GIAN PIERO GODIO, responsabile energia Piemonte e Valle d’Aosta per Legambiente. Io chiamerei al tavolo per questo primo breve momento che è solo locale, solo tra virgolette perché il locale di Saluggia è un locale importante, i rappresentanti dell’Amministrazione comunale della Maggioranza insomma e della Minoranza, dei gruppi consiliari più esattamente. Insomma il Sindaco, l’Assessore, il capogruppo Farinelli, il capogruppo Pozzi. Per il momento, per questa fase stiamo solo noi da questa parte del tavolo, intanto vi racconto come si dovrebbe svolgere la serata. Dopo questi interventi dell’Amministrazione e dei gruppi consiliari di minoranza e una breve chiacchierata mia che serve anche di introduzione alla seconda fase, ci sarà l’avvicendarsi dei soggetti politici che hanno dei candidati o che comunque, se non hanno dei candidati presenti questa sera, vogliono intervenire a nome dei vari raggruppamenti politici. Noi siamo un pochino complicati ed abbiamo pensato di dare titolo non alle liste, ma alle formazioni, ai movimenti che stanno dietro le liste, quindi, per capirci, quando ci sono dei raggruppamenti per noi può benissimo parlare un rappresentante per ognuno di questi perché ci interessano le correnti di pensiero. Abbiamo invitato i vari rappresentanti dei vari movimenti e partiti politici a mandare dei rappresentanti qui a parlare nella seconda parte che inizierà assai presto. Nel frattempo questi rappresentanti avranno modo di arrivare e sentono anche un pezzo di questa prima parte che, secondo noi, è importante. E’ importante perché, a nostro parere, Saluggia non è un fatto locale per il nucleare, è un fatto di rilevanza nazionale per tante ragioni che non sto a dire qui perché stiamo a Saluggia, ma ne cito forse una: il fatto che i rifiuti radioattivi stanno in Italia in gran parte, il 70/80 per cento stanno a Saluggia. Questa è una delle tante ragioni. Nel volantino e nell’invito che molti hanno ricevuto ci sono due frasi un po’ di provocazione, di stimolo. Una parla del nucleare nelle falde acquifere di Saluggia alludendo al fatto che c’è stata una contaminazione radioattiva che ha raggiunto le falde acquifere di Saluggia e si chiede, un po’ provocatoriamente, ma spostiamo le scorie radioattive che sono le responsabili di questa contaminazione oppure spostiamo i pozzi dell’acqua che prelevano l’acqua poco a valle? Insomma, lasciamo mano libera al nucleare ed ai suoi disastri ambientali oppure ci opponiamo? L’altra domanda dice: ci sembra di avere letto che molti programmi elettorali comprendano opzioni sul nucleare di un tipo o dell’altro. A noi sembra che per il nucleare non ci sia futuro, quindi si dice insomma ma si fa sul serio? Si vuole davvero ritornare al nucleare? Ma allora si deve rinunciare al voto degli ambientalisti. Insomma si fa questa sorta di rapido ritornello. Sarà un po’ il tema della serata a cui i vari candidati e non, rappresentanti di forze politiche eccetera daranno le loro risposte. In questa prima fase invece ci concentriamo per un attimo e quindi lascio subito la parola al Sindaco e poi all’Assessore ed ai rappresentanti dei due gruppi consiliari di minoranza, ci concentriamo sulla situazione a Saluggia. Ci sono penso degli aggiornamenti, ci sono delle cose che sono avvenute negli ultimi due mesi che hanno un pochino caratterizzato questo momento per Saluggia. E’ sempre un divenire la questione del nucleare a Saluggia. Io pregherei quindi il Sindaco, magari di dare delle comunicazioni in merito e i gruppi consiliari, così come è avvenuto sui giornali, di dare un po’ una loro lettura. Pregherei tutti di tenersi diciamo in dieci minuti, un quarto d’ora l’Amministrazione e complessivamente dieci minuti, un quarto d’ora le minoranze, anche meno perché così abbiamo più tempo per l’altra parte che è meno locale. Grazie.
