SILVANO RAISE, portavoce Comitato Spontaneo Arcobaleno. Buona sera a tutti. Abbiamo voluto questo dibattito
per iniziare a discutere di quello che è allo stato attuale la questione nucleare nella nostra regione, ma anche
nelle nostre più immediate vicinanze ed abbiamo voluto invitare il sindaco di Rondissone Franco Lomater ed il
sindaco di Saluggia Marco Pasteris perché sono in realtà i sindaci dei due paesi dove noi come Comitato
Arcobaleno siamo intervenuti in maniera più massiccia, più presente. In questi paesi c'erano due problematiche
diverse, ma tutte e due riguardanti la questione nucleare. In tutti e due i casi abbiamo avuto inizialmente, non con il
sindaco Pasteris perché è appena subentrato al sindaco Barbero, abbiamo avuto dicevo delle posizioni diverse
che poi si sono avvicinate ed hanno fatto sì che le questioni venissero comunque risolte. Ci piace che questi due
personaggi siano qua perché comunque hanno in parte accettato di rivedere alcune loro posizioni lanciando delle idee
per quanto riguarda il progetto del fotovoltaico. A questo tavolo abbiamo invitato anche il consigliere Paola Barassi,
presidente della commissione ambiente della regione Piemonte e Gian Piero Godio in rappresentanza di Legambiente e Pro
Natura perché comunque sono anche loro delle componenti del percorso che abbiamo fatto in questi tre anni e delle
componenti che ci sono sempre state molto vicine nelle battaglie. Li ringraziamo per l'appoggio che ci hanno dato e
diciamo che la nostra strada con loro sarà ancora molto lunga e quindi pensiamo che la collaborazione possa ancora
continuare. Inizialmente, prima ancora di iniziare a discutere sul tema della serata, noi vorremmo esprimere la nostra
piena solidarietà agli operai della Sorin che sono stati colpiti dalla cassa integrazione perché comunque gli
stessi operai della Sorin sono scesi molte volte con noi in piazza sulla questione del nucleare di Saluggia e ci hanno
appoggiato nelle nostre lotte, noi ci sentiamo quindi di ricambiare questo appoggio e di dire che ogni volta che gli
operai della Sorin avranno bisogno di un aiuto, di un appoggio che sia questo materiale o che sia questo politico, noi
saremo al loro fianco. Vogliamo altresì rilanciare il nostro appoggio ai tre componenti dei comitati che sono stati
denunciati per interruzione di pubblico servizio nella manifestazione del 24 gennaio presso il palazzetto di Saluggia
durante la giunta Barbero. In quell'occasione si doveva approvare una variante del piano regolatore che prevedeva la
costruzione di alcuni depositi presso Saluggia. Depositi che avrebbero fatto sì che il materiale attualmente
presente a Saluggia, da Saluggia probabilmente non se ne sarebbe mai più andato. La manifestazione era una
manifestazione pacifica ed ha fatto sì che questa decisione non venisse presa e che la giunta Barbero non si
macchiasse di una cosa che poi sarebbe ricaduta nei decenni sulle generazioni future, quella cioè come dicevamo
della presenza di alcuni depositi a Saluggia. Quindi, secondo noi, non vi è stato alcun reato, ma, anzi i cittadini
di Saluggia hanno impedito che un'amministrazione che rimane in carica per quattro anni, caricasse sulle spalle dei
saluggesi un problema che dura trent'anni. Adesso iniziamo a parlare del tema della serata. Ripeto noi siamo qua
perché pensiamo che la scelta nucleare sia comunque sempre una scelta deleteria. Pensiamo che chi in questi giorni
ed in questo periodo sta spingendo il nucleare lo fa semplicemente per un proprio tornaconto. Lo fa pensando all'oggi e
non al domani perché qualunque scelta nucleare che viene proposta oggi, viene proposta come scelta per porre fine o
per porre rimedio alla carenza energetica, ma è una scelta che risolve il problema momentaneo, caricando le
generazioni future delle scorie e di tutto il materiale residuo che provoca il nucleare. Non è una scelta
assolutamente vantaggiosa dal punto di vista economico perché la Sogin ha prodotto al tavolo di trasparenza di
luglio 2007 un documento dove spiega come verranno spesi e quanti soldi sono stati spesi per la manutenzione del nucleare
in Italia in questi anni. Se voi pensate che il nucleare in Italia è durato pochi mesi, qualche anno forse, ed ha
lasciato sulle spalle degli Italiani quintali e quintali di scorie che sono costate agli Italiani, perché ricordiamo
che la Sogin è a partecipazione statale, sono costati agli Italiani dal 2000 al 2005, senza contare gli anni
precedenti, 796 M€ e, dal programma della Sogin, nel 2024 quando dovrebbero finire i lavori di decommissioning di
tutto il materiale presente in Italia, verrà a costare 4'300 M€ e tutti questi sono soldi che pagano gli
Italiani per aver ospitato il nucleare in Italia per 24 mesi circa, ci sembra che chi propone il nucleare come scelta
economica, abbia qualche tornaconto personale, ma non può sicuramente vendercelo come una scelta molto vantaggiosa
economicamente. Abbiamo organizzato questa serata perché i due sindaci qui presenti hanno fatto una scelta di un
certo tipo, hanno fatto una scelta per quanto riguarda il fotovoltaico e quindi ci interesserebbe capire quali sono questi
progetti, in che cosa consistono e quali costi e ricavi hanno per la popolazione che dovrebbe ospitare questi impianti.
Abbiamo invitato invece il consigliere Paola Barassi perché, a seguito di un lavoro svolto all'interno della
commissione ambiente, a seguito delle firme che erano state raccolte dal Comitato Arcobaleno e da Legambiente ha redatto
una proposta di legge sulla questione energetica regionale e quindi vorremmo che ci
presentasse questo progetto di legge.
