice "dopo la polemica, Sogin risponde con alcune precisazioni" e la precisazione che ci riguarda e quella che dice "le percentuali riportate – non so perché 65, comunque questo dice il giornale – 65/80 per cento si riferiscono ai rifiuti radioattivi liquidi italiani e non certo alla quantità di rifiuti complessivamente stoccati in Italia". Allora è il caso di fare un minimo di chiarezza almeno sui numeri visto che, almeno su questo, da qualche anno si hanno delle informazioni abbastanza concrete. Da un lato persino direi, persino la relazione dello stato dell'ambiente in Piemonte, quella di quest'anno dice "in Piemonte il nucleare c'è già – e dice bene e dice, se riuscite a vedere – l'80 per cento delle scorie nucleari italiane sono stoccate negli impianti piemontesi". Ma sarebbe poca cosa, quella pubblicazione è in definitiva un atto di un ente che non ha la competenza diretta. Questo è l'annuario dei dati ambientali dell'Apat, l'ultimo pubblicato, chiunque di voi lo può trovare in internet, è l'edizione del 2007, ovviamente i dati sono quelli che erano disponibili nel 2007, ma vi assicuro che non sono cambiati per nulla, questa è la tabella dei rifiuti radioattivi con le varie attività ed anche i volumi, ovviamente quello che ci interessa è la radioattività quindi l'attività indipendentemente dall'unità di misura che sono in miliardi di Bq in questo caso, se noi andiamo a vedere il Piemonte, possiamo vedere tranquillamente 4 milioni 822 mila eccetera, a conti fatti l'83.57 per cento. Uno dice, ma in Piemonte, in Piemonte c'è l'83.57 per cento. Saluggia ospita, vi risparmio le tabelle, il 99.97 per cento dei rifiuti radioattivi del Piemonte. Cioè raffrontato con Trino, raffrontato con Bosco Marengo, sommato tutto e facendo le percentuali il 99.97 per cento. In totale a Saluggia, facendo le debite moltiplicazioni fino alla seconda cifra decimale, ospita l'83.55 per cento dei rifiuti radioattivi di tutta Italia. Su questo, indipendentemente dai cinque chili di plutonio, su questo numero: l'83.55 per cento almeno, come dire, sarebbe il caso di non doverci tornare più. Quindi non so perché Sogin assuma quella posizione che direi è semplicemente frutto credo di un errore di chi l'ha assunta. Ecco poi a Saluggia abbiamo anche il plutonio, ricordo i cinque chili che si ritiene siano depositati a Saluggia, di questo non ci sono comunicazioni ufficiali, forse giustamente, 0.2 milligrammi è una dose mortale per inalazione di plutonio, cinque chili, facendo i debiti calcoli che sono indicati lì sotto, fanno 25 milioni di dosi mortali. Per carità, da altre parti ce n'è anche di più. Un doveroso, sempre per inquadrare la cosa, un doveroso interrogativo: perché più dell'80 per cento dei rifiuti radioattivi d'Italia sono a Saluggia, perché a Saluggia c'era un impianto di riprocessamento. Il riprocessamento è quell'attività che va a "frugare" dentro agli elementi di combustibile per ricavarne per l'appunto uranio e plutonio e mettere però in evidenza i rifiuti radioattivi che stanno lì all'interno. Attività che noi, qui è mostrata un'iniziativa organizzata insieme a Greenpeace e siamo davanti alla stazione di Vercelli e abbiamo contrastato persino quando, per coerenza, persino quando gli elementi di combustibile andavano via da Saluggia e andavano al riprocessamento all'estero perché riteniamo che il riprocessamento sia un'attività inutile e dannosa. Bene questo era il primo punto. Secondo punto che conoscono bene i saluggesi e la collocazione, sarò velocissimo, questi sono i nostri impianti, questo è l'impianto Eurex vedete vicinissimo al fiume, questo è il deposito Avogadro, questa è la visione d'insieme, come si sa questo è l'impianto, l'altro deposito, questi sono i pozzi dell'acquedotto del Monferrato che è l'acquedotto che da bere a più di cento comuni. Insomma la posizione come si può vedere, la falda scorre parallelamente al fiume, è tra le peggiori che si possano immaginare. La vicinanza al fiume, oltre ad essere un pericolo per il fiume ha creato di questi scherzetti, qui vediamo l'area del deposito Avogadro presa dal lato insomma dove ci sono gli impianti Sorin, quella è una foto, per carità non ufficiale, queste sono le foto ufficiali, la situazione all'autostrada nel 2000, la situazione del canale Farini appena a valle degli impianti quando si è, come vedete, rotto l'argine allagando gli impianti, la situazione vista dall'interno del reticolato Eurex e, dice la didascalia dell'Apat, dice "il livello dell'acqua si trova alcune decine di centimetri sotto il livello di sfioro" sfioro inteso dell'argine che in quel momento era posto a difesa dell'impianto Eurex con tutto quel quantitativo là che sappiamo, questa è la situazione all'interno, dove ci sono i parcheggi, all'interno degli impianti. Collocazione secondo punto, terzo punto è la trasparenza. Si potrebbe ironizzare che [mostrando un bidone contenente sostanze radioattive] non sono trasparenti, ma io direi che è significativo, per chi non l'ha mai valutato prima ad esempio vedere che nel 1999, a proposito di trasparenza, la Regione Piemonte pubblicava la propria carta tecnica regionale, e questa è la versione elettronica della stessa, questa è l'area dove ci sono gli impianti nucleari e non c'è traccia degli impianti nucleari. Vi faccio vedere Google Maps, più o meno ingrandito alla stessa maniera, qual è la situazione reale, ma è così da vent'anni, trenta per capirci. Cioè la trasparenza è una cosa che è sempre stata molto difficile da conquistare a Saluggia, certamente adesso ce n'è molta più di prima, ma su alcune cose quali ad esempio, gli scarichi di sostanze radioattive che gli impianti sono autorizzati a fare nel fiume, permane il segreto totale. Questa è una ricostruzione fatta da me in base a dati del 1985, gli ultimi di cui si dispone in forma ufficiale. Anche da qui si può vedere che anche in termini di autorizzazioni ufficiali allo scarico nel fiume durante il normale funzionamento, Saluggia la fa da padrone, voi vedete che, al di là delle quantità che per brevità non andiamo ad elencare, è la più alta d'Italia, nonostante che la Dora Baltea non sia certo più grande del Po e, ad esempio, la centrale di Trino scaricava nel Po. Non solo, ma alcune informazioni sulle attività degli impianti di Saluggia adesso si sanno leggendosi i rapporti internazionali della IAEA, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, dove, chiaramente adesso a impianto chiuso, anche Eurex figura con la sua attività di impianto di riprocessamento con una certa potenzialità accanto ad altri impianti ben più noti, Tokaimura dove c'è stato il famoso incidente, ad esempio in Giappone, accanto ad impianti come quello irakeno semi clandestino e distrutto durante la guerra con Israele. Quindi, come dire, questo clima di mistero un po' permane ancora anche se alcuni passi sono stati fatti. La partecipazione. La partecipazione ovviamente nel senso di partecipazione mancata. Io la esprimo con questo fotogramma [mostra una slide completamente vuota]. Non c'è la partecipazione anche se ci sono dei tentativi di creare degli organismi che la possano permettere. La partecipazione non è solo essere informati, ma è poter esprimere in qualche modo il proprio parere. Io credo che non basti che Sogin abbia la possibilità di avere dentro alla sede comunale un luogo dove può informare i cittadini. Quantomeno i cittadini avrebbero il diritto di avere un altrettanto e ugualmente dignitoso luogo dove dire cosa ne pensano in merito. Quindi se di partecipazione vogliamo parlare e scrivere qualche cosa in questo campo bianco, sarebbe bene partire da zero. Ricordo che, ad esempio, i ragionamenti fatti per anni e anni sulle quantità di materiali radioattivi ancora oggi avrebbero bisogno di un contraddittorio perché Sogin smentiva solo pochi giorni fa, in quella notizia giornalistica, una cosa che più che evidentemente dimostrata addirittura dagli enti ufficiali. Quindi problema preoccupazione, preoccupazione per tutte quelle cose che ci sono ed altre che mancano. Poi c'è la sfiducia. Ma la sfiducia nasce da una percezione ... nasce da due o tre cose, ma forse la principale è questa: la percezione delle emergenze così come sono state da un lato strumentalizzate quando erano emergenze reali, dall'altro si ha la percezione che alcune emergenze siano addirittura state create ad hoc per poterle strumentalizzare. Io vi dico è una percezione, so bene che dico una cosa del tutto soggettiva e non provata, però devo dire che la strumentalizzazione ... ad esempio io ho elencato quattro o cinque punti: l'alluvione del 2000 fu ben, ben strumentalizzata per poter fare, con 40 miliardi di soldi pubblici, la diga intorno ... quindi non per dire "lì è un posto pazzesco, portiamo via tutto", no facciamo la grande muraglia, quella che adesso è lì e, come dire, ha consolidato un pochettino la situazione dei materiali là dov'erano. Il terrorismo è stato utilizzato per le ordinanze, per la proclamazione dell'emergenza, per prescrivere, attraverso ordinanze, i depositi nei siti di Saluggia. I serbatoi di rifiuti liquidi dell'Eurex, un'emergenza giocata sulla loro vetustà che ha portato da un lato alla realizzazione di nuovi serbatoi, quelli che prima che ce li leviamo passerà del tempo, ma neanche troppo credibile perché una parte dei vecchi serbatoi sono rimasti con i rifiuti liquidi dentro. Persino la perdita della piscina Eurex, mantenuta sotto silenzio per tanto tempo e poi, improvvisamente, diventato oggetto di una gran voglia di trasferire quegli elementi, ma non dove avrebbe avuto senso, ma nel Deposito Avogadro ... come dire c'è la percezione che sia stata poi utilizzata per fare delle cose che si volevano già fare prima. Così come l'inadeguatezza del deposito attuale 2300 utilizzata dal generale Jean improvvisamente per giustificare la realizzazione del deposito D2 quando originariamente era stato detto che serviva come opera connessa per l'impianto Cemex. Allora la percezione di una certa, come dire, strumentalità delle emergenze, crea un clima di sfiducia. Sarebbe bello anche qui che una maggiore partecipazione, una maggiore trasparenza invece facessero ... Cito come esempio, non fa una bella impressione il fatto che il Commissario Delegato per la sicurezza dovuta alla ipotesi di possibile terrorismo, di possibili atti terroristici, il generale Jean nel 2005, come suo atto fondamentale ha fatto questa sua ordinanza, come vedete delle opere connesse all'impianto Cemex che ad oggi, tre anni dopo, non sono neanche minimamente state iniziate, salvo alcune cose molto collaterali, tra cui il deposito D2 che non è neanche mai iniziato, e che viceversa lo stesso Commissario, a fronte ... a beh no scusatemi qui c'è [mostrando altre slides] il contenuto di quell'ordinanza e la realizzazione di questi oggettini di cui poi, meglio di me, parlerà Umberto Lorini, di cui siamo qui a parlare stasera che qui vedete insomma come viene trasformata la realtà ... deposito D2, deposito D3 grosso modo come si vedeva nella slide molto approssimativa della locandina; anche i grandi sbagliano, perché il nord cambia improvvisamente di parte [mostra due slides con il nord segnato in direzioni diverse], questi sono i disegni ufficiali della Via dell'impianto Cemex; il deposito D2 è quell'oggetto che lì si vede fatto in forma tridimensionale, qui si vede un pochino ingrandito, quello che Rossana ironizzava "un piccolo deposito" con quelle misure. Allora l'ordinanza del generale Jean si accaniva imponendo quello e viceversa sull'emergenza "piscina che perde" nota dal 2004, quell'ordinanza era del 2005, non s'è fatto nulla, assolutamente nulla fino al 2006, nonostante che il problema ci fosse davvero e forse si sarebbe potuto utilizzare lo strapotere che il generale Jean aveva nelle sue mani sia come presidente di Sogin sia, soprattutto, come responsabile Commissario dell'emergenza, per fare delle cose, per esempio andare a mettere quei materiali che stavano dentro la piscina nel posto più ragionevole che ci sarebbe potuto essere e cioè una piscina che non fosse anch'essa perdente. Voi sapete, la situazione la ricordo per chi non segue, è grossomodo questa: c'è una perdita, è arrivata fino a circa tre kilometri di distanza, le concentrazioni non sono elevatissime, ma sono misurate e misurabili in continuazione. Non solo, il trasferimento di questi materiali che erano dentro la piscina Eurex nella piscina del reattore Avogadro è stato accompagnato, poco dopo, dal ritrovamento in quel punto P3 di una perdita anche in quella zona. Ultima ragione di preoccupazione e di non chiarezza è la legislazione. La legislazione viene percepita come inaffidabile. Diceva prima Rossana, la legge, non la Legambiente, dice entro il 31-12-2008 dovrà essere operativo il deposito nazionale. Non c'è nessuno che se n'è fregato di niente di questo fatto, di niente, non è nemmeno stato commissionato, scelto il sito, non si è fatto nulla. Beh, se le cose vanno così c'è anche da chiedersi cosa sarà delle nuove leggi, perché le nuove leggi che sono in questo momento in discussione alla Camera non è che lascino ben sperare né per chiarezza né per contenuto. Ad esempio non sappiamo ad oggi, io non so poi se qualcuno sa ..., se queste nuove leggi saranno emanate sostituendo la normativa 368/2003 oppure aggiungendosi ad essa, perché questo fa una bella differenza per Saluggia perché, ad esempio, i nuovi depositi saranno autorizzati con la normativa vecchia o con la normativa nuova. Parlo anche solo dell'effetto di Saluggia, non vado a sollevare il problema del nucleare complessivo in Italia, che però chiaramente, in qualche modo, è presente sullo sfondo. Allora anche una legislazione affidabile sarebbe un contributo alla serenità dei cittadini. Io ho finito e lascio la parola a ... ... [23'50'']