MARCO PASTERIS, Sindaco di Saluggia. Vi ringrazio e, innanzi tutto, buona sera a tutti a nome dell’Amministrazione comunale, ringrazio anche Gian Piero per l’invito che ci ha rivolto per parlare di questo argomento così scottante del nucleare soprattutto qui a Saluggia, come lui ha ben ricordato, per la presenza di questa massa di scorie nucleari che sono il frutto dell’eredità di quello che ha vissuto l’Italia nel passato. Porto le scuse del Senatore Andrea Fluttero di Alleanza Nazionale che questa sera non può essere presente a causa di un impegno istituzionale. Mi scuso io a nome suo. Passiamo ora agli aggiornamenti. Io su Saluggia distinguerei sempre due parti ben distinte: la situazione che riguarda l’Avogadro e quindi il deposito che è inserito all’interno del comprensorio Sorin da quella che è invece la situazione che riguarda l’Eurex e quindi il sito che è in comunione con Enea e con Sogin. Per quanto riguarda la situazione dell’Avogadro: innanzitutto dalle notizie che io ho e che ho avuto ancora negli ultimi giorni, vi confermo assolutamente che il trasferimento delle trenta tonnellate che sono all’interno del deposito Avogadro avverrà entro la primavera del 2010. Come Amministrazione comunale naturalmente in questo periodo abbiamo lavorato affinché questo trasferimento venisse accelerato anche in virtù del fatto che esiste un’autorizzazione all’utilizzo di Avogadro che scade proprio all’inizio del 2010. Quindi abbiamo invitato Sogin a far sì che venga accelerato il processo di trasferimento. Qualsiasi altra notizia in merito a un ritardo è assolutamente priva di fondamento. Così mi dicono da Roma e così io riferisco. Naturalmente, non da ieri, ma sempre ho sostenuto che il deposito Avogadro è il sito meno idoneo per accogliere quelle trenta tonnellate anche in virtù del fatto che il deposito Avogadro non è protetto con un argine idoneo da un’eventuale piena millenaria della Sorin. Cioè una forte piena ancora superiore a quella dell’anno 2000 o del 1994 che lo investirebbe, che potrebbe creare dei seri danni alla struttura e quindi con danni che si rifletterebbero naturalmente sull’ambiente. In questo periodo, dalla data del nostro insediamento abbiamo lavorato, soprattutto con l’autorità di bacino, per far sì che il piano di assetto idrogeologico della zona venisse rivisto, affinché si possa costruire molto rapidamente un argine a difesa di quel sito. Siamo stati a Parma, siamo stati a Roma, ed io in tal senso, l’ho già detto una volta, ma lo ripeto con molta tranquillità, anche se non sono di quella parte politica come ben sapete, ringrazio ancora una volta il ministro Bersani per i suoi interventi in tutte le sedi istituzionali per aver sbloccato questa situazione. Quindi ritengo che entro la fine dell’anno, ci sia la possibilità di ottenere il decreto che poi consentirà a cascata di fare una variante ad hoc del piano regolatore per la realizzazione di quest’argine a protezione del deposito Avogadro. Naturalmente, nel frattempo, ci sono state delle notizie non troppo positive per quella zona. Nel senso che, penso che abbiate saputo tutti dai media locali che sono state rilevate delle tracce di contaminazione seppure, e tengo a ribadirlo, nella falda superficiale, nella zona proprio del deposito Avogadro. Quindi non più attaccato alla piscina dell’Eurex che perdeva, ma localizzate vicino proprio all’Avogadro. Ci siamo mossi come Amministrazione comunale ed io ringrazio veramente l’assessore all’ambiente Anselmino perché ha seguito tutta l’operazione con le società interessate e quindi con la Deposito Avogadro SRL, con la Sorin, con la Regione, con tutti gli organi tecnici ed istituzionali affinché si potesse creare una rete di monitoraggio all’interno del sito. E guardate che non è facile perché si tratta comunque di un sito privato e quindi procedere all’autorizzazione a posizionare dei piezometri per il rilevamento della possibile radioattività e contaminazione all’interno del sito non è stato facile. L’abbiamo ottenuto e la rete è in fase di completamento e su questo, se poi me lo concederai, interverrà cinque minuti l’assessore Anselmino. Faccio anche un breve passaggio sulla questione dello spostamento del campo pozzi perché è stato oggetto di qualche discussione rilevata anche dalla stampa locale. E’ un progetto che abbiamo pensato in collaborazione con l’Acquedotto del Monferrato con l’Ambito astigiano, perché noi riteniamo che lo spostamento del campo pozzi, contrariamente a quello che si dice, o i legami possibili sul fatto che spostando il campo pozzi rimane comunque la radioattività, sia invece una opportunità per Saluggia perché c’è uno studio, e ricordo questo è uno studio di fattibilità, allo stato attuale, del Politecnico di Torino che praticamente consentirebbe oppure ipotizzerebbe uno spostamento del campo pozzi a monte di quello esistente, quindi prima del paese di Saluggia, del centro abitato di Saluggia, in una posizione tale che sarebbe anche sfruttabile dalla rete idrica del paese di Saluggia. Quindi una opportunità per tutta la cittadinanza. Naturalmente quello esistente permarrebbe lì perché sarebbe collegato a quello nuovo. Questa è una ipotesi. Cosa invece ben diversa