PAOLA BARASSI, consigliere regionale e presidente della commissione ambiente alla regione Piemonte. Grazie
mille, grazie per questa serata, per avermi invitato e grazie a voi che siete presenti. Non è la prima volta che ci
vediamo probabilmente, nel senso che da quando c'è stato il rinnovo del consiglio regionale abbiamo iniziato a
lavorare subito, sia all'interno della commissione sia come gruppo di consiglieri che fanno riferimento ad un'area
ambientalista e di sinistra, sui temi che riguardano gli esiti del nucleare e nello specifico relativamente alle
problematiche che si sono aperte e che rimangono tutt'ora aperte nei comuni del vercellese: Saluggia, Trino più
Rondissone che entra perché c'è questo Comitato Arcobaleno, ma anche perché, quando siamo arrivati c'era
la proposta o si ventilava l'ipotesi della localizzazione a Rondissone
dell'impianto sperimentale Ignitor
per la produzione di energia o comunque per la
ricerca finalizzata ovviamente alla produzione di energia nucleare.
Ripercorro a brevi tappe quello che è successo a seguito anche della
petizione
a cui faceva riferimento Silvano, petizione che ha raccolto oltre 5'000 firme sui
territori di Rondissone, Saluggia, in queste aree. E' stata fatta una audizione, sono state fatte più audizioni in
commissione ambiente regionale su questa petizione. La petizione richiedeva diverse cose, io adesso non sapendo bene lo
specifico su cui dovevo intervenire non mi sono portata il testo della petizione, ma chiedeva sicuramente di non mettere,
di non posizionare, di non localizzare l'impianto Ignitor a Rondissone, chiedeva una serie di altre iniziative da porre in
essere per difendere il più possibile i territori sede di depositi o comunque che ancora avevano sui loro territori
la presenza di scorie nucleari liquide o meno che andavano dall'inserimento nelle leggi regionali di una serie di
dispositivi di protezione per la tutela delle acque, visto che oltretutto ci ritroviamo sia a Saluggia che a Trino in
presenza di zone esondabili quindi molto pericolose vicino alla Dora, che richiedevano la predisposizione di una norma a
livello regionale legata alla protezione e agli interventi da mettere in campo sia sul territorio sia rispetto alle
persone, soprattutto ai lavoratori, ma non solo esposti o che sono stati esposti alle radiazioni ionizzanti quindi esposti
alla presenza di nucleare sul territorio. Altre iniziative mi sembravano legate al discorso di chiedere l'applicazione di
quanto era stabilito all'interno della legge 368 del 2003, quindi da una parte la definizione di un sito unico nazionale
in cui andare a depositare tutte le scorie nucleari presenti sul territorio italiano e, sempre all'interno di questa
legge, c'era una parte, se vogliamo marginale tra virgolette, che era quella legata alle compensazioni che i comuni in cui
sono depositate delle scorie nucleari avrebbero dovuto avere a risarcimento di questo loro disagio e la petizione chiedeva
che questi soldi venissero finalmente erogati ai comuni, perché al di là del fatto che fosse stata inserita
questa normativa all'interno della legge 368 e fosse poi stata riproposta nelle finanziarie successive anche se con delle
riduzioni notevoli rispetto a quello che era l'importo iniziale, in tutti questi anni i soldi non erano mai stati erogati
e noi chiedevamo che accanto all'erogazione di questi fondi ci fosse una scelta condivisa dai comuni che prendevano questi
soldi, dalle province che comunque avrebbero anche loro ricevuto i soldi in parti uguali ai comuni perché i fondi
venivano divisi al 50% tra provincia e comuni, con un coordinamento con anche i comuni limitrofi, perché se è
vero che il disagio ce l'hanno, ad esempio, i cittadini di Saluggia, noi non possiamo pensare che i cittadini di
Crescentino siano completamente esenti da questo disagio e dal pericolo che corrono anche loro, sto pensando anche a tutti
i cittadini del casalese che bevono l'acqua che viene prelevata dalla falda a monte degli impianti di Saluggia, quindi che
venissero coinvolti tutti i comuni vicini, le province e, attraverso un percorso partecipato, si decidesse insieme come
finalizzare i fondi che sarebbero arrivati dal ministero e chiedevamo anche che questi fondi venissero finalizzati per
compensazioni ambientali, quindi non per costruire grandi opere sui territori oppure per compensare i bilanci comunali,
anche se ci rendiamo conto che problemi di bilancio i comuni li hanno, ma che venissero finalizzati per compensazioni
ambientali e venissero finalizzati anche per quello che già da anni le associazioni ambientaliste hanno lanciato e
che purtroppo ancora non è partito, venissero finalizzati cioè alla costituzione degli osservatori dei
cittadini sul nucleare che sono dei momenti importanti di partecipazione, di conoscenza, di informazione di tutti i
cittadini anche perché siamo convinti, come sono convinte le associazioni ovviamente perché hanno da prima
loro lanciata questa iniziativa, che tutta la partita nucleare non possa che essere affrontata in un modo partecipato con
le realtà con le popolazioni che subiscono la presenza degli elementi radioattivi sul loro territorio. Quindi solo
attraverso una condivisione, una partecipazione noi riusciamo a dare davvero una risposta ai problemi e diamo a tutti i
cittadini un livello di conoscenza delle problematiche connesse veramente importante che può metterli in grado
davvero di decidere e di valutare con cognizione di causa. Insieme all'osservatorio dei cittadini sul nucleare ci sembrava
importante anche che questo osservatorio potesse lanciare, ovviamente insieme a realtà scientifiche anche presenti
sul territorio, delle indagini epidemiologiche per capire quali sono stati nel corso degli anni, quali possono essere
ancora perché effettivamente gli esiti del nucleare sono ancora presenti sui territori, quali possono essere le
ricadute della presenza nucleare nei territori sulla salute dei cittadini e dei lavoratori che sono stati a diretto