UMBERTO LORINI, rappresentante dell'associazione ambientalista Forum Ambientalista – Gian Piero ha fatto questa spiegazione generale su quali sono i problemi atavici e recenti che ci sono stati qui nel sito di Saluggia per quanto riguarda la percezione da parte della popolazione. Io con alcune diapositive riassumo la situazione e soprattutto l'attualità relativamente a questi due depositi dei quali, accennava Rossana, ci sono state alcune novità negli ultimi tempi. Ripartirei da questo [mostra una slide], questo è il volantino che era stato distribuito il 24 gennaio 2006, quando qui a Saluggia c'era stata quella manifestazione in occasione del Consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare la Variante al Piano Regolatore propedeutica alla costruzione di questi depositi. Sappiamo tutti come è andata a finire. Il Consiglio comunale quella sera non ha approvato la Variante, quindi la posizione che avevano le associazioni ambientaliste e altri numerosi soggetti, partiti politici, Comitati, molti sono presenti anche questa sera in sala, era questa quindi: sì alla solidificazione, va bene solidificare le scorie liquide, ma perché vengano portate via, quindi no alla costruzione di nuovi depositi a Saluggia per ospitarle nuovamente sempre qui nel sito Eurex. E questa è la posizione che le associazioni ambientaliste hanno mantenuto in questi anni e mantengono tuttora. Dunque, la legge che si citava dice tante cose, dice, per esempio, che vengono assegnate le compensazioni, che poi sono state date in modi un po' strani e bizzarri. In particolare, per quanto riguarda lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi diceva questo, lo accennava Rossana prima che entro il 31 dicembre 2008 la Sogin, non è che deve essere individuato il sito, entro il 31 dicembre 2008 dovrebbe essere operativo il deposito unico nazionale nel quale conferire tutti i rifiuti radioattivi che ci sono in Italia di cui l'83 e rotti per cento sta a Saluggia. Quindi questo è quello che aveva legiferato il Parlamento alla fine del 2003. E invece cosa succede? Succede questo che se il Governo, se i Governi che si sono succeduti dal 2003 a oggi, avessero rispettato la legge, quindi avessero dato luogo a quello che la legge prevedeva, ad oggi non ci sarebbe più bisogno di costruire nuovi depositi temporanei, perché al 31 dicembre di quest'anno ci dovrebbe essere il deposito unico nazionale definitivo nel quale andare a portare tutti questi rifiuti. Se Sogin oggi, novembre 2008, intende ancora costruire dei nuovi depositi che definisce temporanei è perché il Governo non ha rispettato i tempi che erano stati definiti dal Parlamento con quella legge per realizzare il deposito unico nazionale. Allora cosa dicono le associazioni ambientaliste, dicono che non può più essere Saluggia a soddisfare, ma nemmeno temporaneamente, quindi nemmeno più con depositi definiti temporanei, queste esigenze di stoccaggio dei rifiuti radioattivi, esigenze che son dovute a ritardi del Governo nell'individuazione del sito nazionale. Se Sogin ha il problema di dove andare a stoccare queste scorie, si rivolga al Governo. Il Governo che è il suo azionista. Il padrone di Sogin è il Governo. Non può continuare a rivolgersi alle comunità locali che già per tanti anni hanno ospitato temporaneamente queste scorie. Una volta lo dicevano solo i comitati, le associazioni, i cittadini. Adesso lo dice la legge. Quindi, se Sogin intende andare a immagazzinare questi rifiuti, il soggetto a cui rivolgersi non è un Comune che deve fare una variante, non è un ente Parco che deve derogare al suo Piano d'Area, ma il Governo. Il Governo deve dare attuazione a quello che diceva la legge. Oltretutto è un problema che si moltiplicherà perché, se è vero che questo Governo intende costruire nuove centrali nucleari, ci saranno poi nuovi rifiuti radioattivi, quindi queste esigenze di avere un sito unico per collocare questi rifiuti diventa ancora più pressante. Quindi sintetizzando, l'obiettivo delle associazioni ambientaliste è quello di impedire a Saluggia la costruzione di nuovi depositi per i rifiuti radioattivi. Ecco quali sono i depositi che Sogin vuole fare qui a Saluggia? Lo abbiamo già detto un po' prima. Sono questo D3 che è praticamente attaccato all'impianto Cemex per i rifiuti ad alta attività, quelli definiti di III categoria, e il D2 di cui avete visto anche prima il plastico di come dovrebbe venire, per quelli a media e bassa attività. Però attenzione, non solo, perché se poi si va a leggere il decreto di compatibilità ambientale, quello che è stato emesso dal ministro Prestigiacomo a settembre, si scopre che anche il D2 deve avere delle caratteristiche particolari e non è più solo per i rifiuti a media e bassa attività. Dunque, quali autorizzazioni servono alla Sogin per poter costruire questi nuovi depositi nel sito Eurex di Saluggia? Sono di tre tipi fondamentalmente. Quella tecnica e di sicurezza e di questo si occupa l'Apat, molti avranno sentito il dott. Mezzanotte che più volte è venuto a parlare, ecco l'Apat è l'organo tecnico nazionale, adesso si chiama Ispra, il Governo ha ridefinito la materia, comunque l'autorizzazione tecnica tocca all'Apat. Quella ambientale, la valutazione di impatto ambientale che tocca poi essere emessa dal ministero dell'Ambiente e quella urbanistica che riguarda appunto l'ente locale perché Sogin chiede la variante e il permesso di costruire. Andiamo a vedere per questi due depositi a che punto siamo con questi tre tipi di autorizzazioni. Per il D3 l'autorizzazione che compete all'Apat non risulta ancora stata rilasciata, a meno di notizie recenti, ma l'ultima volta che Sogin ne ha parlato non aveva ancora questa autorizzazione tecnica per la costruzione del D3. Quella ambientale invece, il decreto di compatibilità ambientale del ministero dell'Ambiente l'ha avuta di recente, l'ha avuta il 19 di settembre. Questa procedura di valutazione di impatto ambientale comprendeva due cose: l'impianto Cemex, l'impianto vero e proprio per la solidificazione e il deposito D3, sono stati mandati avanti insieme. Il decreto è stato appunto emesso il 19 settembre ed è favorevole con prescrizioni che poi potremo vedere anche nel dettaglio. Una cosa in particolare che stava in questo decreto che è interessante. La Regione aveva dato un proprio parere come hanno fatto altri enti, come sono tenuti a fare al ministero, prima di far emettere questo decreto della compatibilità ambientale, e diceva questo, riteneva "irrinunciabile il vincolo dell'efficacia del titolo abilitativo per l'esercizio del Cemex e del suo sistema di immagazzinamento temporaneo – quindi del D3 – alla conclusione formale della procedura di individuazione dei siti e dei sistemi di gestione centralizzata a livello nazionale" che, tradotto dal burocratese, significa questo: non si avvia il Cemex e non si riempiono di rifiuti solidificati questi nuovi depositi temporanei, se prima non è stato individuato il sito per il deposito nazionale. La Regione chiedeva questo con al sua delibera del marzo 2006. Adesso è stato pubblicato il decreto del ministro e questo vincolo che la regione aveva chiesto non compare, non è stato recepito dal ministero. Quindi si chiedeva quello: attenzione il Cemex si avvia quando si è sicuri che poi queste scorie partono e vanno al deposito nazionale, questa cosa qui non c'è più nel decreto che il ministro ha emanato nel settembre scorso. Ecco veniamo al terzo tipo di autorizzazioni che servono a Sogin per fare questo deposito D3, quella urbanistica. Allora, attualmente con il Piano Regolatore vigente, in tutta quell'area Eurex c'è un divieto di nuova edificazione. &EGRAVE un vincolo che aveva fatto inserire la Regione quando è stato approvato il Piano Regolatore di Saluggia. Questa era una cosa che avevano chiesto gli uffici regionali, il geologico avendo fatto degli studi. Quindi in quell'area non si possono costruire nuovi manufatti, men che meno depositi di quel tipo. Cosa ha fatto allora Sogin? Per poter realizzare l'impianto di Cementazione e il D3, aveva chiesto già a suo tempo al Comune di fare una variante al Piano Regolatore che permettesse di andare a costruire queste nuove strutture. Formalmente è così, cioè si fa una richiesta, poi dipende se l'Amministrazione comunale vuole concederla o meno. Politicamente si può dire che, siccome era stata la Regione a volere inserire questo vincolo, sembra opportuno che anche la Regione dica la sua su un eventuale rimozione di questo vincolo di non edificabilità. Su questo fin'ora non risulta che Sogin abbia mai chiesto nulla alla Regione. Quella seduta famosa del 24 gennaio 2006 si conclude senza l'adozione della variante, quindi è rimasto il Piano Regolatore di allora e Sogin, in questo momento, non può costruire né il Cemex né il D3 sull'area Eurex. Andiamo velocemente a vedere l'altro: il D2, quello più grande, quello che si vedeva più verso il fiume, quello per i rifiuti a media e bassa attività. Dunque, questo deposito D2, sulla scorta di due ordinanze successive che aveva fatto il Commissario generale Jean, si compone di due parti: una che è destinata ad ospitare i rifiuti che sono già lì all'Eurex, già solidi e stanno nell'edificio 2300, quello che prima Gian Piero ha fatto vedere nella mappa, quindi si tratta di trasferire dei rifiuti già presenti a Saluggia da un capannone, da un deposito esistente a questo nuovo D2 che Sogin intende costruire. Un'altra parte del D2 è invece destinata ad ospitare una parte dei rifiuti solidificati dall'impianto Cemex di cui abbiamo parlato prima. Con la seconda ordinanza, quella emanata nel 2006, il generale Jean ha rettificato quella prima del dicembre 2005. Quindi in questo momento ha autorizzato, derogando al Piano Regolatore, derogando alle leggi che Sogin avrebbe dovuto seguire, la costruzione della prima parte del D2, cioè della parte destinata ad ospitare i rifiuti che adesso stanno nel 2300. C'è una novità però su questo. Rispetto a quell'ordinanza, nel decreto del ministro Prestigiacomo, questo che è uscito adesso a settembre, c'è scritto, lo aveva chiesto la Regione ed il ministro questa parte qui l'ha recepita a differenza dell'altra che non ha recepito, c'è scritto che, nel caso in cui alcuni dei rifiuti cementati, solidificati, non possano stare nel deposito D3, quello a fianco al Cemex, ci deve essere la possibilità di metterli anche in questo D2. Quindi significa che anche il D2 deve avere tutte le caratteristiche atte a garantire lo stoccaggio temporaneo anche di quegl'altri rifiuti, anche a quelli ad alta attività. Quindi si conferma quello che le associazioni già sostenevano, che anche il D2, per questa parte, si configura come un'opera connessa al Cemex perché deve essere realizzato in modo da poter ospitare anche una parte dei rifiuti solidificati all'occorrenza, che vengono dall'impianto di solidificazione. Andiamo a vedere le tre autorizzazioni che servono appunto al D2. Quella tecnica e di sicurezza, Sogin a luglio a Torino, al Tavolo di Trasparenza, ha detto che sarebbe arrivata entro ottobre. Probabilmente l'ha ottenuta o è in via di ottenimento quella tecnica e di sicurezza. Quella ambientale ecco, non c'è. A differenza di quanto ha fatto per il deposito D3 e per il Cemex, dove Sogin aveva avviato nel 2005 la valutazione di impatto ambientale ed ha ottenuto adesso il decreto favorevole, per questo non era stato fatto. Il generale Jean aveva ritenuto sufficiente emanare un'ordinanza, per quanto riguarda il deposito D2. Quindi nessuno ha mai avviato una valutazione di impatto ambientale su questo deposito, mentre invece è stato fatto per l'altro, per il D3 insieme al Cemex. Dunque, la parte urbanistica, ecco questo è interessante per questo motivo. Come abbiamo detto il Comune non aveva approvato né la variante al Piano Regolatore né aveva rilasciato il permesso di costruire. Sogin se l'è preso questo perché all'epoca il generale Jean che era anche presidente di Sogin, ha autorizzato la società da lui presieduta a costruirlo comunque in deroga al Piano Regolatore. Con quell'ordinanza gli ha rilasciato anche il permesso di costruire. Quindi ha detto a Sogin "non devi più andare a chiederlo al Comune che non ti deve più fare la variante né il permesso, perché te lo do io con i poteri che mi sono conferiti dal fatto di essere commissario, te la do io". Ed aveva scritto un'altra cosa nell'ordinanza, dice "Sogin devi comunque pagare al Comune gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione. Anche se non ti rilasciano il permesso, te lo rilascio io, ma tu sei comunque tenuto a dare i soldi al Comune". Cosa che risulta abbia fatto. Cosa hanno fatto a suo tempo le associazioni ambientaste per quanto riguarda il deposito D2? Avevano presentato un ricorso al TAR contro questa ordinanza, per farla annullare limitatamente al deposito D2. Quell'ordinanza conteneva alcune cose, conteneva l'allacciamento idrico, conteneva la costruzione di una nuova guardiola, alcune opere. Ecco le associazioni avevano chiesto insieme ai consiglieri regionali Barassi, Comella, De Ambrogio, Moriconi, Robotti di cui alcuni sono anche presenti questa sera, e alcuni cittadini e rappresentanti di associazioni e comitati Bruzzesi, Greco, Lorini e Scavarda avevano proposto questo ricorso al TAR del Lazio. Ricorso che si basava su alcune motivazioni di fondo e le principali erano queste: il generale Jean aveva sì i poteri di Commissario, quindi poteva fare delle cose relativamente ad alcuni siti nucleari che c'erano in Italia, però quando gli hanno conferito l'incarico di Commissario, si sono dimenticati di inserire il sito Eurex. Quindi per quanto riguarda Saluggia, il generale Jean aveva i poteri di Commissario per quanto riguarda l'Avogadro, per esempio quello era segnato, per le centrali nucleari di Trino, di Caorso, ma non ce l'aveva per l'impianto Eurex. Questi erano fuori dalla sua giurisdizione di Commissario. L'altra motivazione che era stata posta è: lui può agire in deroga alle leggi nazionali, ma non a quelle sovranazionali. L'obbligo di fare la valutazione di impatto ambientale è una direttiva europea, non è una legge dello Stato italiano, deriva da quello. Allora si diceva deve fare la VIA così come ha fatto per il D3 anche per questo D2 proprio perché è anche opera connessa all'impianto Cemex. Quindi si chiedeva: caro Commissario anche il D2 lo mandi in valutazione di impatto ambientale. Questo ricorso è stato respinto dal TAR, il 17 marzo c'è la sentenza, non è ancora mai stata notificata questa sentenza e quindi le associazioni ambientaliste propongono l'impugnazione al Consiglio di Stato di questa prima sentenza del TAR che io personalmente non ho ancora visto, bisognerà conoscere le motivazioni per le quali il TAR in prima istanza l'ha respinta. L'altra novità, si diceva prima, per quanto riguarda il D2 sta accelerando Sogin. Il 15 ottobre ha pubblicato questo bando europeo per la costruzione del seposito D2 che costerà, l'importo base è di circa 12 milioni di euro. Torniamo per un momento al permesso di costruire. Abbiamo detto che gliel'aveva rilasciato il generale Jean con l'ordinanza. C'era scritto: "vale a tutti gli effetti di legge quale permesso di costruire" perché si riferiva appunto alla legge sui permessi. C'è un problema: il permesso di costruire vale un anno. per tutti i cittadini italiani uno chiede il permesso di costruire, se inizia i lavori entro un anno bene, altrimenti, dice la legge, il permesso decade. Ora è chiaro che Sogin, da più di un anno, l'ordinanza, prendiamo la seconda, quella rettificata del 2006, è passato ben più di un anno, Sogin non ha mai cominciato a costruire il deposito D2. Qualche giorno fa il Parco del Po, c'è qui il presidente Bevione, ha scritto al Comune chiedendo di verificare questo aspetto. Questo permesso di costruire che il Commissario aveva dato a Sogin a suo tempo è ancora valido? Può utilizzarlo la Sogin oppure essendo passato un anno senza cominciare è decaduto? Perché interviene il Parco del Po, perché quell'area lì, l'Eurex sta all'interno del sistema delle aree protette del Po. L'ente di gestione del Parco negli ultimi anni ha fatto un po' di cose: ha comunicato a Sogin che gli va bene il Cemex perché il Piano d'Area dice che lì si possono fare le opere per la denuclearizzazione del sito. Allora il Cemex fa parte di quelle perché i rifiuti vanno solidificati per poter essere portati via, allora su quello il Parco è favorevole. I nuovi depositi, no perché significa rilocalizzarli di nuovo sempre lì. Siccome il Piano d'Area dice che lì bisogna smantellare, bisogna denuclearizzare, il Parco del Po è contrario alla realizzazione di nuovi depositi. E quindi ha chiesto a Sogin di cambiare piani, di sostituire i progetti che ha ora di solidificazione e stoccaggio in loco con un piano di solidificazione e trasferimento in altro sito. Dove, in che tempi, se lo vede Sogin con il Governo, ma deve essere chiaro che qui non si possono più fare questi depositi. Chiudo con tre cose veloci che poi possono essere anche sviluppate dopo. Cosa propongono a questo punto di fare le associazioni ambientaliste: di agire su diversi fronti. Innanzitutto per il D2 impugnare davanti al Consiglio di Stato quell'ordinanza che autorizzava la realizzazione, gli dava il permesso di costruire, gli dava la variante senza mandarlo in valutazione di impatto ambientale; impugnare questo decreto di VIA che ha fatto il ministro Prestigiacomo a settembre perché ha alcune parti che, secondo noi, meritano un approfondimento e che sono in contraddizione tra loro all'interno dello stesso decreto e poi chiedono ai gruppi consiliari che sono stati invitati anche questa sera un impegno: un impegno a non deliberare in Consiglio comunale varianti urbanistiche che consentano la realizzazione dei depositi; di più, chiedono di non deliberarle indipendentemente dall'ottenimento in cambio di fondi per la tangenziale. Si è parlato di questo nelle ultime settimane. Ecco, le associazioni non ritengono che nemmeno questa possa essere una contropartita tale da consentire a Sogin di realizzare di nuovo a Saluggia nuovi depositi per i rifiuti. Quindi queste sono in linea di massima le proposte che le associazioni hanno concordato e che portano all'attenzione questa sera. Io ho finito, spero di non essere stato troppo lungo e, a questo punto, davvero la parola passa ai soggetti, alle istituzioni che sono stati invitati stasera. Grazie. [43'28'']

ROSSANA VALLINO – Abbiamo sentito un po' le motivazioni e, insieme le proposte, delle associazioni. Ricordo le associazioni, intendiamo quelle che hanno organizzato questa serata, quindi Legambiente, Pro Natura, Forum Ambientalista. Io adesso darei la parola appunto a chi ha delle cose da dire su queste proposte, su questo tema e, in particolare si era già prenotato fin dall'inizio, il presidente del Parco del Po, Bevione. Se volete, chi parla accomodarsi magari a questo microfono è più semplice. Chi vuole parlare, se vuole segnalarsi, io prendo appunti, sperando che siamo tanti e siano necessari gli appunti. [44'13'']