è la situazione dell’Eurex e quindi passo ad analizzare la seconda parte. Qui l’argine, a differenza dell’Avogadro, è presente. Lo sapete benissimo. C’è un argine di quattro metri che entra nel terreno per quindici metri. Quindi il sito, almeno rispetto all’alveo della Dora Baltea, è completamente protetto. Entro la fine del mese di aprile, queste sono le notizie delle quali io sono in possesso, avverrà lo svuotamento della piscina dell’Eurex con il rilascio del suo contenuto secondo le prescrizioni tecniche di Apat. Quindi all’interno di questa normativa molto rigida. Per ciò che riguarda invece Eurex, la notizia è quella che abbiamo avuto tutti nei giorni scorsi, è quella del passaggio, dell’autorizzazione della VIA per la realizzazione dell’impianto Cemex, quello di cementificazione delle scorie liquide e naturalmente qui si è creato un attimo un qui pro quo sulla stampa perché non si capisce ancora quale sarà o non sarà il contenuto della VIA. Dalle notizie che ho io, l’autorizzazione praticamente comprende Cemex e la realizzazione dell’annesso deposito D3 per le scorie ad alta attività. Cosa ben diversa è invece il deposito D2, così ci diciamo tutto e ce lo diciamo in maniera abbastanza chiara. Il deposito D2 che servirebbe a contenere in parte le scorie provenienti da Cemex, ma soprattutto che servirebbe a contenere le scorie che attualmente sono contenute in quel deposito che è siglato come 2300, che è un deposito di vecchia data. E’ un deposito, permettetemi di dirlo, ma poi io naturalmente, come ho già detto, inviterò il Consiglio Comunale e la Commissione Ambiente a visitare il sito, è un deposito, a mio giudizio, inidoneo a contenere quella tipologia di scorie che attualmente sono in bidoni e che naturalmente dovrebbero essere trasportate in un sito in grado di contenerle con la massima sicurezza. Questo sito sarebbe il deposito D2. Naturalmente condivido l’affermazione di chi dice che il D2, innanzitutto debba essere costruito con una superficie tale e con una volumetria tale che possa contenere solo ed esclusivamente quelle scorie e quindi che non possa assolutamente ospitare delle scorie che arrivano dal di fuori di Saluggia. Primo. Secondo, condivido su quanto è stato detto dal Politecnico di Torino, nel luglio dell’anno scorso, in riferimento esplicitamente al contenuto del 2300, nel quale si rileva che è un contenuto altamente pericoloso e che va assolutamente messo in sicurezza velocemente. Naturalmente questo è l’espressione del Politecnico, sull’argomento noi attendiamo anche che si esprima Apat, cioè l’Agenzia di Protezione Ambientale che è l’ente deputato ad esprimersi in materia, per poi procedere eventualmente con tutti quegli interventi che sono necessari per la messa in sicurezza del materiale. Io l’ho detto esplicitamente in campagna elettorale e tengo anche a ribadirlo, che uno degli obiettivi dell’Amministrazione è quello di garantire la sicurezza dei cittadini di Saluggia. Non faccio marcia indietro, nel senso che comunque se arriveranno indicazioni dagli enti superiori che ci dicono esplicitamente di mettere in sicurezza il materiale attualmente presente sul sito di Sogin ed Enea, noi dovremo procedere in tal senso. Così come aveva già fatto e questo l’ho ricordato recentemente anche sulla stampa, il mio predecessore, che aveva svolto tutta una serie di azioni ben precise per la messa in sicurezza di quei depositi. Naturalmente e qui chiudo, ritengo anche che tutte queste operazioni che devono essere realizzate attraverso dei passaggi ben precisi: varianti urbanistiche e così via dicendo, devono correre in parallelo alla realizzazione sul territorio italiano del deposito nazionale. E’ fondamentale. Fondamentale per noi per avere la garanzia di avere un luogo più idoneo, o meglio idoneo al cento per cento, di accogliere tutte le scorie comprese quelle di Saluggia. E, in tal senso, io ho avuto un’agenzia di stampa, non so se voi ne siete a conoscenza, che ieri si è insediata a Roma ufficialmente, la Commissione voluta dal ministro Bersani, per discutere sulla realizzazione di un centro servizi tecnologici e di ricerca ad alto livello con un deposito di superficie per l’allocazione dei rifiuti nucleari. Questa commissione dovrà decidere questo percorso, questa road map, per arrivare a localizzare il sito a livello nazionale. Io ne approfitto anche perché poi, mi pare di ricordare, l’avesse già anche detto in qualche altra occasione Gian Piero Godio, siamo l’unico paese a livello europeo che non ha un deposito nazionale, siamo il terzo mondo d’Europa in questo senso. E ne approfitto per fare una richiesta ai parlamentari presenti in sala e fare una domanda ben precisa, vorrei sapere da loro se sono tutti unanimemente d’accordo sulla realizzazione del deposito sul nostro territorio nazionale perché è fondamentale che ci sia un processo di concertazione generale fra tutte le forze politiche affinché in Italia si risolva al più presto questo problema, quello di posizionare all’interno del territorio nazionale un deposito nazionale in grado di accogliere tutte le scorie comprese quelle di Saluggia e quindi di togliere quest’incubo definitivamente dal nostro territorio. Grazie.