contatto con la presenza di scorie. Questa era un po' la petizione, mi sembra di ricordare, forse mi sfugge qualche
elemento perché l'abbiamo affrontata già tempo fa, comunque mi sembra che questi fossero gli elementi
fondamentali contenuti all'interno della petizione. Abbiamo fatto delle audizioni in commissione, anche perché poi
questa petizione si è interconnessa con una serie di eventi che sono venuti avanti parallelamente che erano ad
esempio tutte le proposte che Sogin ha presentato per la messa in sicurezza del materiale radioattivo a Saluggia e per lo
stoccaggio, tra virgolette, temporaneo sempre lì a Saluggia con la costruzione di due nuovi depositi D2 e D3 per lo
stoccaggio delle scorie di seconda e di terza categoria. Quindi queste due vicende si sono intrecciate, abbiamo fatto un
lavoro molto approfondito all'interno della commissione. Sostanzialmente, dopo dibattiti e discussioni in cui ci siamo
incontrati anche oltre che con le realtà locali, con i comuni, con le associazioni, coi comitati e ci siamo
incontrati anche con tutte le parti istituzionali quindi anche con Apat a livello nazionale che è l'agenzia di
protezione ambientale che si occupa, nello specifico, di seguire tutta la partita legata al nucleare, Apat che ci ha detto
anche che questi fantomatici depositi temporanei che si sarebbero dovuti costruire a Saluggia avrebbero avuto quanto meno
la durata di cinquant'anni perché parlando di temporaneità sul nucleare non possiamo parlare di periodi
inferiori ai cinquant'anni. Comunque da tutto questo ragionamento sono usciti
due ordini del giorno
che sono stati votati in consiglio ragionale. Un primo ordine del giorno votato
all'unanimità sostanzialmente ed un altro votato soltanto dalla maggioranza. Comunque nella sostanza questi due
ordini del giorno dicevano da un punto di vista politico una cosa molto chiara, riprendendo anche quello che è
già scritto nel
piano energetico regionale,
sancivano il no al nucleare, espresso chiaramente dalla regione
Piemonte, espresso all'unanimità dal consiglio regionale del Piemonte. Questo è un atto politico, secondo me,
importante perché da un punto di vista di indirizzo, ribadisce chiaramente la posizione della regione Piemonte
contraria alla reintroduzione del nucleare nel nostro Paese e questo anche rispetto a tutte le sirene che da più
parti stanno venendo avanti, rispetto al rilancio del nucleare io devo dire che è di pochi giorni fa la
dichiarazione dell'Unione Europea che su questo punto non lascia tante tranquillità, tutt'altro, il fatto che un
ente, un'istituzione quale la regione Piemonte prenda una posizione chiara e netta rispetto a questa problematica, mi
sembra un elemento importante che ci da un minimo di garanzie rispetto a come si vuole operare a come si vuole andare
avanti. Altri elementi erano una serie di impegni che la regione si era assunta per cominciare a dare gambe anche a tutta
una serie di indicazioni che erano contenute all'interno della petizione. Tra il dichiarare la non idoneità di
Rondissone come sito per la costruzione dell'impianto Ignitor, quindi di questo risultato che i cittadini di Rondissone
hanno portato a casa, secondo me in modo anche importante, a una serie di altri fatti che la regione avrebbe dovuto
intraprendere per affrontare tutta la partita. Nello specifico la Giunta regionale si era impegnata quantomeno a
presentare un disegno di legge rispetto appunto all'esposizione alle radiazioni ionizzanti ed anche alla costituzione
dell'osservatorio dei cittadini sul nucleare. Purtroppo dopo un anno, la giunta regionale questa proposta di legge, questo
disegno di legge non l'aveva ancora presentato non penso tanto per non volontà di presentarlo quanto perché
comunque ci sono anche tutta una serie di altre questioni aperte. Abbiamo deciso quindi noi come consiglieri della
sinistra ed ecologisti, di presentare un disegno di legge dal titolo
"Protezione dai rischi di esposizione a radiazioni ionizzanti"
Il fine ultimo di questa proposta di legge è volto ad assicurare la tutela della
popolazione e dell'ambiente dai rischi derivanti dall'esposizione a radiazioni ionizzanti di qualsiasi origine. Io adesso
non vado, perché è molto articolata ed anche per certi versi molto tecnica la proposta di legge e devo dire
che non l'abbiamo costruita direttamente noi come consiglieri e basta, ma l'abbiamo costruita in collaborazione con le
associazioni ambientaliste e sto pensando nello specifico anche a Gian Piero Godio che è il responsabile del settore
energia di Legambiente Piemonte, comunque in questa proposta di legge viene rimarcata in modo importante la costituzione
dell'osservatorio dei cittadini sul nucleare che, come dicevo prima, è per noi un elemento importante e
fondamentale. E' una proposta di legge che cerca di mettere in campo tutta una serie di norme, di controllo e di
monitoraggio sulla popolazione e sull'ambiente rispetto a quello che sono le radioattività presenti sia quella
prodotta dall'uomo quindi il nucleare che troviamo a Saluggia piuttosto che a Trino piuttosto che in queste zone, ma anche
sulla radioattività naturale quindi sul radon, sull'uranio e su tutte le altre sostanze che anche in natura esistono
e con cui dobbiamo anche farci i conti e dire quali sono i livelli di pericolosità e quali interventi possiamo
mettere in campo per ridurre il rischio anche all'esposizioni delle radiazioni naturali e una serie di indicazioni
rispetto ad un piano regionale di prevenzione e riduzione dei rischi connessi all'esposizione appunto di questi materiali
che contengono elementi nucleari. La discussione su queste proposte di legge, perché ne esistono due: una presentata
da noi ed una presentata dall'ex Assessore Cavallera di Forza Italia che è un pochino più ridotta rispetto
alla nostra, è partita negli scorsi mesi, sono state fatte delle audizioni in commissione, adesso cercheremo di
procedere con la messa in discussione del testo di legge. Però al di là di questo io volevo dire che ancora