PIERGIORGIO BEVIONE, presidente del Parco del Po Torinese – Buona sera a tutti. Io non voglio farla tanto lunga perché è già stato detto tutto e specialmente nella relazione di Lorini ha già citato la posizione che ha assunto l'ente Parco in questa vicenda. Noi ci siamo sempre appellati al rispetto del Piano d'Area, cioè abbiamo anche vissuto dei momenti anche un po' non dico umilianti nel confronto così delle istituzioni del Parco perché avevamo proprio la sensazione di un dialogo tra sordi. Anche il fatto che poi le decisioni che hanno poi vanificato quello che c'era scritto nel Piano d'Area per passare a quelle misure che sono state benissimo illustrate, ci hanno dato un po' questo senso di impotenza. Noi avevamo tutte le carte in regola per poter modificare queste decisioni. L'amarezza è che in questi ... sia nel Tavolo di Trasparenza sia nelle riunioni che abbiamo avuto con la Sogin e comunque allora il generale Jean, cioè di aver preso una decisione che tagliava tutte le possibilità di dialogo. Questo, in questo momento, aggrava ancora la situazione ed ha portato al fatto che noi abbiamo inviato questa lettera di cui ne ha già parlato Lorini e che adesso vi leggo e che abbiamo spedito al Comune di Saluggia, alla Regione Piemonte – Assessorato all'Ambiente –, alla Regione Piemonte – vigilanza urbanistica –, alla Sogin, Provincia di Vercelli, Consorzio dei Comuni per l'Acquedotto del Monferrato, Autorità d'Ambito – ATO5 –, Prefettura di Vercelli, Ministero per l'Ambiente. "Oggetto: Comune di Saluggia, richiesta di verifica del titolo abilitativo – permesso di costruire – relativo al deposito D2". "Su mandato della giunta esecutiva di codesto Ente sono a sottoporre all'attenzione del soggetto in indirizzo le considerazioni e le osservazioni che seguono. Nel territorio del Comune di Saluggia, all'interno del sistema delle aree protette del Po tratto torinese, è localizzato il sito nucleare Eurex in gestione alla società Sogin spa. L'area in cui tale sito è localizzato è normata dalla scheda progettuale relativa all'ambito territoriale compreso tra il canale Cavour, il canale Farini e l'asta fluviale della Dora Baltea del Piano d'Area del Parco fluviale del Po. Tale scheda di Piano prevede la denuclearizzazione dell'area attualmente adibita alle attività nucleari. Secondo quanto previsto dall'articolo 15 della legge regionale 28/90, come modificato dall'articolo 13 della legge regionale 65/95, le indicazioni contenute nel Piano d'Area e le relative norme di attuazione sono efficaci e vincolanti dalla data di entrata in vigore della deliberazione del Consiglio Regionale del Piano medesimo che sostituisce la strumentazione territoriale ed urbanistica di qualsiasi livello. In sede di approvazione del Piano Regolatore del Comune di Saluggia, la regione Piemonte ha posto sull'area il divieto nuova edificazione determinato da motivazioni di ordine idrogeologico tuttora valide. La legge numero 368 del 2003 prevede che entro il 31 dicembre 2008, la società Sogin spa abbia completato la realizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi in cui sistemare in sicurezza gli elementi di combustibile irraggiati e i materiali nucleari ivi inclusi quelli rinvenienti dalla disattivazione delle centrali elettronucleari e degli impianti di ricerca e di fabbricazione del combustibile. La costruzione sul sito di nuove strutture ancorché temporanee per lo stoccaggio di materiale radioattivo è in contrasto con le prescrizioni del Piano d'Area del Parco, delle norme di Piano Regolatore e con quanto previsto dalla legge 368/2003. Inoltre anche alla luce dei recenti episodi di contaminazione radioattiva del terreno e della falda, la denuclearizzazione del sito prevista dal Piano d'Area, non risulta, a nostro parere, ulteriormente procrastinabile. Più volte questo Ente e recentemente con la deliberazione della Giunta Esecutiva numero 67 del 17-6-2008, ha comunicato al gestore Sogin spa che il piano di solidificazione e stoccaggio in loco del materiale radioattivo deve essere sostituito, coerentemente con le prescrizioni del Piano d'Area del Parco, con un piano di solidificazione e trasferimento in altro sito. In data 15-10-2008 la Sogin ha emesso un bando di gara pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea avente quale oggetto ‘appalto lavori per la realizzazione di un deposito per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi D2 nel sito Eurex di Saluggia'. Considerato che nell'ordinanza del 13-2-2006 rettificata con ordinanza del 20-4-2006 relativa anche al deposito di scorie radioattive denominato D2, l'allora Commissario Delegato per la sicurezza dei materiali nucleari Carlo Jean, scrisse che ‘la presente ordinanza vale a tutti gli effetti di legge quale permesso di costruire ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 numero 380'. Il citato decreto del Presidente della Repubblica prevede all'articolo 15 ‘efficacia temporale e decadenza del permesso di costruire' che il termine per l'inizio dei lavori non può essere superiore ad un anno dal rilascio del titolo. Il titolo ‘permesso di costruire' per il deposito D2 è quindi costituito da un'ordinanza commissariale del dicembre 2005 / marzo 2006 e se trascorso più di un anno dal rilascio del titolo senza che la società Sogin abbia dato inizio ai lavori. Con la presente chiedo allo spettabile Comune la verifica del perdurare dell'efficacia o non efficacia del titolo abilitativo ‘permesso di costruire' relativo al deposito D2 al fine di riferirne alla Giunta Esecutiva dell'Ente. Restiamo in attesa di comunicazioni". Finora non mi risulta che non sia arrivata nessuna comunicazione quindi ... Io ho voluto leggere la lettera per essere chiaro ... dove emergono chiaramente le violazioni che noi consideriamo abbastanza serie del Piano d'Area visto le cose che sono state citate in ordine di avvenimento. Quindi riteniamo che non ci sia altra strada che rispettare quelle che sono le norme che legano e che danno una protezione a queste aree, perché qui non si tratta poi solo di costruire una casetta o di fare un ponte o una strada, si tratta di difendere anche la salute dei cittadini, cioè quelli che abitano qui e dato che io sono torinese e a venire qui questa sera ci ho impiegato non più di mezz'ora, comincerei intanto a preoccuparmi anch'io. Perché se è vero che poi l'acqua invece di andare in discesa va in salita, cioè allora non sappiamo più come gira il mondo. Perché dalle notizie che abbiamo avuto di come sono state usate le compensazioni ambientali che a suo tempo erano state sottoscritte tra il Comune e tra comunque le autorità, la Regione per compensare quello che era avvenuto, sono finite in altro modo e le compensazioni che dovrebbero venire come recupero ambientale in loco, sono estremamente scarse rispetto a quanto prospettato. Io vi ringrazio per l'attenzione e buona sera. [53'22'']

ROSSANA VALLINO – Grazie, allora Marco Pateris ... non ha bisogno penso di presentazioni. [53'34'']