FERDINANDO ANSELMINO, Assessore con delega all’Ambiente del Comune di Saluggia. Buona sera a tutti e, innanzitutto grazie Marco per gli apprezzamenti nei miei confronti comunque ci tenevo a dire una cosa semplice che il nostro team è dinamico e di conseguenza, grazie al nostro capitano cioè il nostro Sindaco che è dinamico pure lui riusciamo sempre ad andare avanti bene e speriamo ad oltranza. Comunque il mio intervento è semplicemente un intervento di carattere informativo, cioè di che cosa sta succedendo in questi ultimi periodi in Sorin-Avogadro e in Sogin. Per quanto riguarda Sorin-Avogadro la problematica del monitoraggio per via dell’inquinamento della falda superficiale sta andando avanti bene per quanto riguarda la costruzione dei nuovi piezometri. Ne dovevano costruire nove Avogadro e sono già stati finiti. Adesso si è passati a Sorin, Sorin ne deve costruire otto. Di questi otto ne sono stati costruiti cinque a valle del confine di proprietà della Sorin. Adesso dovranno ancora fare i due tra lo stabilimento Ifec e l’area di stoccaggio dei depositi radioattivi Sorin e l’ultimo sarà quello a monte di tutto, giustamente per vedere cosa arriva nella falda superficiale all’ingresso degli impianti. E questo per quanto riguarda il monitoraggio. La media di costruzione di questi piezometri è di uno al giorno, sono abbastanza veloci, di conseguenza, calcolando che ci sono ancora questi tre da costruire in Sorin e poi quelli che dovrà fare la regione Piemonte con la collaborazione del Consorzio dei Comuni dell’Acquedotto del Monferrato che sono quattro, disposti a metà strada tra gli impianti Sorin-Avogadro e la Giarrea, si presume che nel giro di dieci giorni, tra costruzione, spurgo e costruzione dei torrini, tutto sommato diciamo che dopo la prima settimana di aprile, al massimo entro il dieci aprile dovrebbe essere concluso il lavoro e la costruzione dei piezometri e, subito dopo, vedremo di incentivare una riunione del tavolo tecnico per poter partire subito e decidere come fare per i campionamenti e le analisi di queste falde per arrivare almeno ad una conclusione in fretta e trovare la sorgente dell’inquinamento. Per quanto riguarda invece Sorin, un altro argomento secondo me importante da comunicarvi, è che il fabbricato per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi di Sorin, che comunque è una cosa importante anche quella perché, come ben sapete, nell’ultima alluvione si era creato un problema anche lì per via di questi bidoni che comunque erano stoccati in fabbricati obsoleti e tanti altri che non stavano dentro ai fabbricati erano stoccati all’aria aperta, nel cortile. La conclusione dei lavori di costruzione di questo fabbricato dovrebbe essere entro, perché c’è una data di termine quindi, entro il 20/22 di maggio. Quindi l’impresa dovrebbe consegnare i lavori e i vigili del fuoco dovrebbero dare il parere entro questa data se si sbrigano, speriamo, auspichiamo che si sbrighino anche loro. Subito dopo potrà partire l’attività di trasporto dei rifiuti dal cortile e da questi fabbricati obsoleti, ovviamente sotto l’egida dell’Apat, perché come ben sapete i materiali radioattivi non si toccano se non c’è l’Apat che controlla, verifica e da le autorizzazioni al trasporto. I rifiuti verranno quindi subito trasporti dentro questo nuovo fabbricato che, tra l’altro, è a prova di alluvione perché avrà le porte stagne, tre metri e mezzo di muro e poi le finestre, quindi fino a tre metri e mezzo di quota l’acqua di una eventuale alluvione non potrà mai più entrare. Quindi direi che anche come sicurezza possiamo essere abbastanza tranquilli. Per quanto riguarda l’ultimo argomento. Parlo della piscina Eurex. Ho fatto una visita oggi pomeriggio per verificare un po’ come andavano i lavori. Sogin aveva garantito che entro il 31 marzo doveva essere svuotata la piscina e l’acqua, decantata con l’abbassamento della radioattività, doveva essere immessa nella piscina che c’è vicino alla Sorin. Tra l’altro la piscina che c’è vicino alla Sorin, l’ho verificato oggi, è comunque stata rivestita a nuovo, quindi ha tutti i crismi di garanzia anche quella. Come ho detto dovevano terminare entro il 31 marzo i lavori di svuotamento, ma non sono ancora iniziati perché ci sono stati problemi sull’impianto che è un impianto fatto da ditte americane che serve per trasportare l’acqua in piscina ovviamente, ma comunque per decantarla ai massimi livelli. Infatti la radioattività dell’acqua che entrerà nella piscina vicino alla Sorin per poi, in futuro con la formula di scarico e con la portata della Dora ai livelli a norma di legge verrà scaricata e, praticamente, la radioattività sarà quasi a zero. Queste resine di questo progetto americano lavorano bene. Tra l’altro mi è stato detto che questo scarico sarà il più pulito di tutti gli scarichi che hanno fatto da quando è nata l’Enea. Questo ovviamente è stato detto, lo verificheremo poi quando l’Arpa che verrà comunque interpellata e presenzierà quando ci saranno questi scarichi in Dora, farà le sue analisi e quindi sapremo effettivamente di come si tratterà la cosa. Io ho concluso. Grazie.