negli scorsi giorni, noi abbiamo presentato sempre come gruppi della sinistra un'interrogazione all'Assessore De Ruggiero
ed anche un
ordine del giorno
legato per certi versi al ragionamento dei fondi che finalmente dopo tre anni sono arrivati
ai comuni ed alle province, in cui chiediamo che, al di là del fatto che la finanziaria, che la legge 368 e che le
finanziarie che hanno costituito questi fondi, non hanno obbligato i comuni e le province a finalizzare questi fondi per
il recupero ambientale, noi chiediamo che i comuni e la regione inviti i comuni, anche se mi sembra che alcuni elementi
rispetto alla finalizzazione per recuperi ambientali sia stata fatta o sia comunque progettata da questi comuni, e
chiediamo che nella prossima finanziaria i fondi che vengono ancora stabiliti per i comuni che hanno sul loro territorio
delle scorie nucleari o comunque la presenza di elementi radioattivi, vengano finalizzati ad interventi di compensazione
ambientale. Perché questo deve essere l'unico fine che questi soldi devono avere. Devo dire, personalmente da un
certo punto di vista, sono anche ben contenta che finalmente il Governo Prodi abbia sbloccato questi fondi che tra l'altro
sono fondi che ogni cittadino paga sulle bollette dell'Enel, sulle bollette energetiche e quindi sono soldi che vengono
poi ridati ai comuni. Secondo me è importante che vengano dati finalmente questi soldi dopo anni che si aspettavano,
la mia preoccupazione è che non si pensi con il fatto che questi soldi sono finalmente arrivati ai comuni, che si
possa chiudere la partita ed il ragionamento sul nucleare dicendo: abbiamo dato i soldi ai comuni, siamo tranquilli, a
questo punto possiamo andare avanti così nell'inerzia come siamo andati avanti in tutti questi anni. Mi sembra che
il Ministro Bersani ultimamente, dei segnali anche importanti li abbia dati rispetto alla volontà di andare alla
definizione di un sito unico in cui andare a stoccare i materiali radioattivi. Questo mi sembra un segnale importante. So
che sta già andando avanti a livello nazionale il tavolo Governo e regioni per cominciare a capire quale può
essere la metodologia per arrivare alla definizione del sito unico. Io spero che questo vada avanti. Mi auguro che questo
percorso sia un percorso condiviso e partecipato con le popolazioni e con i territori perché se no comunque non
arriveremo mai da nessuna parte. Ci troveremo sempre e soltanto in situazioni di scontro come è successo qualche
anno fa a Scanzano. Sappiamo che questa situazione di scontro è stata per certi versi anche strumentalizzata e
forzata però non possiamo pensare di far bere ai cittadini un deposito di scorie nucleari senza avere un percorso
condiviso, partecipato ed una coscienza reale da parte di tutti. Grazie.
SILVANO RAISE. Ringraziamo il consigliere Barassi. Adesso, se Gian Piero è d'accordo, gli darei la parola
per spiegarci qualcosa anche rispetto alle battaglie sul nucleare che ci ha aiutato a portare avanti ed anche rispetto
magari, se vuoi dirci qualcosa, rispetto alla serata del 24 dove comunque eravamo tutti presenti ed i successivi sviluppi
perché questo deposito D2 probabilmente verrà comunque realizzato in quel di Saluggia perché, a seguito
di quella serata, il generale Jean fece
un'ordinanza
e, con l'ordinanza, scavalcò direttamente il Consiglio
comunale. Quindi alcune cose verranno comunque realizzate in quel di Saluggia. C'era stato un ricorso al TAR da parte di
Legambiente contro questa ordinanza, se magari Gian Piero ci vuole raccontare come sono andate le cose almeno tutti
quanti, anche chi non lo avesse seguito sui giornali, si può rendere conto di come vanno avanti le cose.
Grazie.
GIAN PIERO GODIO, responsabile energia di Legambiente Piemonte e Pro Natura Vercelli. Grazie per avere
invitato Legambiente e Pro Natura, grazie al Comitato Arcobaleno col quale abbiamo condiviso la passione di questi ultimi
due o tre anni che hanno visto una serie di eventi, quasi tutti negativi, metterci davvero in difficoltà. Siamo
ancora molto lontani dall'aver risolto il problema, davvero lontanissimi, anzi, per certi aspetti, abbiamo fatto dei passi
indietro solo che forse abbiamo evitato di farne di più di passi indietro. Possiamo dire d'aver resistito
all'arretramento. Dico subito che vorrei dire tre cose nelle quali metto anche quelle che ha detto Silvano ricordando i
nostri trascorsi. Tre cose che vedono attuali i problemi che dobbiamo risolvere e sui quali davvero la strada è
ancora lunga. La prima cosa è questo fatto dei nuovi depositi nucleari. E' previsto, è previsto ed è
ben, ben scritto che a Saluggia si dovranno realizzare nell'area nucleare due grandi depositi nucleari nuovi di zecca la
cui funzione è quella, a parole, di raccogliere temporaneamente i rifiuti che vengono solidificati, adesso sono in
forma liquida, vengono solidificati e vengono messi lì in attesa di essere sistemati da qualche altra parte, ma nei
fatti, nell'assoluta mancanza di quest'altra parte dove andarli a sistemare i depositi sono fatti con dovizia di mezzi e
di risorse ed hanno tutto l'aspetto di depositi definitivi, sia per la loro dimensione, sia per il loro costo, sia per la
raffinatezza con cui vengono fatti. Il pericolo che Saluggia non si trasformi in un deposito nucleare, ma si confermi per
sempre nel deposito nucleare di cui già adesso è prima in Italia, ricordo che a Saluggia per quanto riguarda i
rifiuti radioattivi c'è a secondo del modo con cui si stimino, tra il 70 e l'80 per cento di quello che c'è in
Italia, il rischio c'è, è quasi una certezza, non si può nemmeno più parlare di rischio. Allora se
a Saluggia con la scusa della messa in relativa maggiore sicurezza si lasciano realizzare questi depositi con le
dimensioni e con le finalità che tecnicamente si possono facilmente riscontrare dalla loro composizione, secondo me
da Saluggia questi materiali che già oggi sono lì non andranno via mai più. E questa è la
difficoltà maggiore davanti alla quale ci troviamo.