MARCO PASTERIS, Sindaco di Saluggia – Grazie a tutti e buonasera. Innanzi tutto rispondo subito al presidente del Parco. La sua lettera è sulla mia scrivania da circa tre giorni, la burocrazia italiana è lenta, deve avere pazienza un secondo che noi abbiamo l'occasione di esaminare nel contenuto le richieste e poi sicuramente dal Comune di Saluggia, otterrà risposte. Chiarisco subito, immediatamente però forse una questione importante. Il 380, il DPR, con il quale è stata sostituita, o meglio, è stata tolta la variante urbanistica, il permesso di costruire e via dicendo, riguarda nella sua totalità, non solo e non soltanto il D2, ma un insieme di opere collegate al D2, che poi dopo richiamerò, che sono state autorizzate dall'ordinanza del generale. A noi sembra, da un primo esame, ma è solo da un primo esame, che una parte di queste opere abbiano già avuto avvio, indi per cui, ma questo naturalmente lo dobbiamo verificare, a tutti gli effetti quel vincolo dell'annualità non graverebbe e quindi sarebbe sorpassato, ma dobbiamo verificarlo. C'è un altro elemento anche: il fatto che comunque Sogin abbia versato a tutti gli effetti al Comune di Saluggia gli oneri di urbanizzazione relativi a quelle opere e il Comune di Saluggia le abbia accettate. E quando intendo il Comune di Saluggia non intendo tanto questa amministrazione, ma questo percorso è un percorso molto lungo. &EGRAVE un percorso che parte prima di quelle date che sono state citate. &EGRAVE un percorso che parte all'incirca dal 2004. Io nei giorni scorsi ho cercato di ricostruire questo percorso analizzando le deliberazioni sia della Giunta Comunale dell'epoca che le deliberazioni dei Consigli dell'epoca. E le ho ricostruite buttando giù una relazione. Non è breve, quindi chiedo venia, ci sarà da ascoltarmi forse per qualche minuto, però credo che sia importante stabilire chi, come e quando. Perché parto sempre dal principio che le scorie di Saluggia non sono giunte qua per miracolo. Le scorie che sono all'Avogadro, le scorie liquide che sono lì, quello che è accaduto all'interno dell'Eurex. La storia di Saluggia delle scorie porta nomi e cognomi. Noi le abbiamo dette con il nostro gruppo più di una volta, le abbiamo ripetute alla popolazione, la popolazione lo sa e quindi credo che sia giusto comunque partire dagli atti del Consiglio. E per questa relazione che io ho buttato giù, partirei essenzialmente da una data: il 5 novembre del 2004. Il 5 novembre del 2004 la Sogin ha presentato alla Giunta del Sindaco Barbero, alla Giunta di Comunità Saluggese, la domanda corredata della prescritta documentazione diretta al rilascio del permesso di costruire l'impianto Cemex e le altre opere ad esse connesse tra cui, in particolare, il deposito D3 per i rifiuti solidi ad alta attività direttamente integrato nell'impianto Cemex, un nuovo sistema di approvvigionamento idrico, il deposito D2 per i rifiuti solidi a bassa attività, il Vester Management Facility, l'edificio direzione operazioni di cantiere e l'edificio portineria e controllo security e l'annessa viabilità. Venti giorni dopo, il 25 novembre 2004 – guardate sto citando tutti gli atti che sono qua, anzi lì [mostra una pila di carta su una sedia] a disposizione poi anche – il competente ufficio tecnico del Comune di Saluggia ha comunicato che l'intervento di cui alla richiesta del permesso di costruire risultava non compatibile con le norme del vigente Piano Regolatore generale del Comune trattandosi di nuova costruzione non ammessa nella prescrizione normativa di zona. E tuttavia – rispondeva l'ufficio all'amministrazione – era intenzione dello stesso ufficio di richiedere al Consiglio comunale l'autorizzazione al rilascio del permesso in deroga agli strumenti urbanistici e che il permesso di costruire sarebbe stato comunque subordinato alla stipula di una convenzione urbanistica mirata alla definizione delle opere di urbanizzazione a carico della Sogin. Passa qualche mese, arriviamo al 21 marzo 2005. Sempre l'amministrazione guidata dal sindaco Barbero, l'amministrazione di Comunità Saluggese, con deliberazione della Giunta comunale numero 22 del 21 marzo 2005 che è stata votata all'unanimità, dichiara all'interno del dispositivo: è ormai tempo di affrontare con decisione gli aspetti più urgenti riguardanti lo strumento urbanistico vigente tenuto conto che la loro mancata soluzione può creare difficoltà per i livelli occupazionali del paese. &EGRAVE dunque prioritario e urgente che l'ufficio tecnico-urbanistico predisponga le seguenti varianti al Piano Regolatore Generale riguardanti in particolare le aree del comprensorio industriale Sorin ed Enea e quindi la Giunta dichiara prioritario ed indifferibile la variante al Piano Regolatore Generale per l'adeguamento della strumentazione urbanistica relativa al territorio comunale ricompreso nella valle della Dora Baltea in riferimento al nuovo assetto delle fasce fluviali, quindi una variante strutturale e la modifica del nodo urbanistico relative all'area dell'impianto Eurex. Quindi dispone di incaricare un tecnico esterno per la redazione della variante parziale da approvare in Consiglio comunale. Il 4 luglio 2005 l'amministrazione sempre guidata dal sindaco Barbero con deliberazione della Giunta comunale numero 55, dispone una variazione al piano economico di gestione e attribuisce al servizio tecnico-urbanistico comunale l'incarico di fornire assistenza per la predisposizione e verifica formale della bozza di protocollo di intesa tra Sogin e l'amministrazione comunale e la costituzione di un comitato di coordinamento previsto all'interno della bozza di protocollo stesso. L'incarico, si dice in quella delibera, deve essere completato entro il 31 dicembre 2005. Il 7 luglio c'è un Consiglio comunale, vengono portate in approvazione due delibere: la numero 29 e la numero 30. Con la numero 29 l'amministrazione del sindaco Barbero dice: ritenendo di primaria importanza che vengano posti in sicurezza i rifiuti nucleari liquidi stoccati presso l'impianto Eurex attraverso il processo di cementazione, rinvia allora formalmente l'invio del protocollo d'intesa proposto da Sogin per raccogliere il parere e le indicazioni del Tavolo regione di Trasparenza sul nucleare e potersi confrontare con il nuovo consiglio di amministrazione Sogin – che nel frattempo era cambiato – al fine di ricercare una completa condivisione degli impegni reciproci tra il comune e la Sogin al riguardo delle attività finalizzate alla gestione dei processi di decommisioning di tutte le installazioni e degli impianti nucleari presenti sul territorio comunale. Con la delibera invece numero 30 approva il progetto di variante parziale al Piano Regolatore Generale del Comune al fine di eliminare l'incompatibilità con gli interventi progettati dalla Sogin. Nell'illustrare l'argomento il sindaco Barbero richiama in essere la deliberazione della giunta comunale numero 22 del 21 marzo, quella che vi ho citato prima, a supporto dell'intervento del sindaco, in Consiglio comunale interviene l'assessore Relino che, si legge nel testo della deliberazione cioè quello riportato all'interno della delibera, che dice: credo che con questo atto sia assolutamente importante affrontare le scelte future sul sito nucleare di Saluggia e ricorda che nel mese di marzo 2005 la Giunta comunale ha indicato il percorso da seguire per la messa in sicurezza del sito nucleare di Saluggia che contiene molti rifiuti radioattivi. L'indicazione data dalla Giunta è stata quella di adottare una variante strutturale per tutta la valle della Dora. Dice l'assessore sempre: credo sia giusto che il Sindaco si faccia garante di questo e penso inoltre che questa variante sia assolutamente blindata e vincolante in merito alla ricerca della sicurezza del sito. Prevedo inoltre – dice l'assessore – che si arrivi ad un confezionamento dal quale trarre un minimo di beneficio economico da questo sacrificio che Saluggia deve dare ulteriormente al nucleare anche se l'obiettivo non è primario. Vista la complessità e la difficoltà dell'individuazione del sito nazionale unico, diventa prioritario mettere in sicurezza le scorie presenti a Saluggia che sono alla stato liquido trasformandole allo stato solido - e afferma che - i pericoli che generano oggi questi rifiuti portano a ritenere che è necessario mettere in sicurezza perché non si può restare in attesa di provvedimenti che forse non arriveranno mai. Il 5 agosto del 2005 la Sogin trasmette al Comune il progetto complessivo delle opere per far verificare la compatibilità di queste con il progetto di variante approvato. L'8 di settembre, un mese dopo, sempre l'amministrazione di Comunità Saluggese guidata dal sindaco Barbero, con la delibera numero 67 dell'8 settembre 2005 richiama di nuovo la delibera 22 del 21 marzo e prende atto della disponibilità manifestata informalmente da parte di Sogin ad assumersi gli impegni relativi al rimborso delle spese sostenute dal comune per l'ottenimento degli incarichi relativi alla realizzazione della variante in oggetto. I costi a carico di Sogin per la realizzazione di questa variante saranno di euro 24'489. Il 17 ottobre 2005 e qui stiamo per arrivare più o meno ad alcune date che sono già state visitate prima, la Regione, su proposta dell'assessore all'ambiente De Ruggiero, esprime parere favorevole con potere di deliberazione di giunta all'intervento di variante proposto da Sogin. Il 9 novembre 2005 viene notificato al comune, da un ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale sezione di Torino, da Legambiente e dalle persone che sono state evidenziate prima, per l'annullamento della deliberazione del consiglio comunale numero 30, quella che faceva partire la variante stessa. Il 21 novembre 2005 l'amministrazione sempre di Comunità Saluggese del sindaco Barbero, con la deliberazione della giunta comunale numero 87, dispone di resistere in giudizio avverso questo provvedimento presentato dalle associazioni ambientaliste, dicendo praticamente "proseguiamo ed andiamo oltre", cioè portiamo avanti la variante perché comunque c'è in ballo con Sogin il discorso del convenzionamento, ci sono in ballo probabilmente, l'arrivo di una cifra consistente che comunque garantirà a Saluggia e alle casse comunali un certo ristoro. Il 2 dicembre 2005, dinanzi al prefetto di Vercelli, e questa è una parte che ho ricavato praticamente dall'ordinanza, il rappresentante dell'ente di gestione del sistema delle aree protette della fascia pluviale del Po tratto torinese, riconosce la necessità e l'urgenza dell'emanazione di un'ordinanza commissariale di autorizzazione alla costruzione delle infrastrutture in questione, impegnando l'ente stesso alla formalizzazione nel più breve tempo possibile del richiesto parere. Nella stessa riunione di fronte al prefetto di Vercelli, il sindaco di Saluggia Barbero, si impegna formalmente a far approvare entro il 31 gennaio 2006 la variante parziale al piano regolatore generale del comune di Saluggia ed il conseguente rilascio del richiesto permesso di costruire o comunque di un permesso di costruire in deroga al piano regolatore generale. Nel frattempo il 13 dicembre del 2005, il commissario delegato all'emergenza, il generale Jean, emana un'ordinanza commissariale con la quale autorizza, e questo è un altro passaggio fondamentale, presso il sito Eurex del comune di Saluggia, delle opere connesse all'impianto di cementazione Cemex e precisamente la costruzione di: un nuovo sistema di approvvigionamento idrico, il deposito D2 per i rifiuti solidi a bassa attività, l'edificio direzione operazioni di cantiere, l'edificio portineria, controllo security e relativa viabilità. Come notate qui dentro non c'è né il Cemex né il D3. Si dice anche che la Sogin è tenuta a richiedere al comune di Saluggia la determinazione del contributo di costruzione di cui agli articoli 16 e 19 del DPR 380/2001, quello citato prima, con l'indicazione dei termini e delle modalità per la corresponsione della quota di contributo relativa agli oneri di urbanizzazione e quella relativa al costo di costruzione onde attenervisi. Si dice inoltre che l'ordinanza verrà revocata con effetto ex nunc [locuzione latina usata principalmente nel diritto che significa letteralmente "da ora in poi"] se interverrà entro il 31 gennaio 2006 il rilascio da parte del comune di Saluggia del permesso di costruire. Il 17 gennaio 2006, prima del consiglio interrotto, l'amministrazione di Comunità Saluggese sempre guidata da Barbero, con la deliberazione della Giunta numero 1 del 17 gennaio 2006 afferma che nella prima seduta del Tavolo Tecnico in data 9 gennaio 2006, il comune e Sogin sono pervenuti ad una condivisione degli aggiornamenti e dei contenuti della nuova bozza di convenzione. Cioè hanno definito praticamente quello che il Comune andrà a introitare in base al passaggio della variante in Consiglio e del permesso di costruire. E dispone di sottoporre la proposta di bozza di convenzione urbanistica al consiglio comunale previa acquisizione dell'approvazione da parte del consiglio di amministrazione di Sogin della bozza stessa. Nella bozza sono previste a favore del comune di Saluggia per la realizzazione delle opere di messa in sicurezza del sito Sogin-Eurex circa, ripeto circa, 1'850'000 euro. La deliberazione viene approvato come immediatamente eseguibile per consentire il rispetto nei termini previsti dell'ordinanza del 13 dicembre 2005. Il 24 gennaio 2006 c'è il consiglio comunale. Il sindaco Barbero porta in approvazione la deliberazione numero 3 con la variante parziale al piano regolatore generalee finalizzata appunta alla realizzazione di tutti gli interventi necessari al fine della messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi presenti nell'impianto Eurex nonché la bonifica definitiva del sito. Dà lettura di numerose controdeduzioni, e questo è quello che viene citato come testo nella delibera, dopo aver dato lettura a numero controdeduzioni su osservazioni presentate da cittadini e gruppi politici e non sulla proposta di deliberazione, le proposte vengono tutte bocciate dall'amministrazione Barbero e quindi nel verbale della seduta, letto sottoscritto e firmato da Barbero si legge: Il consiglio comunale all'unanimità di voti favorevoli e palesi delibera la sospensione del consiglio comunale per consentire l'intervento del sig. Umberto Lorini per Rifondazione Comunista. Ore 22 e 40, agitazione del pubblico che impedisce al consiglio comunale di riprendere i lavori. La seduta viene sospesa. La seduta non viene più riconvocata, viene convocato un altro consiglio il 30 gennaio 2006, il sindaco Barbero legge un comunicato che poi era apparso anche in forma di manifesto, non sto lì a citarvelo. Però e mi avvio alla conclusione come direbbero alti politici, in questo periodo tra il 30 gennaio 2006 e il maggio del 2006 che è un'altra data importante, avviene un intenso scambio di corrispondenza tra l'amministrazione comunale e Sogin che culmina con la determinazione degli oneri di urbanizzazione da versare al comune per le opere e termina con l'accettazione da parte dell'amministrazione del sindaco Barbero di rateizzare e introitare tutti gli oneri di urbanizzazione per le opere, D2 ... tutte quelle che vi ho citato prima e cioè nuovo sistema di approvvigionamento idrico, deposito D2, ufficio direzione operazioni cantieri, portineria e viabilità per una somma complessiva di euro 526'095,52 che è bene evidenziata da questa tabella dove all'interno tra l'altro ci sono già computati gli oneri per il Cemex e per il D3 perché in effetti, è una comunicazione che l'amministrazione manda alla Sogin, dice: mi sta bene quello che mi date per il D2 e quello che mi date per il resto, questa è la tabella, e dietro la tabella c'è la mappa con il D2. Il 28 maggio 2006 il sindaco Barbero porta in approvazione in consiglio comunale la deliberazione numero 30 che è relativa al bilancio di previsione. Con questa deliberazione l'amministrazione Barbero introita formalmente gli oneri di urbanizzazione previsti dall'ordinanza. Nella discussione che è riportata all'interno della delibera io ho tratto alcuni passi fondamentali e probabilmente cito anche delle persone che sono presenti però sta scritto quindi io procedo. Il consigliere comunale Monica Schettino chiede che cosa si finanzia con gli oneri di urbanizzazione di Sogin e da cosa derivano. Interviene l'assessore al bilancio che dice: l'abbiamo già detto prima nella relazione che di solito viene allegata all'approvazione del bilancio di previsione e, in maniera rafforzativa, interviene poi il vicesindaco, la sig.ra Carla Fontana che dice: gli oneri di urbanizzazione di Sogin derivano da due ordinanze, la prima di dicembre e l'ultima di febbraio che ordinano la costruzione del D2 destinato a raccogliere le scorie solide ora custodite nel deposito 2300. Le stesse ordinanze impongono a Sogin di pagare gli oneri di urbanizzazione per il carico urbanistico generato dalla costruzione delle opere. Dice sempre il vicesindaco: il sistema adottato deve essere in certa misura concordato con il soggetto attuatore e Sogin, con una comunicazione pervenuta al comune in data 26 maggio 2006 – due giorni prima il consiglio comunale – ha confermato di condividere la deliberazione effettuata dall'amministrazione comunale. Conclude il vicesindaco dicendo che il procedimento seguito è ritenuto corretto anche dal legale del comune. Allora la consigliera Monica Schettino chiede, afferma, afferma che accettare questi soldi significa dare il permesso di costruire il deposito quando invece sulla materia il consiglio comunale non si è espresso. Il sindaco Barbero nel rispondere alla consigliera Schettino dice che esistono dei problemi di sicurezza tali e tanti che quella zona comunque deve essere messa in sicurezza. Nel dibattito allora interviene l'assessore Relino che sostiene che il bilancio presentato evidenzia un bilancio in difficoltà, ma gestibile – attenzione a seguire questi passaggi perché sono fondamentali – gli oneri previsti sono legittimi e c'è un parere pienamente favorevole del revisore dei conti. Interviene poi l'assessore Miglietta Edoardo, forse anche in maniera un po' colorita ve lo premetto, e afferma che some saluggese si augura che le strutture vengano fatte e che mettano davvero in sicurezza anche se qualcuno spiace e vorrebbe che restassimo non in sicurezza. E poi dice che: a noi i soldi non fanno schifo. Interviene poi nuovamente l'assessore Relino in risposta a una domanda del capogruppo all'epoca Farinelli dell'opposizione e afferma che i consiglieri che approveranno il bilancio si assumeranno tutte le loro responsabilità di aver dato il via all'introito degli oneri di urbanizzazione per costruire i depositi, ma quelli che invece non lo approveranno si prenderanno invece la responsabilità di sostenere che bisognava aumentare le imposte e così via dicendo. Ecco, detto questo che è la storia di quello che è accaduto tra il 2004 e il 2006 con il quale chiaramente si evidenzia che l'amministrazione comunale dell'epoca non solo voleva e credo anche giustamente perché anche noi l'abbiamo detto, mettere in sicurezza comunque le scorie liquide del posto, ma accettava con molta chiarezza il pagamento di quei 526'000 euro per la costruzione del D2 e delle opere connesse. Con molta chiarezza. Io vorrei però ricordarvi con altrettanta chiarezza, perché come ho detto la storia di un paese è fatta di uomini e soprattutto è fatta anche di persone che quando dicono le cose ... ... [rivolto al presidente della commissione ambiente in regione Piemonte Paola Barassi] ha ragione, chiedo scusa presidente, anche di donne, me l'ha fatto notare, ti ho sentito, ti ho sentito ... ... quello che noi abbiamo detto in campagna elettorale e con molta chiarezza e che abbiamo fatto e quello che io ho detto personalmente, e me ne assumo le responsabilità, su alcuni passaggi che sono avvenuti poi da quando sono stato eletto a questa sera. Nel programma elettorale come Rinascita Saluggese noi dicevamo per il bene della comunità ci assumiamo i seguenti impegni: attivare tutti i canali politici di cui si dispone per la definizione del sito unico nazionale. Brevissimo aggiornamento. La settimana scorsa ho avuto un franco e diretto colloquio con il sottogretario all'ambiente, la commissione quella creata dal ministro Bersani, ha terminato i lavori per l'individuazione dei criteri per il sito nazionale e adesso si passerà alla fase successiva. Chiaramente siamo in netto ritardo. Cioè il 31 dicembre 2008 così come è bene evidenziato in precedenza, quel termine non verrà rispettato. Però siamo arrivati sin lì. Siamo arrivati nel senso sono arrivati i governi che si sono succeduti. Dicevamo anche: prestare la massima vigilanza ed attenzione affinché siano poste in essere tutte le misure atte a garantire la sicurezza del deposito e conseguentemente la salute pubblica; monitorare periodicamente l'ambiente a tutela della salute dei cittadini e dare corso ad una approfondita indagine epidemiologica, quella che è stata attivata negli ultimi tre mesi; utilizzare ogni utile strumento per ottenete l'erogazione dei fondi prevista dall'apposita legge, sono stati ottenuti con una dura battaglia questi fondi e pretendere l'erogazione da parte di Sogin o di chi per essa di un congruo indennizzo/anno per il protrarsi della situazione di pericolo incombente sulla comunità e sull'ambiente. [dal pubblico Franco Pozzi capogruppo di minoranza di Comunità Saluggese in Consiglio comunale dice che non c'è stata alcuna battaglia per ottenere i fondi della 368 e si accende una breve discussione con un sostenitore del sindaco che controbatte in modo molto nervoso]. So che posso dare fastidio però, se mi fai finire ... ... Non si tratta di barattare la salute con il denaro, ma di ottenere un ristoro dal danno reale incombente. Scusate, finisco. In tal senso l'amministrazione comunale si è sempre impegnata sin dall'inizio del suo mandato per la creazione di una nuova rete di monitoraggio ambientale che prima non esisteva e che oggi invece risulta collocata entro il perimetro del sito Sorin e ringrazio anche quei consiglieri comunali che con me hanno collaborato e che oggi sono collocati all'opposizione, ma al quale va il merito, assieme a tutti, per aver realizzato questo passaggio fondamentale. Ho finito, sto arrivando al fondo. L'amministrazione si è battuta affinché i tempi di allontanamento del combustile irraggiato e cioè le 30 tonnellate contenute fin dal 1979 nel deposito Avogadro venissero accelerati e rispettati e l'ultimo piano industriale che ha presentato Sogin conferma che l'allontanamento, se non ci sono variazioni, dovrebbe essere terminato entro la primavera del 2011. Completamente svuotato l'Avogadro. Perché ha sempre considerato quel luogo comunque come un luogo inadatto a contenere combustibile irraggiato. Personalmente e a nome dell'amministrazione io ribadisco anche l'impegno affinché venga data sempre la massima trasparenza e la massima informazione su cosa accade nel sito. Ho avuto modo di dire che anche le verità più spiacevoli devono essere raccontate. Abbiamo attivato quell'info point nell'atrio del Municipio. &EGRAVE un piccolo passo, perché quello è un piccolo passo, ma in tutte le riunioni con Sogin ho sempre detto: dovete raccontare tutto quello che accade la sotto, anche gli aspetti più spiacevoli, anche le contaminazioni, anche i vari passaggi, ma tutto va raccontato ai cittadini. Volevo ribadire anche che ritengo che sia comunque essenziale la messa in sicurezza del materiale contenuto nel 2300. Io sono stato più di una volta la sotto, come sono stati altri consiglieri comunali e hanno visto effettivamente che si tratta di un deposito a rischio. Voglio ribadire inoltre sulla questione del deposito nazionale che per quello che possa fare un sindaco, col potere che ha, naturalmente continueremo sempre a chiedere che il sito, il deposito nazionale venga individuato il più velocemente possibile. Ma è chiaro che la nostra è una vocina. Lo stiamo chiedendo con altri otto sindaci che sono gli otto sindaci che con me fanno parte della consulta del nucleare con i quali periodicamente ci troviamo a Roma e lo chiediamo sempre a tutti i governi e di tutti i colori. E poi in ultimo, voglio ribadire la posizione che abbiamo assunto e cioè quella di dire esplicitamente che fintantoché non ci sarà un accordo di programma tra lo Stato , tra la Regione, tra la Provincia e tra il Comune, credo che porteremo avanti questa linea: non passerà nessuna variante al piano regolatore o meglio non verrà portata neanche in discussione in consiglio comunale per la creazione né del Cemex né del D3 fintantoché questi quattro soggetti, noi compresi, non ci mettiamo d'accordo per la costruzione della nuova tangenziale di Saluggia o di una parte significativa di essa. Perché le somme a disposizione ci sono, ci sono presso la cassa conguaglio per l'elettricità a Roma dove sono fermi ancora 113 milioni di Euro e sono quelli tagliati con la finanziaria del 2005 e non me ne frega di che colore era il Governo, se era del mio colore o di un altro colore, ma ci sono. Così come ci sono a Roma e ci sono a Torino a disposizione per la viabilità. Ed in tal senso la settimana prossima, no scusate tra due settimane, avremo un incontro a Torino tra Provincia e Regione per discutere appunto di queste cose. Ci tengo anche a ribadire un concetto fondamentale e qui chiudo, veramente chiudo, per fare queste legittime richieste sono stato accusato di essere in sequenza un dirottatore d'aerei, un assaltatore di banche, un ricattatore o meglio uno strozzino. Ebbene lo dico con molta chiarezza, visto che il mio certificato giudiziale è pulito, io non sono né l'una né l'altra né l'altra cosa, e per quello che è stato detto sarò tutelato nelle sedi più opportune con molta chiarezza. E qui veramente chiudo perché credo di aver occupato molto tempo però credo altrettanto di essere stato esaustivo sulla storia di questa vicenda. Grazie. [1.26'40'']