GIAN PIERO GODIO. Grazie, grazie anche per la rapidità. Adesso la parola anche ai gruppi di minoranza. Prima Libero Farinelli che però si auto presenta.
LIBERO FARINELLI, capogruppo di minoranza di Insieme per la Nostra Gente. Ringrazio Godio per l’invito che ci ha rivolto. Il ruolo della minoranza è sempre difficile perché la minoranza fa ben poco. Può solo cercare di portare delle idee, dei suggerimenti e collaborare se viene richiesto il coinvolgimento e se l’Amministrazione vuole coinvolgere questa minoranza. Noi siamo disponibili. Su questo argomento non siamo mai entrati nel merito perché non ne abbiamo mai parlato, né in Consiglio Comunale né siamo stati contattati ufficialmente dalla maggioranza per parlare di questi problemi. Abbiamo fiducia nell’operato della maggioranza anche perché penso che il problema della salute è il problema principale della nostra comunità e del nostro territorio per cui tutto quello che starà facendo sicuramente lo farà in quella direzione. Ci sarebbe piaciuto essere coinvolti per poter anche noi dare dei suggerimenti qualora lo ritengano e ne approfitto questa sera per dirlo. Noi in passato sul nucleare, eravamo già minoranza e c’era l’Amministrazione Barbero quando abbiamo avuto questi problemi, più volte abbiamo sollecitato la maggioranza dicendo: formiamo un gruppo di lavoro, ma non un gruppo di lavoro di persone Farinelli, pinco pallino eccetera perché il Farinelli ed il gruppo che io rappresento non abbiamo delle specializzazioni, delle capacità e dell’esperienza per poter trattare questo problema. E’ un problema molto delicato dove ognuno può dire una cosa ed il contrario di tutto. Ricordiamo che Sogin diceva "va tutto bene" e poi abbiamo scoperto quello che abbiamo scoperto eccetera. Noi allora in Consiglio Comunale e all’Amministrazione Barbero avevamo proposto di formare un gruppo di lavoro, ma di professionisti. Di trovarsi un consulente, un qualcuno pagato, perché le risorse le abbiamo, Sogin ha dato dei soldi al Comune, sono arrivati i soldi del nucleare, di formare un qualcuno, un tecnico che possa fare da supporto. Perché andare a parlare di queste cose, possiamo andare a Roma, a Milano dove vogliamo, ma se non si hanno le basi e le conoscenze diventa veramente difficile. Questo parlo per quello che mi riguarda ovviamente. Non metto in discussione la professionalità della maggioranza o di altre persone. Questa è la proposta che noi ci sentivamo di fare e ribadisco stasera al Sindaco. Questa è una posizione che deve vedere tutto il paese unito perché purtroppo su questo problema ci sono state tante serate, ci sono state polemiche, tante divisioni, non si è mai visto una grossa partecipazione della nostra popolazione, ma è un problema veramente sentito che non dobbiamo sottovalutare perché il giorno che succederà veramente qualche cosa saranno dolori per tutti, ma non solo per Saluggia. Ecco per cui è veramente difficile questa sera dare dei giudizi o proporre un qualcosa di concreto perché non avendo questa esperienza e questa capacità non ho questa presunzione di farlo. Però la volontà di collaborare e lo dico sinceramente, ho fiducia ed abbiamo fiducia nell’operato dell’Amministrazione. Il buon senso non ha colore, l’interesse della comunità è al di sopra di ogni cosa. Grazie.
GIAN PIERO GODIO. Grazie Farinelli. Avevamo pensato di mantenere più o meno equilibrati gli interventi quindi ci sono quasi quindici minuti se li volesse, ma se non li vuole utilizzare … …
FRANCO POZZI, capogruppo di minoranza di Comunità Saluggese. No, no, li utilizzo tutti. Buona sera. Io credo che la prima cosa che bisogna fare quando si parla di questioni che sono anche abbastanza complicate è poter dare a tutti la possibilità di valutare e quindi dare informazioni. Perché la cosa principale è dare informazioni. Quando ho fatto il sindaco, una delle prime cose che abbiamo fatto è stato stampare un giornale che consentisse a tutti i gruppi politici di dare il loro giudizio sulle cose. Perché soltanto attraverso l’informazione uno può rendersi conto di quello che sta succedendo. Poi uno la può dire in un modo l’altro nell’altro, il pubblico, chi deve decidere deve anche poi capire chi dice le cose in maniera corretta e chi no. Quindi io ho una serie di cose da dire su quello che ha detto il Sindaco perché ovviamente ci sono informazioni abbastanza diverse dalle sue. Cominciamo con la data di trasferimento dei combustibili da Avogadro. La Sogin è società che in questi anni ha dimostrato di essere inattendibile per i tempi, ma proprio inattendibile, perché qualsiasi cosa che dica ha almeno un anno o due di ritardo. Per esempio il trasferimento dei rifiuti liquidi, cosa che non si dovrebbe fare, ma che hanno ritenuto di fare dagli attuali serbatoi agli altri nuovi, doveva avvenire l’anno scorso se non erro, non è nemmeno ancora cominciato