I ricorsi che abbiamo fatto
non sono stati per fortuna persi,
siamo in attesa della discussione che avverrà il 5 di dicembre prossimo del ricorso al Consiglio di Stato avverso
alla sentenza negativa sulla sospensiva della deroga che Jean aveva concesso per fare questi depositi. Quindi, Jean ha
derogato dal Piano regolatore di Saluggia, facendo sì che si potessero fare questi depositi. Noi abbiamo fatto
ricorso. Nel ricorso abbiamo chiesto che si intervenisse sospendendo l'ordinanza di Jean. Il TAR ci ha dato torto dicendo
che non è il caso di sospendere perché non lo stanno realizzando il deposito. Era vero purtroppo perché
nel frattempo non è capitato proprio nulla e questa è un'altra cosa inquietante: tutte quelle ordinanze fatte
per poter realizzare con urgenza depositi che non solo sarebbero stati necessari per quando l'impianto di solidificazione
un giorno avesse prodotto i primi rifiuti solidi che non avrebbero saputo dove metterli altrimenti, ma addirittura erano
urgenti per sistemare oggi rifiuti nucleari già esistenti che si trovano in condizioni di precarietà. Questo
diceva l'ordinanza. Evidentemente non c'era questa grande esigenza perché l'ordinanza è stata fatta, il nostro
ricorso non ha avuto fin'ora buon esito, ma non c'è traccia di realizzazione di nuovo deposito e sono passati anni
anche se non molti. Bene a dicembre si discuterà al Consiglio di Stato questa parte di ricorso. Noi speriamo che
anche l'Amministrazione comunale di Saluggia si trovi questa volta, come dire, dalla nostra parte e sostenga questa causa
di evitare a Saluggia il destino perenne di deposito. Non sappiamo come andrà a finire, anche qui sarà
essenziale la mobilitazione, quella che con passione ha visto insieme associazioni, comitati della zona, cittadini di
Saluggia e che ha, come bene diceva Silvano all'inizio, anche cambiato un po' almeno alcuni aspetti del panorama nucleare
nella nostra zona. La seconda cosa di cui voglio parlare è la mania del riprocessamento. Noi a Saluggia, ma a
Rondissone anche e nei paesi vicini, sappiamo cos'è il riprocessamento. Non dobbiamo cercarlo sul vocabolario per
sapere cos'è. A Saluggia ha funzionato per anni l'unico impianto di riprocessamento in Italia. Per chi non lo
sapesse comunque il riprocessamento è quell'attività che permette di recuperare dal combustibile nucleare,
dalle barre, cosiddette barre, dal combustibile nucleare che ha funzionato in una centrale nucleare, permette di
recuperare il plutonio che c'è all'interno separandolo da tutte le altre scorie radioattive che sono poco utili, per
utilizzare questo plutonio a fare delle cose che, ovviamente, tengono molto a chi ce l'ha poi nelle mani e che possono
essere, è vero impieghi anche civili, ma molto spesso sono impieghi militari. Il tutto, questo processo,
accompagnato, come dire, dalla messa in circolazione di rifiuti radioattivi in quantità impressionante. Come mai
Saluggia ha l'80% dei rifiuti radioattivi d'Italia? Risposta: perché c'è stato un impianto di riprocessamento.
Quella è la ragione per cui ci sono tutti quei rifiuti liquidi per cui noi, Saluggia siamo primi in Italia. Bene, se
sappiamo cos'è il riprocessamento è doveroso essere contrari a qualunque tipo di riprocessamento. Ebbene noi
sappiamo che viceversa il Governo precedentemente ed ancora adesso lo ha confermato, ha disposto che tutto il combustibile
nucleare che c'è in Italia vada al riprocessamento presso l'impianto di riprocessamento che c'è in Francia a
La Hague.
E partiranno gli elementi di combustibile che sono a Saluggia, quelli che sono a Trino Vercellese e quelli che
sono a Caorso. Questi sono gli elementi presenti oggi in Italia. Partiranno per primi quelli di Caorso. Per noi non
farà una grande differenza perché li vedremo tutti passare praticamente davanti a casa. Tutti quanti faranno
la strada che, grosso modo, ferroviaria Milano-Torino, Torino-Modane o cosa diavolo sia insomma e se ne andranno in
Francia da quella parte. A Caorso ci sono un migliaio di elementi, centinaia e centinaia ci sono tra Saluggia e Trino.