ROSSANA VALLINO – Allora grazie per la storia di queste vicende, puntuale, lunga [rivolta al sindaco] hai annoiato tutti. Mancava secondo noi una risposta alle proposte che abbiamo fatto perché adesso al di là del passato noi volevamo anche un po' vedere cosa fare di fronte a questa situazione. Siamo contenti di essere sempre stati un po' coerenti, come associazioni ambientaliste, di fronte all'amministrazione di prima ed a questa attuale. Questo ci conforta un po' perché la nostra posizione è sempre stata quella e condividiamo chiaramente anche le perplessità sull'operato dell'amministrazione precedente e non l'abbiamo mai nascosto. Penso che, ancora una volta, le associazioni ambientaliste a Saluggia sono poi quelle che riescono a far parlare di queste cose dando anche molto spazio all'amministrazione quindi magari ... così ... abbiamo creato noi questa occasione perché anche il sindaco Pasteris potesse magari dire queste cose, visto che le amministrazioni tante volte a Saluggia non riescono loro ad organizzare queste cose al di là del discorso che si fa sulla trasparenza e tutto quanto. Allora io adesso avrei alcune persone che hanno chiesto di parlare, nell'ordine: Gianni Naggi Forum Ambientalista, Franco Pozzi Comunità Saluggese e poi la consigliera e presidente della commissione ambiente Paola Barassi. Io non voglio tagliare i tempi, ma ci affidiamo al buon senso ... [1.28.18]

GIANNI NAGGI, Forum Ambientalista – Io penso che compenserò senz'altro perché non voglio portar via troppo tempo. Come Forum Ambientalista abbiamo contribuito a questa iniziativa come ad altre e però volevo non entrare nel merito della questione di Saluggia che è ben documentata e quindi non vogliamo portare delle cose nuove, non le abbiamo. Ma il fatto che questo attuale governo sta rilanciando un piano nucleare. Cioè noi qui stiamo parlando dei residui di scorie di quattro centrali che hanno funzionato a malapena qualche mese. Questo governo sta rilanciando un piano nucleare in cui si propongono dieci centrali termonucleari, tutte di dimensioni superiori a quelle che erano in funzione allora e quindi credo che questo sia un problema anche per chi attualmente ha le scorie perché, se è vero come si diceva che questo potrebbe diventare un sito più che temporaneo, immaginate se deve poi far fronte con altre magari dieci centrali in funzione. Credo che questo problema sarà da affrontare non disgiunto dalla giusta battaglia che voi portate avanti contro il deposito che si vuole mantenere qui a Saluggia. Allora io spero che davvero la volontà, disponibilità, al di là dei colori, si dice, delle forze politiche che mi sembrano molto impegnate su questo terreno, lo siano a sufficienza nei confronti di un certo governo che attualmente cerca di triplicare, quadruplicare quello che era il piano di allora. Questo vuol dire, fra l'altro, realizzare delle centrali che costerebbero, a detta dell'Enel, 25 miliardi di euro, ma senz'altro ai prezzi di altre centrali a livello mondiale si arriva facilmente a 40 miliardi di euro, voi immaginate quale piano di efficienza, di riduzione di consumi energetici, di sviluppo di fonti rinnovabili si potrebbe realizzare con quelle cifre, altroché. E quindi io credo che bisognerà mettere insieme tutte queste realtà. Le realtà che potrebbero dover subire nuove centrali nucleari, realtà che già subiscono e potrebbero subire di ospitare le scorie radioattive residue. Di fatto si sta mettendo assieme un comitato nazionale che si presenterà a Roma il giorno 24, quindi il martedì ... fra due settimane sostanzialmente, e darà vita a questo comitato per essere un riferimento a livello nazionale. Ci sono Gianni Mattioli, Dario Fo, altri eccetera, ci sono anch'io, ma comunque di varie associazioni, ma come singole persone. Il giorno 20 che sarà il giovedì di un'altra settimana, il pomeriggio alle 14:00 a Caorso ci sarà un'assemblea di popolazioni, di persone di quelle realtà perché Caorso è una delle centrali che per ultima ha funzionato in Italia ed ha ancora le barre di combustibile che aspettano di essere portate al riprocessamento ed è stato detto più volte che sarebbe una delle realtà più probabili per eventualmente realizzare nuove centrali. Chiaro che dove c'erano i siti delle vecchie centrali, si ripropongono perché c'è una necessità di grandi quantità d'acqua e quindi erano già indicate in riva a fiumi, a mari dove era possibile avere tanta acqua. Noi riteniamo che queste occasioni vadano collegate insieme. Cominciamo al nord Italia dove è più probabile, dove c'è il Po, dove ci sono queste vecchie centrali e dove ci sono vecchi depositi insieme eventualmente a Montalto di Castro, altre ... Noi dobbiamo creare un movimento che dica a questo governo, al di là delle chiacchiere, che lui di altre centrali nucleari non ne deve più parlare e deve ancora sistemare quelle quattro scorie che in questi anni non è riuscito a sistemare. Perciò, e chiudo qui perché non volevo portare via tanto tempo, io chiedo che in queste mobilitazioni come oggi a Saluggia, domani sarà assemblea a Trino, a Caorso, eccetera si mettano insieme per dire cosa vogliamo da questo governo come dai passati governi, noi vogliamo un nuovo sistema energetico, non è più accettabile una politica che distrugge i territori, spende i nostri soldi soltanto per foraggiare i grandi industriali, i grandi imprenditori. Non a caso negli Stati Uniti è da oltre trent'anni che non si realizzano più centrali. La Germania, la Svezia hanno previsto di uscire dal nucleare alla chiusura delle centrali attuali in funzione e altri si stanno aggregando. L'Italia arriva sempre quando gli altri chiudono. Non a caso in Italia hanno proposto il piano di venti centrali nel '78 quando negli Stati Uniti hanno smesso di realizzare centrali nucleari. Noi siamo quelli che debbono mantenere i nostri amici potenti nel mondo e abbiamo sempre dei governi disponibili a sostenerli. Ripeto, l'importante è mobilitarsi tutti insieme. Non è la battaglia di un solo comune, ma di un Paese [1.33.58]

ROSSANA VALLINO – Franco Pozzi ... Comunità Saluggese [1.34.12]

FRANCO POZZI, capogruppo di Comunità Saluggese in Consiglio comunale – Bene io parlo qui come capogruppo di Comunità Saluggese. Noi daremo delle risposte precise a tutti e tre i punti che sono stati chiesti dai relatori, a differenza di quanto ha fatto chi mi ha preceduto e cioè il sindaco, il quale ha dato una risposta, su cui tornerò, soltanto sull'ultimo punto. Però mi si consenta, visto che il sindaco ha fatto un comizio di venti minuti, almeno di averne una metà per poter argomentare almeno un qualche cosa che il sindaco ha detto. Il sindaco ha fatto un comizio perché, di tutte le cose che ha detto, non ce n'è una che serva per andare avanti. La cronistoria del passato se l'è fatta per leggersela perché lo dico, ma non c'è nessun senso polemico nelle mie parole, se l'è fatta per leggersela perché nessuna variante al piano regolatore è stata votata dal consiglio e quindi tutto quello che ha detto il Pasteris non c'entra, non ha nessuna efficacia. Quindi il consiglio comunale non ha votato alcuna variante al piano regolatore, del perché non sto qui a discutere perché è completamente ... Seconda cosa: la questione dei soldi pagati, ma mi fa un po' ridere questa cosa perché tutti sanno che prima di iniziare la costruzione di una casa uno deve pagare gli oneri di urbanizzazione e il costo di costruzione, tutto o parzialmente. Allora questo è normale che succeda. Come è normale, perché esiste sempre una ordinanza di Jean, che, se c'è l'ordinanza, la Sogin ha tutto il diritto, una volta pagati gli oneri, di cominciare a lavorare. Quindi non si vede perché tutto sto scandalo nell'aver preso gli oneri di urbanizzazione. Ma vi dico ancor di più. Se la Sogin aveva tanta fretta di fare queste cose, se qui c'erano terroristi in giro che sparavano, se qui i bidoni dovevano esser rotti ... si dovevan rompere dopo due mesi, sono passati due anni e mezzo e non è stato fatto nulla, nonostante la Sogin avesse tutte le carte in regola per fare quello che doveva fare. Questo va detto. Il sindaco non può ignorare questa cosa che è fondamentale. La Sogin ha raccontato delle grandi storie come noi dicevamo perché non c'è niente di urgente in quello che è stato fatto attraverso una ordinanza, perché se fosse stato così urgente l'avrebbero già fatto. C'era qualcuno che lo impediva? C'era qualcosa che lo impediva? Nessuno. La Sogin non ha fatto nulla e continuerà a non fare nulla per un po' perché, non voglio entrare nelle questioni tecniche, ma per il D2 ci vuole anche un'autorizzazione dell'Apat, non solo, ma bisogna anche vedere se hanno presentato il progetto, perché va discusso anche il progetto. Quindi la questione dei soldi che sono stati dati è ininfluente sul discorso generale. &EGRAVE del tutto ininfluente. Ripeto perché voglio che sia ben chiaro a tutti, che non c'è nessuna urgenza di fare queste cose, come noi dicevamo, così come non c'è nessuna urgenza sul 2300 nonostante il sindaco dica che è andato a vedere e, secondo lui, bisogna tirar via i rifiuti, non c'è nessuna esigenza di tirar via questi rifiuti da sotto il 2300 perché il 2300 è in grado di tenerli al coperto come ha fatto fino adesso ... [il sindaco interviene: "ma se cade un aereo succede un casino, ma dai per favore"] ... Allora se cade un aereo la responsabilità è della Sogin perché avendo da due anni [fervore in sala tra sindaco/alleati e parte del pubblico] l'ordinanza per costruire il D2 non lo ha fatto. Mi dispiace ragazzi. [fervore in sala tra sindaco/alleati e parte del pubblico] La Sogin doveva farlo, se cade un aereo è responsabilità sua. [fervore in sala tra sindaco/alleati e parte del pubblico] Aveva tutto in mano per fare le cose. [il sindaco discute con persone presenti in sala che lo contestano chiedendogli di stare zitto e di far parlare anche gli altri] Non casca niente, comunque responsabilità della Sogin nel fare questo. Seconda cosa che è bene dire. Per quanto riguarda il decreto VIA, mi risulta, e questo lo dico, che la presidente Bresso si sia già mossa, si stia muovendo nei confronti del ministero dell'ambiente per far ripristinare i due punti, non ce n'è soltanto uno Lorini di punto che hai citato tu, ce n'è un altro, quello che dice che Saluggia non potrà mai essere un sito definitivo per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi. Non è soltanto una delle prescrizioni che hanno tagliato, ne hanno tagliate due. Ma c'è di più. La commissione tecnica che ha dato la valutazione per cui il ministero ha poi fatto il decreto aveva inserito quelle due prescrizioni. Eran dentro. Noi abbiamo visto sia l'una che l'altra. Il ministro le ha tagliate, quindi c'è una volontà del governo, c'è una volontà precisa del governo di non mettere quelle due prescrizioni all'interno del decreto nonostante, questo lo dico per il Lorini, ma anche per l'eventuale impugnazione, nonostante il decreto dica nella premessa che la delibera regionale è recepita nella sua interezza. C'è una contraddizione evidente: tu recepisci e poi non citi le cose. Comunque è stata una decisione governativa, cioè del governo di centro-destra che ha tagliato questi due punti che erano essenziali per far sì che a Saluggia si stesse un pochettino più tranquilli. Questo occorre dirlo. Adesso vado alle risposte. Il gruppo consigliare di Comunità Saluggese è d'accordo nell'impugnare l'ordinanza del generale Jean, è d'accordo nell'impugnare il decreto di VIA firmato dal ministro, ovviamente contribuendo anche finanziariamente laddove necessario, e ci impegniamo a non deliberare varianti urbanistiche che consentano la realizzazione dei depositi. Indipendentemente dalla questione della tangenziale perché fa un po' ridere che uno scambi la sicurezza di un territorio con una tangenziale. Fa veramente ridere. [altra interruzione del sindaco] Fa veramente ridere perché la provincia di Vercelli di cui Pasteri è un assessore ha presentato lo scorso anno [altra interruzione del sindaco che dice che Cigliano ha fatto la tangenziale grazie a 18 milioni di euro della tav e poi chiede chi ha portato le scorie a Saluggia e che solo grazie a loro stiamo vivendo un incubo. La discussione prosegue senza che Pozzi possa continuare il suo intervento. Il pubblico gli urla "Qui non sei il padrone". Il sindaco chiama a raccolta i suoi e, con alcuni di loro, se ne va] La provincia di cui il sindaco Pasteris è assessore ha presentato in regione l'elenco dei comuni che necessitavano di tangenziale [ancora il pubblico urla qualcosa al sindaco che se ne sta andando ed alcuni collaboratori del sindaco intervengono in malo modo per difenderlo. Altra interruzione per placare gli animi] Allora dicevo che la provincia di cui Pasteris è assessore ha presentato una lista di cinque paesi che necessitano in provincia di Vercelli di tangenziale e la provincia di Vercelli ha dichiarato che la tangenziale di Saluggia è l'ultima o la penultima di queste. Quindi la priorità per la provincia di Vercelli di cui, ripeto, il sindaco Pasteris è assessore ha dichiarato che non c'è nessuna priorità su questa tangenziale. Quindi anche lui, secondo me, dovrebbe un attimo pensare se effettivamente va confermato questo suo indirizzo di chiedere in cambio della sicurezza di un paese una tangenziale oppure se invece fa tutte le sue azioni logiche, giuste verso la Regione o verso lo Stato per fare una tangenziale che qui effettivamente serve, ma slegata dal resto. Mi pare ovvio, perché Pasteris non lo ha detto, che Pasteris, nel caso in cui ci siano i soldi della tangenziale, porterà all'approvazione del consiglio comunale la variante urbanistica. Questo penso che sia chiaro a tutti. Ovviamente, questo lo diciamo, ma non è oggetto di questa serata, che a questo punto bisognerà prendere delle iniziative in modo che non si ripeta quello che fortunatamente non è successo il 24 gennaio del 2006. Quindi noi come Comunità Saluggese, gruppo consigliare, siamo d'accordo su tutti e tre i punti. Vogliamo però dire che, senza una iniziativa politica ad alto livello, il rischio è che il comune di Saluggia e soprattutto i gruppi che si muovono su queste cose si trovano isolati. Qui c'è bisogno di un intervento deciso anche a livello alto, cioè a Roma, in modo tale che il governo si senta premuto e decida su questa storia qui del sito. Voglio fare solo una precisazione riguardo a quello che ha detto Pasteris sul sito. In effetti, è vero, Bersani a febbraio di quest'anno aveva istituito un gruppo di lavoro per stabilire come fare le procedure per individuare un sito nazionale che non fosse solo un sito per ricevere i rifiuti, ma fosse anche un sito per fare dell'attività di ricerca e sviluppo avanzate. Il gruppo aveva il compito di, entro sei mesi, di consegnare una relazione al ministro. Il ministro non è più Bersani, è Scajola, noi sappiamo che il gruppo ha presentato questo documento in cui ci sono indicate le modalità con cui si può arrivare a definire un sito in Italia per stoccare ... un sito di superficie, non uno come Scanzano, un sito di superficie per tenere tutti i rifiuti radioattivi. Pasteris dice che il ministro lo farà andare avanti, noi abbiamo qualche dubbio però, se dovesse andare avanti, noi crediamo che sia la via maestra per arrivare a quello che diceva la 368 che, vorrei ancora aggiungere questa cosa, se non vado errato, il decreto che è stato approvato alla Camera, il 1500, 1451, 1441/ter mi pare cancelli. Io ho sentito da qualche parte che la 368 viene dichiarato che non c'è più, che viene cancellata. Non so se sia vero o meno, ma anche questa sarebbe una cosa opportuna. Grazie. [1.47.31]

ROSSANA VALLINO. Allora ci sono parecchi ... Paola Barassi presidente della commissione ambiente, poi Renato Bianco, Paola Olivero, Raise Silvano. Lascio solo la parola veramente due secondi intanto che Paola si avvicina al microfono, a Umberto per fare una piccola puntualizzazione. [1.47.48]

UMBERTO LORINI. Ovviamente c'è spazio per tutti perché quando le associazioni ambientaliste organizzano dibattiti c'è spazio per tutti limitatamente allo spazio che c'è e quindi ognuno può esprimere la sua opinione a differenza di altre assemblee magari fatte sempre in questa sala, dopo quel consiglio comunale per esempio, c'è stata un'assemblea in questa sala organizzata da un partito dove chi ha partecipato a quella manifestazione è stato definito "delinquente" e con altri epiteti e non ha potuto dire nulla perché parlavano solo i relatori. Invece questa sera possono parlare tutti. La seconda cosa riguarda l'inidoneità o meno del deposito 2300. Ne ha parlato il sindaco, ne ha parlato il capogruppo di opposizione. In Italia a definire se un deposito è ancora idoneo a contenere materiale radioattivo non sono né i sindaci né i capogruppo di opposizione. C'è un organismo che si chiama Apat, adesso si chiama Ispra, ha detto, per esempio, che Avogadro non era più adatto a contenere depositi, poi ha dato una proroga perché hanno trasferito quello, ma l'Apat dice quello: allora quel deposito scade lì. Il nuovo parco serbatoi a Saluggia è stato fatto dalla Sogin perché l'Apat ha detto che quello vecchio, per una parte, non poteva più contenere quelle scorie liquide. Allora lì ha autorizzato a fare quello nuovo. Quindi c'è un organismo che dice se un deposito di rifiuti radioattivi è ancora adatto per contenerli ed è l'Apat, non è una discussione che fanno i Consigli comunali. [1.49.09]