adesso. Questo per dire la credibilità di Sogin. Siccome la credibilità di Sogin non c’è, io avendo lavorato nel nucleare circa quarant’anni, dove sono andato? Sono andato ad informarmi dalla società che costruisce i contenitori di trasporto perché nessuno sa che i contenitori che trasporteranno gli elementi da Avogadro in Francia, non sono nemmeno ancora costruiti e li sta costruendo una società francese che si chiama Transnuclear, e questa società francese ha iniziato a costruirli qualche mese fa. E mi ha detto che probabilmente saranno anche pronti nel 2010, ma con le prove, con i test che tutti vorranno fargli, è molto probabile che i trasferimenti avvengano alla fine del 2010 e finiscano nel 2011. Quindi c’è una differenza di poco, di un anno, ma intanto per dire che si comincia già ad avere qualche differente valutazione. Detto questo però mi stupisco come qualcuno voglia ancora andare a spendere soldi per fare un argine intorno ad Avogadro. Se questi elementi vengono portati via, il Sindaco dice nel 2010, vuol dire tra due anni, c’è una ragione per fare un argine intorno al deposito Avogadro quando fra due anni sarà vuoto? Qualsiasi persona qui dice "ma no, penso proprio che non serva fare assolutamente queste cose", quindi l’argine attorno ad Avogadro non capisco perché viene fatto, forse perché qualcuno ha interesse a costruire quest’argine. Terza cosa e molto più importante: la contaminazione. Anche qui bisogna che la gente sappia di cosa si tratta perché tutti parlano di contaminazione, ma nessuno da i dati. La contaminazione media più alta che si trova è 0,11 Bequerel [Bq] per litro. Tanto per dare un’idea di cos’è un Bq, è una disintegrazione per secondo, quando qualcuno sarà successo di andare vicino ad in geiger e mettere l’orologio, sente fare " T T T T T T T". Un "T" è una disintegrazione per secondo, un Bq. Sapete qual è la contaminazione che si trova nell’acqua delle falde? Massima 0,1 Bq e sapete qual è il valore dell’acqua che io posso bere per un anno intero, acqua potabile che posso bere per un anno intero senza aver problemi? 0,3 Bq per litro. Quindi siamo un terzo sotto il valore che io ho di non rilevanza radiologica. Questo lo dico non per dire che il problema non esista, ma solo per far capire che pensare di spostare i pozzi dell’Acquedotto del Monferrato perché ci sono contaminazioni di questo genere è senza senso. Assolutamente senza senso. Perché qui non si tratta di contaminazione o di qualcosa che uno dice "oh chissà cosa succede". Siamo ripeto un terzo sotto al livello di non rilevanza radiologica e siamo 1/240 sotto al livello in cui uno può dire "beh incomincio a preoccuparmi". Primo. Secondo: secondo voi in quanti dei pozzi che hanno fatto hanno trovato questa contaminazione? Esterni soprattutto. Uno e altri due vicino alla Sorin che quindi non centrano assolutamente niente con i lavori che vengono fatti sull’Eurex o con la perdita della piscina. In totale sei su trenta che ne hanno perforati. Quindi anche lì per carità possono anche continuare a perforarne e tra l’altro lo voglio dire: mi dispiace che si spendano soldi pubblici per perforare questi pozzi. I pozzi vanno perforati dai gestori degli impianti. E’ sempre stato così e sempre così deve essere. Quindi non capisco i motivi per cui provincia o regione si siano preoccupati di trivellare a spese loro questi pozzi. Non c’era nessuna ragione. Bastava fare un’ordinanza e dire a Sorin e Sogin di trivellare i pozzi. Andiamo alla valutazione di impatto ambientale. Anche qui è meglio essere chiari. Non esiste alcun decreto del ministro Pecoraro che dica che questo è un atto ufficiale. La valutazione di impatto ambientale è stata fatta dalla commissione idonea, ma fin che non c’è il decreto del ministro Pecoraro Scanio, la valutazione non vale, potrebbe anche essere cambiata. Prima cosa. E seconda cosa non è mai stata pubblicata, non è ancora stata pubblicata. Quindi vedremo che cosa dice la valutazione di impatto ambientale e poi andremo a discutere quali sono le prescrizioni che verranno date per poter costruire il Cemex e il deposito D3. Entriamo adesso nel problema centrale allora: Cemex e D3. Se la valutazione di impatto ambientale sarà stata positiva, pur con le prescrizioni, deve essere chiaro a tutti che senza l’approvazione della variante al piano regolatore il Cemex ed il deposito D3 non potranno essere costruiti. Dico Cemex e D3 perché la valutazione di impatto ambientale è tutt’una. La Sogin ha presentato il deposito legato all’impianto con una distanza massima di cinque metri, o forse anche meno con un tunnel, quindi un tutt’uno. Pertanto quando bisognerà discutere di variante, bisognerà aver chiaro che se io do l’autorizzazione a costruire il Cemex, do anche l’autorizzazione, così stando le cose, a tenere qui per un tempo indefinito tutti i rifiuti. Allora quello