Bene il primo di questi viaggi sarà nella prima metà di dicembre. Noi non faremo finta di niente. Nonostante
che si potrebbe anche dire: beh se ne vanno via, di cosa ti occupi? Noi abbiamo la mania di occuparci del problema
ambientale a livello globale. Il fatto che l'impianto di riprocessamento non sia a Saluggia, ma sia a La Hague, così
come quando l'impianto di riprocessamento nei trasporti fatti un paio d'anni fa non era a Saluggia, ma era a
Sellafield
non ci fa cambiare assolutamente di atteggiamento quindi non staremo a guardare impassibili, anche se, a livello locale,
bisogna ammettere che ci sarà un alleggerimento. Anche se relativo. Perché questi materiali se ne andranno via
e il riprocessamento separa il plutonio, del plutonio si può fare quello che si crede, e dirò qualcosa dopo,
anche usarlo per scopi militari si può, qualcuno dice "quando è possibile usarlo, presto o tardi qualcuno
lo farà" e questo qualcuno è il premio nobel Carlo Rubbia e non è iscritto alla Legambiente. Bene
non staremo solo a guardare e io credo che sarà il caso quanto meno di far rimarcare queste cose anche perché
il riprocessamento, alla fine, dopo aver separato il plutonio, fa rimanere nelle mani, come sono rimaste a Saluggia tutte
quelle sostanze radioattive che accompagnano il plutonio dentro gli elementi stessi e quelle robe lì i Francesi e
prima gli Inglesi, non è che se li tengono là a caso loro, non servono proprio a niente, sono solo dannosi,
sono solo da mettere in un deposito e aspettare millenni perché decadano e allora ci verranno rispediti e noi
temiamo che, quando sarà giunto il momento della rispedizione, ahinoi finiranno per andare la dove c'è la
possibilità di metterle e, come dire, il rischio che possano essere messi temporaneamente, temporaneamente quando
tornano perché non c'è altro posto migliore, temporaneamente non li potranno mica mettere a casa mia, tua e
neanche di Prodi, ammesso che sia ancora in carica e li metteranno probabilmente negli unici centri nucleari che
esisteranno in quel momento che sarà poi fra dieci o quindici anni, temporaneamente li metteranno nell'attesa di
realizzare poi un sito definitivo. Quindi vedete poi voi dove sarà questo temporaneo e quanto sia
l'affidabilità di questo processo. Allora il riprocessamento ci preoccupa e ci ricomincia a preoccupare perché
ricominceranno i viaggi. Ci preoccupano poi anche un po' i viaggi, i trasporti, perché un qualche rischio c'è
e, come dire, se il rischio fosse motivato da qualche reale beneficio si potrebbe anche accettare come si accetta il
rischio di un'operazione di appendice, per dirla come si dice comunemente, dove io rischio un pochino per un breve periodo
però ho un grande, presunto beneficio dopo. Qui invece il beneficio non si vede proprio. Allora anche il rischio del
trasporto diventa significativo. La terza cosa che voglio dire è sempre legata al discorso dell'utilizzo militare.
Noi, per carità, siamo tutti contro la guerra, ma se noi permettiamo il recupero del plutonio, in qualche maniera il
nostro atteggiamento non è tanto contro la guerra. Purtroppo vediamo che se il plutonio c'è, se le armi
nucleari ci sono poi vengono utilizzate o sono utilizzabili e vengono dislocate in giro per il mondo anche in Paesi
pacifici come l'Italia. Noi qui siamo credo a 200 chilometri, da Novara sono 150 da un deposito di armamenti nucleari,
quelli veri, non come quelli di Saluggia che sono potenziali armamenti nucleari se uno poi utilizza il plutonio per farlo
diventare armamento nucleare, a
Ghedi
che è a 200 chilometri da qua c'è una base aeronautica militare dove ci
sono un certo qual numero di
testate nucleari.
C'è scritto sui giornali, non è un'informazione riservata. E'
vicino a Brescia. Sono lì presumo per poter essere utilizzate in caso di bisogno perché non sono in un museo e
sono dispositivi attivi. Anche lì se vogliamo avere sul nucleare un atteggiamento globale e non di parte, non solo
di comodo è bene che ci impegniamo a fare qualcosa. La permanenza di questi ordigni nucleari col nostro silenzio mi
sembra che non possa più durare su un territorio che è il nostro e che ha la vocazione di essere un territorio
pacifico. Noi associazioni Legambiente e Pro Natura abbiamo costituito un Comitato qui nel vercellese che ha centro su
Saluggia perché ci sembra significativo per raccogliere le firme ad una proposta di legge di iniziativa popolare la
cui raccolta di firme è appena iniziata da pochi giorni. Io ve la vorrei leggere perché è fatta di
cinque righe questa proposta di legge che noi vogliamo proporre ai cittadini e ai comitati di firmare. Legambiente è
fra i presentatori, ma anche tante, tante altre associazioni. Gli articoli sono due. Il primo dice "obiettivi e
finalità: il territorio della Repubblica Italiana ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque
territoriali, è ufficialmente dichiarato zona libera da armi nucleari. Il transito ed il deposito anche temporaneo
di armi nucleari e di parti di armi nucleari non è ammesso in nessuna circostanza sul territorio della Repubblica
così come individuato al comma 1. Il Governo provvede ad adottare tutte le misure necessarie sia a livello nazionale
che internazionale per assicurare la piena applicazione del presente articolo entro e non oltre il termine di 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. Articolo 2 entrata in vigore: la presente legge entra in vigore il giorno
della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale". Fine della legge. Come dire: non è una legge complessa e,
soprattutto, non nasconde il suo obiettivo. Noi vorremmo che questa coerenza di contrarietà al nucleare civile
perchè è la porta per arrivare al nucleare militare, ma anche contro al nucleare militare tale e quale, fosse
la prima e, forse visti i tempi e l'immediatezza richiesta la più importante delle cose che deve richiedere la
nostra attenzione adesso. Quindi da un lato non lasciare che si ricavi nuovo plutonio o perlomeno protestare perché
non lasciare è un po' complicato, protestare contro l'idea di recuperare nuovo plutonio dai materiali nucleari che
sono in Italia, dall'altro impedire la permanenza di questi ordigni nucleari, ce ne sono una novantina in Italia anche se
poi nessuno sa esattamente quanti sono e neanche esattamente dove siano, l'informazione è ovviamente un filino
riservata. Bene la mia proposta è oltre che ai cittadini ed ai comitati, alle associazioni, ripeto noi abbiamo
costituito un comitato di appoggio, se ne possono fare a decine. Praticamente si tratta di portare nei nostri comuni i
moduli per la raccolta delle firme, farli vidimare e raccogliere firme fra i cittadini. Io chiedo ai Sindaci, visto che
dopo avranno loro la parola, che se lo ritengono, diano disposizioni che queste firme dei cittadini, sono firme di
proposta di una legge presentata, già depositata e già pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale in quanto proposta
non in quanto legge già approvata, siano possibili presso i Comuni stessi. E' una cosa che i Comuni possono fare,
devono incaricare un funzionario comunale di tenere questo modulo sul quale i cittadini vanno a firmare, i cittadini di
quel comune e la loro firma viene in questo modo riconosciuta automaticamente. Se lo condividono, io propongo di farlo
perché da adesso ci sono dei tempi di qualche mese per raccogliere le firme. Noi possiamo fare avere i moduli,
vengono vidimati dal comune e faremo noi sapere ai cittadini che, se lo ritengono, naturalmente non è un obbligo, se
lo ritengono anziché doversi barcamenare ad un banchetto fatto sulle piazze con dubbia a volte anche certificazione
perché sono sempre fatti da volontari. La legge prevede che devono essere certificati o da un Segretario comunale o
da un funzionario comunale a ciò designato, o da un consigliere comunale, o da eccetera, eccetera, eccetera, o da un
notaio, sarebbe molto più semplice, se lo condividono politicamente, raccoglierli presso il municipio.