PAOLA BARASSI, presidente commissione ambiente Regione Piemonte – Grazie e buona sera a tutti e grazie alle associazioni ambientaliste che hanno per l'ennesima volta organizzato qui a Saluggia una discussione su questi temi. Io devo dire che personalmente da che sono stata eletta consigliere regionale, proprio due mesi dopo, ho iniziato, se vogliamo, la mia attività all'interno e fuori dal Consiglio regionale proprio qui a Saluggia intervenendo a una iniziativa organizzata dalle associazioni ambientaliste proprio sui temi che stiamo discutendo questa sera. Mi ricordo allora nel luglio 2005 il problema era la costruzione del deposito D2, la variante al piano regolatore con annessi e connessi. Quindi conosco perlomeno dal luglio 2005 a oggi tutto lo svolgimento, se non nei dettagli interni al comune, comunque tutti i passaggi che si sono avuti qui a Saluggia rispetto al deposito D2, al Cemex, al D3, al trasferimento delle scorie liquide, delle scorie dalla piscina Eurex ad Avogadro eccetera, e devo dire, e tutti quelli che hanno seguito anche il lavoro che da me e da altri consiglieri regionali che, insieme a me, hanno lavorato su questi temi in questi anni, che, per tutto questo periodo, noi abbiamo sempre avuto un atteggiamento univoco, chiaro, preciso indipendentemente da chi ci fosse alla Amministrazione comunale di Saluggia, se fossero di centro-destra, di centro-sinistra, qualsiasi Amministrazione ci fosse. E indipendentemente anche da scelte politiche fatte, relativamente a questo tema, fatte dalla Regione Piemonte. Noi l'abbiamo anche verificato più volte, l'abbiamo detto più volte apertamente tranquillamente, abbiamo avuto anche atteggiamenti critici rispetto ad alcune operazioni che la Regione, in particolare l'assessorato all'Ambiente della Regione, ha avallato in questo periodo, tipo, ad esempio, il trasferimento delle barre dalla piscina Eurex ad Avogadro a cui noi ci siamo sempre opposti, purtroppo senza portare a casa dei risultati tangibili perché le barre adesso sono ad Avogadro, però noi abbiamo sempre svolto e portato avanti linearmente una certa posizione e un certo atteggiamento rispetto a come doveva essere affrontato il problema legato alle scorie presenti a Saluggia. E, insieme a questo, ovviamente siamo sempre stati molto chiari rispetto al fatto che non ci dovesse essere più nessuna ipotesi di rilancio del nucleare in Italia. Non sto a ripetere le cose che ha detto Gianni che sono estremamente chiare rispetto alla posizione che io e che noi come consiglieri regionali, condividiamo. Detto questo volevo semplicemente dare due informazioni rispetto a un ulteriore lavoro che abbiamo fatto dopo enne interrogazioni, ordini del giorno, alcuni anche passati in Consiglio regionale dove si diceva, ad esempio, proprio come deliberazione del Consiglio regionale, non solo della giunta, che non ci dovevano essere depositi a Saluggia se non con il puro scopo di essere depositi estremamente temporanei per permettere il trasferimento nel sito unico nazionale e che quindi tutta la autorizzazione per il D3 doveva essere subordinata all'individuazione del sito unico nazionale, cosa peraltro riportata nella deliberazione di giunta regionale che ha dato il parere, perché poi la VIA è una VIA nazionale, non l'ha fatta la Regione, il parere sulla VIA per l'impianto Cemex e per la costruzione dei depositi D3. Ricordo ancora che il D2 non è entrato in questa procedura di VIA e questo è un problema grosso su cui noi dovremo esprimerci e dovremo mettere anche in campo una battaglia, non solo all'interno delle istituzioni, ma proprio sul territorio per chiedere che questo deposito D2 passi attraverso la procedura di valutazione ambientale, perché se diventa un'altra cosa, se diventa un deposito in cui possono essere messi i cubi cementificati, ovviamente non possiamo dire che questo deposito D2 non è connesso al Cemex e quindi richiede assolutamente una procedura di VIA a livello nazionale così come è stata fatta per il Cemex e per il D3. Comunque rispetto alle ultime cose, di fronte alla delibera ... di fronte alla pronuncia positiva di impatto ambientale per il Cemex e il deposito D3, di fronte alla pubblicazione del bando di gara per la realizzazione del deposito D2 che noi abbiamo sempre chiesto di dimensioni atte al massimo a contenere quanto è contenuto attualmente nel 2300, se veramente questo deposito è a rischio, eccetera, noi abbiamo presentato una interrogazione, proprio l'altro giorno, in Regione dove chiediamo alla giunta e agli assessori competenti in primo luogo come intendono far rispettare da chicchessia le norme urbanistiche stabilite dalla Regione stessa e contenute nel piano regolatore vigente del Comune di Saluggia. Questo perché? Adesso rispetto alla questione della variante sul Comune di Saluggia, in primo luogo il piano regolatore generale del Comune è comunque sottoposto al piano d'area del Parco e questo perché le leggi regionali sui Parchi stabiliscono questa cosa e, a maggior ragione, la legge che stiamo discutendo, il disegno di legge 228 sul riordino delle aree naturali e della biodiversità, stabilisce ancora più pesantemente questa dipendenza dei piani regolatori dai piani d'area. Quindi è un elemento, una legge regionale che chiediamo come sia stata rispettata e come intendono far rispettare questa legge. Seconda cosa, la variante che si chiede, che se si intende effettuare al piano regolatore per l'inserimento dei depositi nell'area, è una variante parziale. E questa è una cosa che non esiste, perché non è possibile fare con una variante parziale, quindi senza nessun controllo da parte della Regione, una variante in quel sito e per opere di questo tipo. Tra l'altro le varianti parziali e l'ammissibilità delle varianti parziali dovrebbe essere data dalla Provincia che forse non s'è neanche pronunciata rispetto a questo tema e quindi è andata avanti con il silenzio-assenso. Ricordo che sulle varianti parziali e varianti strutturali e stata deliberata nel gennaio del 2007 la legge 1 che è la leggina urbanistica che prevede che se alcuni soggetti pensano che una variante parziale sia stata fatta in contrasto ... che non sia quindi una variante parziale, ma una variante strutturale, possono fare ricorso al presidente della giunta regionale e io penso, che ad esempio, questa operazione, nel caso in cui venisse deliberata la variante per la costruzione dei depositi, si debba assolutamente fare e sia un atto da portare avanti nei confronti della giunta regionale perché si esprima rispetto all'ammissibilità della variante parziale. La seconda cosa che chiediamo è come la Regione intenda dare concretezza a quanto deliberato con la DGR 19 del 13 marzo 2006, quindi quella che prevede che l'impianto di Cemex e il D3 ed i depositi connessi vengano costruiti, siano autorizzati soltanto dopo la definizione del sito unico nazionale e che comunque i depositi siano estremamente temporanei. Ricordo ancora che, se non mi sbaglio, nella gara europea c'è scritto che il deposito dovrà essere per almeno 50 anni cosa che peraltro ci aveva detto Apat quando avevamo fatto l'audizione in commissione. Quindi la temporaneità che attualmente viene sventolata è di almeno 50 anni. Capiamoci su cosa significa temporaneo. La terza cosa, che è la domanda più politica, è che cosa si intenda fare, cosa intenda fare la Regione per evitare che si costituisca di fatto a Saluggia, il deposito senza scadenza della maggior quantità di rifiuti radioattivi presenti in tutta la Nazione. Perché questo è il nodo fondamentale. Io penso che il problema di costruzione D2, D3, diventi 5, non è il fatto che venga costruito il deposito, è che questa operazione, dietro di sé, implica il fatto che questi depositi trasformino sostanzialmente Saluggia nel più grosso deposito di rifiuti radioattivi presenti sul territorio nazionale. Io penso che la politica che si vuole portare avanti e che è stata attuata fino ad oggi è proprio quella di dire non poniamoci il problema di creare e di costruire e andare a cercare il sito unico nazionale, le scorie le abbiamo già lì sui luoghi, le popolazioni sono già sufficientemente abituate a vivere con queste pericolosità sul territorio, gli diamo un po' di soldi e ogni sito diventa deposito di se stesso. Questo noi non lo dobbiamo accettare. Noi, nel senso che la comunità intera, io mi sento anche un pezzo di questa comunità, per i pezzi di vita che ci ho speso anche a lavorare su queste tematiche, io penso che questo sia proprio un elemento su cui noi non dobbiamo transigere. Volevo dare un'ultima informazione. Noi avevamo presentato, già un anno e mezzo fa, una proposta di legge che avevamo costruito insieme alle associazioni ambientaliste rispetto alla protezione dei cittadini da radiazioni ionizzanti, l'avevamo anche presentata in questa sala nel momento in cui l'abbiamo depositata, abbiamo fatto le consultazioni, eccetera, il mese prossimo, appena finito il bilancio, procederemo con la discussione di questa proposta di legge perché vogliamo comunque arrivare a portarla a casa, ad averla entro la fine della legislatura. Questa è una proposta importante perché, rispetto a tutti i problemi di trasparenza e di partecipazione prova a dare delle risposte in positivo alle necessità e alle preoccupazioni dei cittadini. Grazie. [2.1.16]

VALLINO ROSSANA – Allora adesso Renato Bianco, capogruppo del Gruppo Misto in Consiglio comunale, poi la Paola Olivero, Silvano Raise. Intanto che ci sono questi tre interventi, se qualcun altro vuole iscriversi a parlare, perché se no poi passiamo alle conclusioni in modo da avere ancora un po' di pubblico e magari darsi qualche appuntamento dopo questo. [2.1.41]

RENATO BIANCO, capogruppo Gruppo Misto in Consiglio comunale – Buona sera, sono anch'io capogruppo, a Saluggia siamo in tanti, ci son più gruppi di abitanti, comunque la cosa che garantisco: farò molto più in fretta del sindaco e anche di Franco Pozzi che mi ha preceduto. Cercherò di rispondere puntualmente alle domande che Godio mi aveva anticipato telefonicamente quando mi aveva comunicato l'intenzione di organizzare questa serata, magari non saranno puntualissime, ma sicuramente cercheremo di rispondere a tutto. Abbiamo preparato una risposta che dura una pagina e mezza scritta in corpo grosso quindi faccio in fretta e procedo a leggere quello che noi ci eravamo prefissati di rispondere questa sera. Siamo convinti che le priorità sono due. Una prima è portare a una situazione di maggiore sicurezza i materiali liquidi attraverso processi di solidificazione e una seconda trasferire i materiali a seguito della solidificazione in un unico sito nazionale. Ci pare che questo ordine di priorità trovi ampia condivisione proprio perché parte da elementari considerazioni di salvaguardia di interessi generali. Credo che fin qua non abbiamo grossi problemi a condividere. Ciò su cui occorre fare ragionamenti più di dettaglio invece sono modi e tempi con cui realizzare queste attività. Se abbiamo capito bene si sta valutando di porre in essere azioni atte ad impedire che vengano costruiti i capannoni per contenere neppure temporaneamente i materiali nucleari resi solidi. Crediamo che la storia recente del comune di Saluggia e in particolare gli anni legati all'industrializzazione vedano una radicale trasformazione dell'economia locale con una forte attrazione centripeta da parte delle industrie che si sono collocate sul sito. Le aziende hanno avuto tutte un legame con il nucleare. Nel caso di Sorin si è trattato di un'azienda nata con la mission della ricerca nucleare che si vede trasformata in società biomedicale ed oggi ha quasi completamente abbandonato la medicina nucleare. Però dal '79 all'anno scorso il reattore nucleare Avogadro 2, appartenuto nel tempo a società differenti, ha conservato elementi di combustibile nucleare esausto provenienti da centrali nucleari. Oggi questi materiali sono stati trasferiti in Gran Bretagna per il riprocessamento. A seguito delle note vicende legate alla sicurezza del deposito Eurex, Avogadro contiene oggi le barre esauste provenienti dall'impianto Eurex e derivanti dall'attività nucleare della centrale di Trino. L'attuale Enea, ora Cnen, era in origine l'azienda pubblica che doveva studiare la possibilità di applicazioni nucleari attraverso progetti pilota o comunque studi di fattibilità. Oggi la società pubblica Sogin ha ricevuto la commessa dal governo per curare tutta la fase legata alla decommissioning. Con tutto ciò vogliamo evidenziare che per Saluggia e Sant'Antonino, la presenza di Sorin ed Enea ha rappresentato un importante fonte di opportunità lavorative. Questo non significa trascurare ogni dovuta attenzione alla salvaguardia della sicurezza ambientale, ma non possiamo certo dimenticarlo. Crediamo che ci sia unanime condivisione circa la necessità che venga individuato al più presto un sito nazionale per il conferimento dei materiali di risulta dalle lavorazioni legate alla produzione di energia nucleare. Questa esigenza diventa ancora più impellente ed inderogabile alla luce dei programmi del governo in carica che ha in programma la riattivazione dell'opzione nucleare. Questa scelta non può essere dissociata dall'individuazione di un sito nazionale in grado di ricevere quantità ben differenti rispetto a quelle di cui stiamo discutendo ora. Quindi, da qualunque parte si voglia esaminare il problema, sia dal punto di vista di chi è favorevole ad una nuova opzione nucleare, che da parte di chi è contrario, emerge con estrema chiarezza l'indifferibile necessità che venga individuato subito un sito nazionale. Dette tutte queste cose noi torniamo ad affermare che è assolutamente prioritario mettere in sicurezza i materiali oggi allo stato liquido. La nostra prima preoccupazione è quella di cogliere la possibilità di cementificare i rifiuti aumentando quindi il livello di sicurezza. Vogliamo ripeterlo per essere certi di essere chiari: questa è la nostra priorità. Certo siamo anche convinti che la collocazione definitiva debba essere nel sito nazionale però non intendiamo assolutamente creare alcun ritardo ai processi di solidificazione che, per quel che ci riguarda, cercheremo di favorire in ogni modo. Siamo anche favorevoli a porre precise prescrizioni a Sogin affinché venga garantito il trasferimento dei materiali al sito nazionale non appena realizzato. Non siamo però d'accordo ad ostacolare la realizzazione dei depositi temporanei perché a nostro giudizio, l'interesse pubblico prevalente è oggi quello di realizzare la solidificazione al più presto. Pensiamo necessario mettere altri ostacoli e causare altri ritardi? Noi pensiamo di no e quindi siamo dell'avviso di consentire la realizzazione del progetto garantendo a Saluggia e Sant'Antonino che i materiali verranno trasferiti nel sito nazionale non appena realizzato. Di certo, in relazione a tutto ciò, si renderà indispensabile assicurare una migliore viabilità in grado di dare le giuste risposte in termini di tempi di percorribilità della rete viaria alleggerendo il traffico di Saluggia e di Sant'Antonino. Grazie. [2.7.15]

VALLINO ROSSANA – Paola Olivero penso in qualità di coordinatrice del gruppo locale del PD ... dico giusto? [2.7.26]