che io dico all’Amministrazione: l’Amministrazione ha nei suoi archivi 2'215 firme di cittadini i quali dicono: "ci va bene condizionare i rifiuti liquidi, non ci va bene che stiano qui". Bisogna condizionarli e mandarli via. Quindi il primo problema che ha un’Amministrazione che vuole decidere di fare una variante è: "come faccio io ad avere le garanzie che quando i rifiuti sono stati solidificati se ne vadano?" Ma le garanzie non devono essere date per lettera. Devono essere garanzie vere, prescrizioni vere che vengono date dal Governo o dalla Regione a chi costruisce. E il Comune, se non ha questo tipo di garanzie, deve guardarsi bene dal dare la variante perché, questo lo dico, se pensa di dare una variante in queste condizioni, io sono convinto che se questa Amministrazione ha intenzione di ricandidarsi, sicuramente verrà battuta alle elezioni, perché dare una variante per costruire una cosa che poi lascerà su questo sito per cinquanta, cent’anni i rifiuti è un atto folle. Assolutamente folle. E devo dire che rispetto a Barbero, questa Amministrazione ha dei vantaggi. Vantaggi perché? Ma perché c’è stata una presa di coscienza della gente, 2'200 firme che dicono all’Amministrazione: "fai pure la solidificazione, ma devi garantire che i rifiuti se ne vadano subito", c’è la Regione che è intervenuta ed ha detto "occhio", ha scritto proprio che non bisogna dare l’autorizzazione, non bisogna dare la chiave di avviamento dell’impianto Cemex se non si è sicuri che sia stato individuato il sito. Quindi la Regione non è più a parte, ma è una componente essenziale. Il ministero che avrà dato il via, dovrà essere messo in condizioni di lavorare, anche perché, come ha detto il Sindaco, si è costituito questo gruppo che dovrà decidere dove dislocare il sito, ma non è certo un problema di sei mesi, ci vorranno anni perché venga fatto. Allora tutto questo sta a significare che un’amministrazione di qualsiasi colore essa sia che si azzardi a concedere una variante senza aver avuto garanzie che i rifiuti se ne vadano, è un’amministrazione destinata al fallimento, fallimento direttamente e fallimento in prospettiva. Io lo dico tranquillamente, poi, io sono in minoranza quindi. Il problema sarà del Sindaco attuale se intenderà riproporre la sua candidatura, ma questa è la situazione reale che si pone di fronte ad una Amministrazione. Quindi, prima di affrontare questo problema, bisogna avere ben chiaro che cosa succede e bisogna avere ben chiaro le garanzie che dovranno essere certe affinché un piccolo Comune come quello di Saluggia che ha quattromila abitanti, possa dire fra cinque, sei, dieci anni, quando questo sarà finito, finalmente con il nucleare abbiamo finito. Grazie.
GIAN PIERO GODIO. Stavo scrivendo un messaggio minatorio per farti terminare, ma grazie della rapidità di tutti quanti. Adesso, dico per chi è appena arrivato, siamo ancora nella fase, abbiamo iniziato in leggero ritardo, nella fase iniziale dove si presentavano i problemi a cura dell’Amministrazione comunale e della minoranza. Farà seguito adesso un breve intervento a nome dell’associazione ambientalista che porto io. Dico perché vedo giustamente impazienza per replicarvi vicendevolmente, no, non subito perché se no non ce la facciamo, ma successivamente, appena io terminerò questo parere, d'altronde la serata l’abbiamo un po’ vista come i soggetti che amministrano in varia maniera il territorio comunale che dicono delle cose e le associazioni ambientaliste che dicono altre cose. Ecco dicevo, dopo gli interventi dei candidati che faranno la prima tornata e saranno da questa parte, tutti i candidati presenti, ci sarà una parte per gli interventi del pubblico. Poi una seconda tornata che vedrà o gli stessi candidati o, a scelta delle varie formazioni politiche, i rappresentanti delle stesse formazioni e, nel caso in cui non ci siano i candidati, le formazioni politiche intervengono solo nella seconda parte, insomma vediamo di trovare il modo di far parlare tutti, però ovviamente non a botta e risposta. Bene, io dico solo alcune cose, lo dico anche a beneficio di chi è qui e capisco anche il disagio di chi deve parlare da candidato e non conosce le vicende di Saluggia che sono vicende nazionali per importanza nel campo del nucleare. Quindi la piscina dell’Eurex che perdeva, la falda contaminata e questo spostamento di elementi di combustibile dalla piscina Eurex non a un luogo di maggiore sicurezza, che pure esiste, che pure esiste, ma a un’altra piscina poco performante, poco rispondente ai requisiti di legge, che è la piscina Avogadro. La falda, guarda caso, per ironia della sorte è stata ritrovata contaminata anche a valle di questa nuova piscina, distante solo poche centinaia di metri dalla prima, ritrovata ufficialmente contaminata, tanto o poco non andiamo a vedere, ma in maniera misurabile quindi