Grazie.
SILVANO RAISE. Ringraziamo Gian Piero Godio. Vi invitiamo a cercare questi banchetti e questi moduli per poter
apporre la vostra firma il più in fretta possibile e anche rilanciando questo appello a chi è sensibile a
questi problemi. Le preoccupazioni di Gian Piero sono anche quelle del Comitato Arcobaleno perché il fatto che
queste scorie vadano al riprocessamento e poi ritornino in Italia, il rischio che finiscano nell'unico posto dove ci sono
dei depositi c'è, perché il processo di smantellamento è quello che ha detto Gian Piero e quindi
poiché l'ultimo deposito che viene smantellato è quello di Saluggia
Il sito dovrebbe essere smantellato
entro qualche anno però questi depositi una volta costruiti non è che la Sogin investe dei mesi ora per
costruire dei depositi e poi in una decina di anni li lascia andare svuotandoli completamente. Quindi c'è il rischio
che queste scorie, una volta tornate indietro, lì finiscano e facciano di Saluggia un deposito temporaneo,
ovviamente non nazionale, temporaneo perché lo stesso generale Jean che per fortuna adesso non è più in
carica, quando è stato chiamato all'audizione al Parlamento, ha detto che non c'è nessun problema, di
temporaneità si può parlare, tanto di temporaneità in Italia se ne parla da tempo. Temporaneità
può essere anche cinquant'anni, cento anni. Non c'è nessuno che mette un limite alla temporaneità.
Temporaneo può essere di qualunque lunghezza di anni. Quindi ci sembra abbastanza preoccupante questa cosa. Noi
abbiamo chiesto e chiediamo anche un'altra cosa. Abbiamo richiesto alla Giunta precedente a Saluggia, abbiamo richiesto
alcune volte alla Giunta del Sindaco Lomater, che nel più breve tempo possibile, o comunque con le possibilità
che ci sono, vengano distribuiti ai cittadini i piani di emergenza per la questione nucleare perché tutti i paesi
che ci sono qua attorno, dovrebbero essere dotati di piani di emergenza per quanto riguarda eventuali fughe nucleari, ma i
cittadini non sono informati di cosa dovrebbero fare, di come devono comportarsi in questi casi. Noi pensiamo che invece i
cittadini debbano essere informati e quindi chiediamo alle Amministrazioni di farsi carico e di procedere, eventualmente,
alla distribuzione di questi piani di emergenza o far sì che siano disponibili presso l'Amministrazione comunale e
che i cittadini in maniera gratuita possano averne una copia, se non si vuol fare la spedizione casa per casa. Adesso
invece passerei ad affrontare l'altro tipo di problema e a dare la parola ai Sindaci interessati. Vediamo se vuole
intervenire prima Marco Pasteris per quanto riguarda il problema di Saluggia perché è stato chiamato in causa
più volte il territorio di Saluggia, quindi magari ci da delle risposte rispetto alla questione dei depositi ed a
quella più generale del nucleare, poi magari successivamente ci relazionerà su questo progetto invece di
impianto fotovoltaico che si vorrebbe realizzare in quel di Saluggia. Grazie.
MARCO PASTERIS, Sindaco di Saluggia. Grazie Silano, grazie dell'invito, buonasera a tutti. Io cerco di fare
un po' di passaggi su tutte le informazioni che questa sera sono state date fino a questo punto. Innanzitutto parto dalla
considerazione che il nucleare è stato deleterio per l'Italia. Lo è stato sicuramente anche per le tasche dei
cittadini perché dal 1987 ad oggi, per darvi un dato significativo, per le mancate commesse, sono state pagate dallo
Stato italiano, alle aziende che poi non hanno costruito quegli impianti, qualcosa come sessanta o settanta mila miliardi
di vecchie lire. Questo il peso sulle tasche dei cittadini che è stato l'abbandono del nucleare. Giusto o sbagliato
che sia, ma comunque va rispettata la volontà di coloro che si sono espressi attraverso un referendum. E così
come tale è stato. Per quanto riguarda la situazione di Saluggia. Innanzitutto tre dati di fatto fondamentali. Il
primo. Concordo pienamente con quello che ha detto la consigliera Barassi. Qui in Italia manca un deposito nazionale e la
questione centrale di tutta la sistemazione delle scorie radioattive che ci sono in giro per l'Italia, è che in
Italia manca un deposito nazionale. Probabilmente la questione è stata affrontata male con l'emanazione della legge
368 il cui articolo 1 comma 1 stabiliva che il deposito doveva essere individuato nella zona poi di Scanzano. L'ho sempre
detto che l'individuazione del deposito nazionale deve essere fatta attraverso un processo di compartecipazione. Ho fatto
questa domanda al Ministro Bersani a Roma. Ho ottenuto la risposta che poi è stata riassunta dalla consigliera
precedentemente ossia che sarebbe stato attivato un processo di consultazione con tutte le regioni italiane per
determinare finalmente dove sarà la localizzazione del deposito nazionale e badate bene non sarà un deposito
sotterraneo, ma sarà un deposito di superficie così come ha detto il Ministro Bersani sul modello di
quello spagnolo.