PAOLA OLIVERO, coordinatrice del PD saluggese – Grazie. La posizione del Partito Democratico ricordo che è una posizione univoca da quando il Partito Democratico esiste. Per riassumere qual è questa posizione è stato diramato un comunicato stampa che è datato 6 novembre cioè ieri, che è breve, ve lo leggo, che dice: il Partito Democratico, in accordo con la deliberazione della giunta regionale DDR 192351 del 13-3-06, ribadisce l'inidoneità di Saluggia allocata in area alluvionale del fiume Dora Baltea, in zona densamente popolata, in prossimità del principale comprensorio industriale della Provincia di Vercelli con 1'300 dipendenti e sovrastante la falda dell'acquedotto del Monferrato che serve circa 300'000 cittadini, a diventare sito definitivo nazionale delle scorie nucleari. Pertanto la costruzione di impianti destinati alla messa in sicurezza delle scorie liquide che si trovano su quel territorio dovrà essere irrinunciabilmente subordinata all'allontanamento certo e definito delle stesse verso il sito unico nazionale di stoccaggio che il governo deve inderogabilmente identificare entro il 31 dicembre 2008. Questa è l'unica strada per impedire che Saluggia, dove è stoccato il 75% delle scorie nucleari liquide del nostro Paese diventi di fatto il sito definitivo delle scorie già presenti. Questo comunicato stampa è stato firmato dall'onorevole Luigi Bobba che è vicepresidente della Commissione Lavoro Camere e segretario del PD di Vercelli, dal senatore Della Seta, capogruppo della Commissione Ambiente del Senato, dall'onorevole Realacci, ministro dell'Ambiente del governo ombra del Partito Democratico, da Alessandro Bizjak, consigliere regionale del PD Piemonte, da Gianfranco Morgando, segretario regionale PD Piemonte, dall'onorevole Susta, parlamentare europeo, da Alessandro Portinaro, capogruppo PD provinciale e Paola Olivero, Coordinatore circolo PD di Saluggia. per quello che riguarda invece il deposito D2, sul giornale che il Partito Democratico ha distribuito nei giorni scorsi viene detto precisamente che è estremamente preoccupante la decisione presa in questi giorni dalla Sogin di avviare la gara per la costruzione a Saluggia del deposito D2 destinato a contenere rifiuti solidi a bassa e media attività definito come temporaneo, ma le cui caratteristiche ridondanti in termini di capacità giurata, fanno pensare che potrebbe diventare un contenitore a tempo indefinito di rifiuti nucleari solidificati e la cui costruzione, se ci fosse il deposito nazionale, diventerebbe inutile. Per quello che riguarda invece la circonvallazione è stato dichiarato e scritto, ripreso da diversi giornali negli ultimi giorni, il Partito Democratico ritiene che la variante al piano regolatore del comune di saluggia per autorizzare la costruzione del Cemex, dovrà essere approvata soltanto se prima ci saranno certezze sul sito unico nazionale in cui mandare tutte le scorie nucleari e quindi anche quelle che saranno solidificate nel Cemex. Barattare una strada per importante che sia e che il Partito Democratico all'interno del centro-sinistra, ha sollecitato più volte ed è nei programmi di Comunità Saluggese a Saluggia, è inaccettabile che un'opera di questo genere venga barattata con la sicurezza di un territorio che non è quello di Saluggia, ma è molto, molto più ampio come sappiamo. Il nostro sindaco non deve chiedersi oggi, mi dispiace che sia andato via perché glielo avrei detto volentieri anche proprio di persona, non deve chiedersi oggi cosa, come e perché. Questo lo doveva fare, lo doveva avere fatto prima di farsi eleggere. Oggi il nostro sindaco deve amministrare e quindi deve chiedere ai suoi rappresentanti in Parlamento la ragione per cui hanno respinto l'ordine del giorno del Partito Democratico il 4 novembre di questo mese, quindi il martedì di questa settimana, l'ordine del giorno con cui il Partito Democratico chiedeva il reinserimento delle prescrizioni della Regione, le due che si è detto prima che sono state omesse dalla valutazione di impatto ambientale che erano a salvaguardia di Saluggia, ed impegnare il governo ad individuare il sito nazionale di stoccaggio al fine di rispettare i vincoli imprescindibili della non idoneità del sito di Saluggia a configurarsi come deposito di stoccaggio definitivo, confermando pertanto che l'obiettivo finale dell'operazione di messa in sicurezza di materiali nucleari deve essere lo smantellamento degli impianti ed il rilascio totale gestito privo di vincoli di natura radiologica. Ora, a proposito di questo ordine del giorno che è stato respinto dalla Camera, va detto che l'onorevole Rosso che tanto dice di essersi prodigato per il nostro territorio, ha votato contro, quindi lui non è d'accordo a che qui si stabilisca se ci dev'essere un sito nazionale prima di procedere con i lavori degli impianti che sono in progetto a Saluggia. L'onorevole Buonanno ha fatto di meglio, l'onorevole Buonanno, nel momento in cui si è trattato di votare, era sparito, non ha votato, risultava assente. Quindi noi abbiamo i riferimenti politici della nostra maggioranza in amministrazione che si sono espressi chi decisamente contro all'interesse del territorio e chi invece ha fatto finta di dimenticarsene. Il Partito Democratico, per quello che lo riguarda, si impegna rispetto a quello che ci viene chiesto questa sera a verificare la vigenza dell'ordinanza del generale Jean perché ci sono effettivamente dei dubbi su questa cosa e mi ha fatto molto piacere sentire quello che stava dicendo la consigliera Barassi, consigliera regionale, che inviterei a fare altrettanto a livello di Regione a cercare di indagare ulteriormente sulla vigenza o meno di questa ordinanza del generale Jean. Per quello che riguarda il decreto di VIA, la presidente Bresso, come diceva il nostro capogruppo in Consiglio Franco Pozzi, la presidente Bresso si è impegnata a chiedere al ministro Prestigiacomo il reinserimento delle due prescrizioni omesse a salvaguardia del territorio di Saluggia. Il Partito Democratico, all'interno dello schieramento di centro-sinistra in Consiglio comunale, non voterà nessuna autorizzazione alle varianti al piano regolatore. Il Partito Democratico a sua volta però chiede l'impegno a tutte le forze politiche che sono rappresentate e quindi anche a tutti i movimenti e alle associazioni, chiede che impegnino tutti i loro riferimenti, fino ai massimi vertici dei partiti a esprimersi e a attivarsi così come è stato fatto dal Partito Democratico affinché sia identificato il sito nazionale prima di procedere alla solidificazione delle scorie per scongiurare il pericolo che a Saluggia le scorie ci restino per sempre. Grazie. [2.15.43]

VALLINO ROSSANA – Allora Silvano Raise del Comitato Arcobaleno di Rondissone, poi Flavio Bruzzesi e quindi le conclusioni di Gian Piero Godio. [2.15.53]

SILVANO RAISE, Comitato Arcobaleno di Rondissone – Io ringrazio tutti coloro che sono qua questa sera, mi dispiace che non ci sia, con questo atto di democrazia, il sindaco che ha parlato dopodiché se n'è andato perché non gli piaceva sentire quello che veniva detto nei suoi confronti. Siamo stati contenti di aver visto qua il sindaco questa sera perché, come Commissione ambiente alla quale noi eravamo invitati, è da un bel po' di tempo che non lo vediamo quindi vuol dire che la situazione ambientale a Saluggia è perfetta perché non viene più convocata la Commissione ambiente, quindi vuol dire che la situazione a Saluggia è perfetta. [dal pubblico "tu devi venire da Rondissone per darci dei consigli"] Sì, sì, certo. Io penso che la questione nucleare non sia una questione saluggese, ma sia una questione che riguarda tutti i paesi che sono limitrofi e tutta la Regione Piemonte e non solo. Quindi penso di avere tutta la possibilità di venire qua a parlare e a dire delle cose, visto che da tempo, da circa due anni, due anni e mezzo interveniamo qua. E se la variante al piano regolatore non è passata è perché anche noi quella sera eravamo lì. Allora è inutile che adesso qua tutti quanti si fanno paladini di aver bloccato quella variante perché quella sera quella variante è stata bloccata, ma molti di quelli che sono intervenuti questa sera, alcuni giorni dopo, hanno caricato di insulti tutti quelli che erano intervenuti quella sera. Allora adesso siamo contenti che molti abbiano variato le loro posizioni. A parte i componenti di Rifondazione Comunista e di Uniti a Sinistra, tutti gli altri che sono intervenuti non hanno speso una parola in difesa di quelli che hanno fatto quell'azione il 24. Il 24 il consiglio non è stato interrotto, il consiglio era sospeso. E che sia chiaro una volta per tutte, perché per quella cosa lì c'è della gente che sta ancora pagando le spese penali, ok? Allora noi eravamo d'accordo con quello che era stato scritto su quel volantino perché noi pensiamo che a Saluggia le scorie nucleari debbano andare via e debbano andare via per sempre e pensiamo che quello che era scritto lì deve essere ribadito oggi ancora con più forza perché le decisioni che sono state prese e che vengono portate avanti adesso non solo rispetto alle scorie passate, ma alle scelte governative, ci fanno preoccupare ancora di più. Allora io vorrei che da questo microfono qua parlassero anche i cittadini di Saluggia o comunque i cittadini che si sentano coinvolti in questa cosa qua. Perché penso che sia giusto che si sentano tutti quanti, quelli che vivono questo problema qua a Saluggia. Penso però anche che come noi eravamo, mi dispiace appunto che non ci sia il sindaco perché io lo ripeto qua e noi lo faremo, noi come eravamo il 24 gennaio 2006 a quel Consiglio comunale lì, se la variante verrà riproposta, noi saremo anche in quel Consiglio comunale lì. Perché noi pensiamo che quella variante lì sia deleteria per la salute non solo dei cittadini saluggesi, ma di tutti quelli che vivono qua attorno. Quindi è il momento di iniziare a pensare cosa fare successivamente senza continuare a fare la storia, la crono storia di quello che è stato precedentemente e continuare andare avanti a raccontare chi ha portato, chi non ha portato, io ho difeso, sì ma io ho spostato un barile e io ho messo un paletto ... Allora qua è ora di ripartire daccapo, bisogna ricostruire, va bene il coordinamento nazionale se verrà creato e bisogna ripartire anche qua. Vanno bene queste serate qua, noi ringraziamo i relatori che ci hanno invitato a questa serata qua e che hanno organizzato questa serata qua, dopodiché le cose vanno portate avanti da un lato giuridico e dall'altro nelle strade. Noi nelle strade ci saremo, per quanto riguarda quello giuridico vedremo. Grazie. [2.20.00]

VALLINO ROSSANA – Flavio [2.20.03]

FLAVIO BRUZZESI, Comitato No inceneritore No inquinamento – Io innanzi tutto a nome del Comitato No inceneritore No inquinamento, che partecipò a quella serata del 24 di gennaio e per la quale abbiamo pagato anche sul piano personale, politico. Sono orgoglioso di quella serata. Una grande serata democratica. Qualcuno sta pagando ancora sul piano penale, si dice i soliti stracci, no. Stracci perché gente, non hanno preso i responsabili, responsabili tra i quali c'ero anch'io, che hanno organizzato quella serata. Dovevano prendere tre che si sono fatti prendere un po' dall'entusiasmo e si sono messi ... E non lo dico adesso. I responsabili sono quelli che hanno organizzato quella serata, comitati, li vedete lì no, Comitati, Rifondazione. Sono quelli che hanno permesso stasera di essere qui a ridiscutere questa benedetta variante al piano regolatore. Quindi ringrazio voi perché avete riorganizzato, io è da un pezzo che chiamavo Raise, ma cosa facciamo, aspettiamo che ... e vedo che c'è ancora lo stesso spirito. Sicuramente non passerà ... non ci saranno altri stracci che voleranno perché se faranno questo Consiglio lo faranno non certo aperto. Per cui dobbiamo studiare altre tecniche che saranno quella legale oltre che la presenza fisica però ... quella legale quindi il mio Comitato sicuramente parteciperà. Ha già partecipato la prima volta. Andiamo, facciamo questo ricorso di Stato, non abbiamo soldi, noi i soldi li prendiamo dalla gente che ci crede e ci aiuta. Il sottoscritto ed altri insomma, tutti quelli, anzi, faccio una parentesi, penso che in questa operazione si butterà anche il Movimento Valledora, perché noi in due anni ci siamo allargati, si cresce, abbiamo messo su casa. Adesso siamo 6, 7 associazioni e comitati ambientali che si occupano di nucleare, di cave, di rifiuti. Voglio dire il Movimento Valledora credo, vedo già qualche esponente, Aldo ed altri, credo che sarà impegnato anche in questa strada e saremo molti di più. Non c'entra niente essere di Saluggia. piantiamola con questo provincialismo, non vi offendete se dico questo, il problema non è di Saluggia, non è ... questo è provincialismo di basso livello. Cosa c'entra Saluggia che, fra l'altro, è l'unico paese in realtà che al limite non ha un impatto immediato con il problema dell'acqua visto che l'acqua va in discesa, non va in salita, checché i soldi vadano anche su in Valsesia. Saluggia è un aspetto, il problema riguarda la Regione Piemonte, riguarda un'impostazione, un'impostazione che questo governo sta prendendo ormai da tempo. Questi ci imporranno i depositi perché il decreto, se avete letto, e questa è una domanda che faccio a Godio, verifichiamo, dice che qualora i Comuni e le Regioni non siano d'accordo sul nucleare, il ministro decide. Chi ha visto la trasmissione l'altra sera Scajola è rimasto dice "ma mi sembra un po' pesante". Come ti sembra pesante, ma se è un decreto che hai voluto te, ma cosa stai a prendere in giro milioni di italiani in televisione fra l'altro. Quindi aspettiamoci un atto di violenza, di violenza che dobbiamo assolutamente, ovviamente con la democrazia, non accettare. Il sindaco di Saluggia, anche questa volta avrà la fortuna di vedersi risolvere il problema. Glielo risolveranno da Roma. Lui dirà di no, io voglio i soldi, farà un po' di moina perché sta facendo moina, scusate parlo molto schiettamente, chiaramente, l'impressione che m'ha dato perché se rifaccio io la storia escan fuori tante di quelle storielle riguardo a quello che ha detto, ma non è tempo stasera, farà tante storie, ma alla fine gli toglieranno le castagne dal fuoco. Diranno: sindaco tu stai zitto che noi dal ministero diamo l'autorizzazione. &EGRAVE già successo per il D2, un'ordinanza di un generalino che adesso parla fa il politologo ... e adesso arriverà invece il ministro che dice: saluggesi m'avete rotto le scatole, il modello si fa punto! Avete i soldi, prendete i soldi [...] e davanti i soldi non c'è Bruzzesi o altri che fanno perdere un milione e ottocento euro, come è stato scritto sul giornale. I saluggesi prenderanno i soldi [...] I saluggesi altri pure non accetteranno questo condizionamento. Né mi aspetto una cosa diversa dal 24 gennaio del 2006, purtroppo. Me le aspetto perché le leggo, non voglio fare il fate, non ciò la sfera, è scritto. Fra l'altro, fra parentesi, teniamo conto anche del decreto che fece Prodi che c'è veramente da tagliargli i testicoli che disse che qualora ci sia necessità di fare qualche deposito strategico, un impianto strategico lo si fa imponendolo e non si dice neanche dove. Vi ricordate? [...] Uno prende un decreto del governo precedente che qualche volta gli va bene, lo integra con le autorizzazioni dicendo che le autorizzazioni le farà il ministero direttamente ... Mi sono spiegato? Cioè l'atteggiamento della democrazia secondo me in questo momento sta calando di tono e stiamo andando in un altro atteggiamento che sarà quello arrogante "così si fa" lo ha detto Berlusconi anche l'altro giorno no, vi ricordate, mandava la polizia, facciamo questo, facciamo quest'altro. Qua stiamo a discutere ... qualcuno addirittura si permette di dire per un senso di responsabilità, per un senso di responsabilità noi vogliamo cementare e poi ce li teniamo qua fino a che non c'è il deposito, prima di me, un consigliere tra l'altro. Ma che cosa ... ma come fa a pensare che tu piccolo essere puoi condizionare ... ma chi è al governo ha tutte le possibilità di farlo sto benedetto deposito. [...] Non è stata affrontata la questione in modo serio, affidabile, come tutto il nucleare, lasciatevelo dire da un nucleare. Il nucleare era destinato a fallire in Italia, lo dissi nel '77 perché non c'è serietà. Il nucleare è una scelta che se la prendi con le pinze la puoi gestire altrimenti no. [...] Il nucleare deve prevedere il deposito, deve prevedere tutto quello che è necessario a ... dopodiché si può essere d'accordo o non d'accordo sul nucleare, ma se mancano i mezzi principali non iniziare neanche questo discorso. Per quanto riguarda e termino, il Cemex, non è che sia un processo così tanto semplice cementare, cementiamo 120 metri cubi di materiale ad alta attività. Ecco forse lì Saluggia dovrebbe avere dei problemi, non per l'acqua, ma per le fughe. Ma dico, ci rendiamo conto che andiamo in pratica a fare un processo su [...] ad alta attività, un processo che noi qui in Italia hanno fatto una volta sola giù in Puglia, al centro Trisaia, per un paio di metri cubi di roba? Allora questi cominciano ad essere problemi seri. Quindi anche il controllo della Commissione Nucleare e Ambiente sulle attività della Sogin sarebbero da richiedere qualora partissero. La Commissione, [rivolto a Raise] tu prima non lo hai detto. Tu hai pieno diritto di parlare sul nucleare, sei membro della Commissione Ambiente. Tu rappresenti la popolazione di Saluggia lo sai [Raise gli dice che non fa parte della Commissione, ma è invitato a partecipare alle riunioni] a sei invitato, però sei invitato per che cosa? Come rappresentante di qualcuno mica come Raise, chi ti conosce a te? Quindi dico, per concludere, il gioco politico sul nucleare dovete piantarla lì, perché non si fa la politica con i depositi caro Bianco, la politica si fa sui fatti concreti e quindi lo dico al sindaco Pasteris che mi sembra, al di là di tutto, che l'unico discorso serio, non perché ci sia un feeling, ma l'abbia fatto Pozzi stasera, tra l'altro da tecnico. Non si va a vedere chi è stato, chi non è stato, la colpa se è di questo o di quell'altro. Il problema è domani cosa facciamo? Cosa fa il sindaco? Che decisioni prendi? Che atteggiamento prendi? Allora noi crediamo, come Comitato, che l'atteggiamento da prendere e lo prendiamo sia quello che [...] l'impegno dinanzi al Consiglio di Stato, ovviamente impugnare il decreto e ovviamente faremo in modo, ma non siamo legati al mondo politico, ma comunque faremo in modo che i politi che frequentiamo, facciamo dei viaggi in Valledora spesso coi politici che vengono a vedere il disastro che c'è in questa zona fra buche, rifiuti, eccetera, si diano da fare affinché i gruppi consiliari, il PD ha fatto un ottimo intervento che condividiamo in pieno, mi fa molto piacere questo, come il PD ce ne siano altri che nelle varie sedi, si diano da fare per fare in modo che non ci siano varianti urbanistiche fino a quando non c'è almeno un impegno di tipo formale sul nuovo deposito nazionale. Lì il ciclo si chiude, lì possiamo credere, lì possiamo partire, lì possiamo iniziare a fare un discorso serio sul nucleare di fine turno e forse, anche se non sono molto convinto anzi non sono convinto affatto, su quello che potrebbe iniziare. [...] ci vorranno altri vent'anni, già lo dissi qualche anno fa, ma queste sono posizioni lasciatemi dire, in questo caso, personali non del Comitato, quest'ultima affermazione. Grazie. [2.30.19]