a significare che il contenimento non è più assicurato. Sta a significare che gli esercenti hanno perso il controllo sul contenimento dei materiali radioattivi. Anche perché bisogna dire che questi ritrovamenti sono sempre stati un po’ casuali ed improvvisi e non sono stati individuati e guidati da una logica di previsione. Abbiamo anche saputo, tra gli eventi, che gli scarichi di routine delle sostanze radioattive nell’area di Saluggia la fanno da padroni. Si è saputo con noncuranza, nel mese di novembre, da un rapporto ufficiale della Regione che l’Avogadro nel 2005 ha scaricato nella Dora 14 miliardi di Bq. Il Bq sia grande sia piccolo, è l’unità di misura della radioattività e 14 miliardi sono un valore significativo non a seguito di un incidente, ma a seguito di un normale scarico autorizzato. Anche perché i permessi di scarico nell’area di Saluggia sono permessi da paradiso del nucleare. Ulteriore evento, vado velocissimo, la legge finanziaria del 2008 modifica la nota, per i Saluggesi, legge nazionale 368 del 2003. La modifica in una maniera incomprensibile. Viene aggiunto in fondo ad un comma un pezzetto che dice "nonché dei comuni confinanti qualora si tratti in provincia diverse nel raggio massimo di 10 kilometri", se provate andare ad inserirlo non ci sta insomma. L’inserimento viene alla fine di questo capoverso dove si parla per l’appunto del deposito nazionale, non ha alcun senso se visto, non ha alcun senso perché non tornano i termini. Quindi ci sarà poi anche da chiedersi come mai c’è questa tale distrazione, persino in questi piccoli emendamenti. Credo che lo spirito del legislatore, non so sinceramente chi lo abbia proposto, fosse quello di fare in modo, faccio l’esempio di Saluggia, di dare delle compensazioni anche ai comuni che si trovano in una provincia che non è quella di Vercelli, però hanno sbagliato l’indirizzo, se no è incomprensibile. Ancora, l’annuncio del nuovo deposito D2 dimezzato su cui ci sono state, come dire, qualche battibecco anche con l’Amministrazione comunale da parte nostra. Noi pensiamo che questo che è stato descritto sia nient’altro che il deposito D2 proposto dal Generale Jean in seconda battuta quando corresse l’ordinanza e disse che "il deposito che propone Sogin e che io ordino di costruire, non serve per il Cemex, ma serve solo per mettere i rifiuti pregressi". Bene, le misure in quel caso erano state per l’appunto dimezzate. A noi sembra che il dimezzamento raggiunto adesso sia un dimezzamento già esistente e la stessa cosa, la temporaneità che era assicurata. Allora ci è sembrato che si formasse esattamente ad una situazione che abbiamo già visto, che abbiamo già contestato. L’idea di spostare i pozzi, per carità è solo un’idea sottoposta a tutte le verifiche, però, a nostro parere, l’abbiamo ribattuto in modo netto, non è tollerabile il ribaltamento delle priorità che porta il nucleare a prevalere sulla tutela della nostra acqua. Questo ribaltamento concettuale, secondo noi, non è nemmeno ipotizzabile anche se ci sono dei vantaggi eventuali perché attraverso qualche giro di pendenze di tubazioni, riusciamo a fornire di acqua la nostra collettività invece di avere i nostri pozzi. Non è tollerabile abbandonare di fatto la difesa del territorio posto a valle perché, oltre ai pozzi dell’Acquedotto del Monferrato, più a valle ancora si trovano altri pozzi per uso potabile privati e pubblici. Allora su questo abbiamo posto l’attenzione. Ancora, è stata nominata da ultimo il 17 di marzo dal ministero dell’industria e delle attività produttive, la commissione che ha il compito di arrivare a costituire una ipotesi di realizzazione del deposito nazionale. Esattamente dice "un deposito nazionale centralizzato per la locazione definitiva dei rifiuti radioattivi di seconda categoria (che sono quelli meno duraturi, meno intensi diciamo) e per l’immagazzinamento temporaneo di medio termine dei rifiuti radioattivi di terza categoria, del combustibile nucleare esaurito e delle materie nucleari ancora presenti in Italia (a Saluggia di questo abbiamo tutto, quindi la notizia è sicuramente interessante). Il gruppo di lavoro esplita i suoi compiti entro sei mesi dal suo insediamento." La commissione si è insediata ieri, confermo la notizia che ha dato il Sindaco. Ultima notizia la VIA del Cemex. Si sa solo ed esclusivamente che è stata la commissione a dare un parere favorevole, quindi un parere di compatibilità ambientale positiva. Non si sa cosa comprenda. Certo fa una bella differenza che sia stato il Cemex, cioè l’impianto di solidificazione, ad essere autorizzato o, insieme ad esso, anche una serie più o meno grande di depositi che, in qualche misura, possono avere accompagnato questo progetto. Quindi non conosciamo la versione finale. Questi erano gli eventi cronologici.
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