ROSSANA VALLINO – Allora non ho più visto alzarsi mani, non sbaglio no, ok, allora niente facciamo le conclusioni di questa serata [2.30.31]

GIAN PIERO GODIO – Ma, le conclusioni è una parola grossa. Io dico due o tre cose anche perché possono rappresentare un po' il pensiero di Legambiente che prima ho confinato all'interno di quella premessa che però ho visto che qualche validità ... perché poi è stata ripresa e ha mostrato anche che quanto avevo detto, proiettato e sostenuto non è ancora diventato patrimonio comune, evidentemente servirebbe ancora una maggiore trasparenza, maggiore informazione. Tornerò fra un attimo. Ma, le cose che più mi hanno colpito rispetto agli interventi fatti ... io trovo che l'intervento del sindaco, pur legittimo nella cronistoria, sia stato completamente carente nella parte propositiva e a domande precise, a proposte precise più che a domande precise, sostanzialmente mi è sembrato che il sindaco non abbia fornito risposte e neanche garanzie su quello che può avvenire se non si fanno quelle cose lì che noi in prima battuta proponevamo. Così ancora mi ha colpito l'intervento di Bianco quando si preoccupa, per carità legittimamente, di non causare ritardi nel processo di cementazione. Bene, tutti i ricorsi che noi proponevamo o abbiamo proposto e proporremo sono sempre stati intestati: ricorso contro quella certa deliberazione, quel certo provvedimento limitatamente, testualmente "limitatamente" alla realizzazione dei depositi. Questo credo che è un messaggio che oltre a stare nei volantini, è stato proprio nelle intestazioni dei nostri provvedimenti che sono sempre certamente più corrette di quelle del generale Jean che anche quando corregge il corpo del documento non ne corregge l'intestazione. Chi sa, sa a cosa mi riferisco. Quindi, se la preoccupazione è quella, io tenterei di recuperare l'adesione sua visto che si diceva preoccupato di questo destino di Saluggia di fare da deposito. Se il problema è non ritardare il processo di cementazione, non lo vogliamo ritardare neanche noi. &EGRAVE sufficiente limitarsi esplicitamente a dire: sono contrario ... Peraltro ci sono dei problemi di tempi. Abbiamo sentito a Report, ma lo sapevamo già anche prima, che non c'è ancora l'autorizzazione a realizzare l'impianto Cemex. Se non c'è ancora l'autorizzazione, se, come abbiamo sentito, bisogna ancora decidere di qualificare la miscela cementizia per fare i solidi, non me la vedo vicinissima, indipendentemente dai nostri eventuali ricorsi. Non me la vedo vicinissima la realizzazione che, solo il tempo di costruzione, porterà via, che ne so, tre anni, quattro anni. Allora non stiamo in questo momento noi rallentando il Cemex, non si capisce perché si deve fare il deposito adesso quando serve fra cinque anni, questo è il problema. Allora io direi che le preoccupazioni di Bianco potrebbero essere recuperate con un ragionamento di questo genere e lo voglio invitare a rimeditarci. Ancora, Paola Olivero, che ringrazio per aver risposto così in maniera abbastanza affermativa, anzi forse totalmente affermativa alle proposte, dirò poi alla fine cosa facciamo con chi ci sta insomma, con chi vuole lavorare attorno a questa prima proposta. Volevo però precisare una cosa. Io ho letto con attenzione il provvedimento che era stato proposto dal senatore Bobba e da altri alla Camera. Ho visto il dispositivo. Ecco noi vogliamo fare un'azione più incisiva. Il dispositivo dice, perché ci sono delle premesse che ovviamente non chiedono nulla e dicono ... l'ordine del giorno che è stato respinto dice "impegna il Governo a valutare l'opportunità di individuare un sito unico nazionale di stoccaggio al fine di rispettare il vincolo imprescindibile della non idoneità del sito di Saluggia a configurarsi come deposito di stoccaggio definitivo". Ecco io temo che, se non siamo più precisi, queste formulazioni, per carità dimostrano la volontà politica di occuparsi del problema, ma io credo che sono d'accordo tutti a non individuare in Saluggia il sito unico nazionale di stoccaggio. &EGRAVE lì che ci fregano. Non individuano mica Saluggia come sito definitivo di stoccaggio, semplicemente non l'individuano. Ma un sito dove c'è l'83,57% come lo chiamate voi? Noi ce l'abbiamo già purtroppo. Noi basta che gli lasciamo fare il muro intorno e il sito e già belle che fatto. Allora bisognerà fare attenzione anche, come dire, a non farci incastrare, pur a fin di bene perché "il vincolo imprescindibile della non idoneità di Saluggia" lo riconosce anche il Presidente del Consiglio e lo stesso sul fatto che "l'obiettivo finale della messa in sicurezza deve essere lo smantellamento degli impianti e il rilascio totale del sito" questo lo dice anche la legge, peccato che non lo facciano, cioè lo vedono sempre come rinviato. Allora ecco, con questa avvertenza, che dobbiamo nei provvedimenti, se li vogliamo costruire insieme, essere molto attenti a non giocare sulle parole e soprattutto a non lasciare margini di libertà a chi sa bene insinuarsi all'interno di quei margini, ben vengano le collaborazioni che si possono fare in questo momento. Noi abbiamo detto nei nostri comunicati: è il momento di fare qualcosa. &EGRAVE il momento perché il 10 di ottobre è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale, è stato prima pubblicato nel sito del ministero poi però il 10 ottobre in Gazzetta Ufficiale, per carità mi hanno detto che, fra qualche giorno, arriverà anche a casa ai commissari della Commissione ambiente ... quanti ne abbiamo fra qualche giorno ... qualcuno lo dica al presidente della Commissione ambiente che ovviamente queste cose, possibilmente, per avere un qualche effetto devono essere fatte nei tempi utili. Io crederei che ci si occupi di questa cosa in tempo utile. Dal 10 di ottobre si va al 10 di dicembre e quindi questi sono i tempi per il ricorso, ma deve essere al 10 di dicembre presentato e notificato ai contro-interessati. Quindi insomma i tempi sono molto limitati. Allora le prime cose che noi faremo. Certo una richiesta urgente di convocazione della Commissione ambiente, io mi auguravo che la proponesse il sindaco visto che è venuto qui, ma se n'è dimenticato o se n'è ben guardato, non so ... allora la Commissione ambiente deve essere immediatamente convocata nei tempi utili perché è inutile lasciare trascorrere i tempi per l'impugnazione e poi analizzare i decreti. L'altra cosa è davvero attivare un processo di trasparenza e di partecipazione che ci sembra scandalosamente mancare dopo la realizzazione del punto informativo di Sogin. E a noi sembra adesso davvero sia ancora più sbilanciato di prima, cioè se prima c'era nessuno che informava di niente, mi pare che sarebbe come minimo, per par condicio, necessario che i cittadini, nella loro accezione più generale, poi se vogliamo formalizzarla, formalizziamola in qualche modo, so che le associazioni ambientaliste, ma non voglio dire che deve limitarsi ad esse, hanno la delega formale, giuridica a rappresentare gli interessi alla tutela dell'ambiente. Potrebbero essere le associazioni a gestire un punto di informazione che, ad esempio, anziché far sapere ai commissari della Commissione ambiente con un mese e mezzo di ritardo, il testo della pronuncia di VIA del ministero, glielo faceva sapere, come noi abbiamo fatto sui giornali, mezz'ora dopo che era stato pubblicato. Quindi, come dire, anche i tempi hanno una loro validità. Allora, l'osservatorio dei cittadini servirà a poco, servirà a molto, ma intanto serve a far sì che non si continuino a dire cose sbagliate su cose assodate e precise, ma anche a uscire da questo clima di mistero. Che cosa sia avvenuto ad esempio in Sorin due giorni fa o tre, io non lo so, forse lo sapete voi saluggesi, qualcuno di voi magari ci lavora, però qualcosa è avvenuto per esempio e perché non deve esserci un punto ... sto parlando di qualche piccolo o grande, pasticcio o incidente ... io non so niente se no ve lo comunicherei, però stranamente ricevo delle telefonate che mi chiedono ... allora un punto di trasparenza, questo comune deve averlo e non deve essere limitato alla presenza e alla possibilità di fare diciamo informazione e propaganda da parte dei soggetti che gestiscono il nucleare. Solo per un principio di pariteticità. E questa è un'altra richiesta che noi vogliamo, con tutti coloro che vorranno sostenerla, rivolgere all'Amministrazione comunale. La terza cosa operativa e ultima che dico, ci sono queste scadenze e se le formazioni associative, ringrazio Bruzzesi in particolare che ha dato la disponibilità per i comitati che lui qui rappresentava, le formazioni politiche, i gruppi consiliari che intendono aderire anche se questa sera magari non l'hanno ancora fatto, io darei un appuntamento che dev'essere necessariamente tecnico e non direi pubblico anche se non è segreto, non di questa vastità, cioè una riunione operativa tecnica, dove andiamo insieme a definire tra quelle cose che abbiamo proposto, cosa fare realmente, decidere chi fa cosa, decidere chi raccoglie i fondi e farei già anche una proposta di data, che è quella di martedì 18 novembre alle 21 presso la Casa Faldella dove la Legambiente chiederà ed ha abitualmente la sede concessa dall'associazione Vita Tre. Quindi martedì 18 novembre alle 21, tutti gli interessati a partecipare a questo processo che si deve concludere perché è un processo concreto, non si tratta solo di volontà politica, ma bisogna dare i soldi all'avvocato e avviare il ricorso. Dico anche che forse c'è la possibilità di non farli tutte e due subito quei ricorsi da un punto di vista tecnico però, per tante ragioni, anche per evitare che i nostri contro-interessati: Sogin, il ministero e non so quanti altri, sentano direttamente dalla mia viva voce quali sono le nostre strategie giuridiche, preferirei questo discorso farlo con soggetti in un ambito più riservato perché voi sapete che, come dire, non sarebbe certamente scaltro comunicare la nostra strategia processuale pubblicamente ai nostri contro-interessati visto che loro se ne guardano bene dal farlo nei nostri confronti. Bene, io concluderei qui ringraziando tutti coloro che non cito a partire dal presidente del Parco del Po e via, via tutti gli altri al consigliere capogruppo Pozzi per le parti o la totalità della loro disponibilità dando però appuntamento al martedì 18 novembre alle 21 qui alla Casa Faldella, all'altro ingresso insomma, Casa Sereno sì scusa, sempre al numero 6, ma l'altro portone, dove andiamo a formalizzare questa cosa. Nel frattempo io, Umberto, Rossana siamo disponibili per chiunque voglia sentirci per avere informazioni ovviamente più dettagliate e anche un pochino più riservate. Quello che devo dire, mi sembra che sia mancato se non nell'intervento di Silvano è: cosa fare come cittadini, perché c'è davvero Silvano ha ragionissima, c'è un intervento di tipo burocratico, diciamo, anche se intelligente, motivato e doloroso, che è quello di ricorrere, di impugnare, di fare delle azioni di questo tipo, c'è anche un processo che deve informare le persone, chiamare le persone a rendersi conto, chiamarle anche a azioni collettive. Su questa parte anche io direi, magari adesso, alla fine, con i movimenti e le persone che vogliono avere, come dire, insieme alle associazioni ambientaliste, una parte in questo, ci fermiamo un attimo per decidere quando vedersi perché giustamente, lo diceva proprio bene, io devo dire che se non l'avesse ricordato, forse mi sarebbe sfuggito, è proprio determinante questo aspetto, come lui ha ricordato, al di là dei ricorsi della Legambiente e di tutti i soggetti, come abbiamo visto prima, che sono stati fatti, poi praticamente l'inversione di tendenza c'è stata perché il movimento popolare fatto anche da tanti cittadini di Saluggia, non solo da cittadini che venivano dall'intorno di Saluggia che talvolta sono più preoccupati dei saluggesi, ma anche tanti cittadini saluggesi hanno quella sera fatto capire all'Amministrazione comunale, non solo con la loro presenza materiale, ma con la loro presenza politica, perché se si fosse trattato solo della presenza materiale la deliberazione sarebbe stata spostata di una settimana e poi assunta. Allora quella sera ha vinto il fatto che le persone insieme hanno portato questa testimonianza. Di queste occasioni ne dobbiamo creare altre perché è giusto che questo processo vada anche in quella direzione ... ... [2.44.41]

FRANCO POZZI – Scusa, scusa Godio, scusa una cosa. In Comune ci sono 2'115 firme di gente che aveva detto: no ai depositi in cui credo che, coloro che hanno organizzato, sarebbe opportuno che scrivessero per avere una risposta perché la lettera che è stata mandata con 2'115 firme diceva: siamo in attesa di avere una risposta in merito. Non è mai stata data né dall'Amministrazione Barbero e, tantomeno, da questa. Quindi una delle prime cose da fare in questo ambito, collettivo, di massa è quello di dire: avete 2'115 firme, cartoline, firme, per questo, diteci che cosa ne volete fare. Li bruciate? Diteci che le bruciate. [2.45.24]

GIAN PIERO GODIO – Certo, Pozzi dice bene. La consigliera Barassi che ringraziamo per l'amore che mette ai problemi di Saluggia, lei è di Verbania quindi la dobbiamo proprio ringraziare che non è che ci abita vicino e lo fa sempre anche con un certo sforzo di trasferimento geografico. Ricordava bene, lo dico scherzosamente, siamo un po' noiosi, cioè se prendiamo il volantino che ha proiettato Umberto Lorini in apertura, cioè stiamo chiedendo le stesse cose. Quindi davvero, anche la cosa che dice Pozzi, è tutto buono quello che abbiamo detto perché ... e mostra anche come bene ricordava credo Rosssana adesso, la coerenza di questa nostra ... che non ce ne può fregar de meno se ci sta il centro-sinistra, il centro-destra al Parlamento, alla Provincia, alla Regione. Ci interessa che quell'obiettivo che ci sembra ragionevole, che ci sembra l'unica via da perseguire per la tutela della nostra salute e del nostro ambiente, insomma, si possa perseguire un qualche risultato insieme. Grazie. [2.46.18]


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