Ricordo tra l'altro che esiste già sin dal 1999 un documento all'epoca siglato, se non mi sbaglio, da
ENEA, che individuava 211 possibili siti in tutt'Italia. Da quel documento si deve partire, si deve restringere questa
griglia di possibilità e giungere finalmente all'individuazione del sito. Ricordo anche altresì che, in
quell'occasione, il Ministro Bersani, che come ho già avuto occasione anche di dire, a mio giudizio, è un
galantuomo perché si è assunto un impegno forte, ha detto chiaramente che, qualora non venisse individuato
attraverso la consultazione con le regioni, la localizzazione del sito, allora avrebbe deciso lui, come Ministro la
possibilità di localizzarlo sul territorio. Situazione di Saluggia. La situazione di Saluggia si distingue
essenzialmente in due sottosituazioni. Una riguarda la questione dell'Avogadro. Sull'Avogadro abbiamo una certezza che
è quella che c'è stata data da Sogin sin'ora con l'emanazione del piano industriale e che ci dice che entro la
primavera del 2011, il deposito Avogadro verrà completamente svuotato e, come ha detto anche Gian Piero, le barre
verranno inviate al riprocessamento. Vengono inviate al riprocessamento per un motivo solo: perché naturalmente,
come ho detto anche prima, manca il deposito nazionale. Quindi altra soluzione per portarle fuori dall'Italia non
c'è e sappiamo perfettamente che le barre che vengono inviate al riprocessamento dopo circa 25 anni devono tornare
comunque sul territorio nazionale perché il materiale, il combustibile radioattivo è di proprietà del
territorio dal quale proviene indi per cui deve tornare indietro. Ciò che ho fatto io, ciò che abbiamo fatto
con la mia Giunta fin'ora è stato di premere su Sogin, affinchè venisse rispettata l'autorizzazione in deroga
che è stata emanata dal ministero affinchè quelle barre se ne vadano da Saluggia entro la fine del 2010. Ci
è stato detto e comunicato che, molto probabilmente, si riuscirà ad accelerare di un paio di mesi, di due o
tre mesi, questo passaggio. Quindi entro febbraio 2011 tutto l'Avogadro sarà svuotato. Da parte mia, l'ho detto e lo
ribadisco ancora una volta, quando l'Avogadro verrà svuotato, non intendo assolutamente più autorizzare
l'ingresso di alcun materiale radioattivo all'interno del deposito. C'è però l'altra questione che è
quella legata invece alle scorie liquide localizzate nel sito Eurex. E qui la situazione è un po' più
complicata nel senso che le scorie che sono attualmente lì verranno spostate o sono già collocate all'interno
di depositi sicuri, o verranno spostate a breve all'interno di depositi sicuri, ma comunque prima di essere portate via o
al deposito nazionale oppure ad un deposito all'estero, qualsiasi sia la scelta che farà il Governo, devono essere
solidificate. E' stata scelta la strada della cementificazione in alternativa alla vetrificazione e verrà realizzato
un impianto che si chiama Cemex. E' una cosa abbastanza strana, nel senso che, per mettere in sicurezza il materiale
radioattivo, bisogna costruire degli impianti. Su quest'impianto, naturalmente, è stata fatta una valutazione di
carattere ambientale. E' stato espresso il parere favorevole da parte della regione, ma manca ancora ad oggi, il parere
favorevole dello Stato. Perché la valutazione di impatto ambientale è presso il ministero dell'ambiente e non
è ancora stata costituita la commissione che deve analizzare l'impatto ambientale di Cemex. Indi per cui, per quanto
riguarda l'impianto, siamo completamente fermi. Collegati all'impianto naturalmente ci sono ovviamente due tipi di
deposito. Il deposito D2 ed il deposito D3. Il deposito D2 è il deposito più ampio, quello che a suo tempo era
stato progettato di quella dimensione, il deposito D3 è il deposito invece più piccolo. Due depositi
perché: uno conterrebbe le scorie ad alta attività, l'altro invece conterrebbe le scorie a media e bassa
attività. Io ho sempre detto, in linea anche con quello che ha detto la regione, sono d'accordo sulla
cementificazione, sono d'accordo sulla creazione di un deposito più piccolo che riguarda le scorie ad alta
attività che sono quelle più pericolose. Invece sul deposito D2 che era quello più grande, ho chiesto
esplicitamente a Sogin di riformulare il progetto e di creare un deposito di transito, cioè un deposito più
piccolo, affinché le scorie che poi verranno conferite da Cemex, possano essere velocemente dirottate verso il
deposito nazionale. Tengo a precisare anche che tutte queste operazioni, come minimo, dal momento in cui vengono
autorizzate, dureranno da 5 a 10 anni. Sulle compensazioni, invece mi è piaciuta la frase che dice: "sono state
tolte ai cittadini, dovrebbero tornare ai cittadini" e questo è vero. Siamo concordi che devono essere
utilizzati per scopi di carattere ambientale, anche se
nella legge, all'articolo 4, comma 1 e comma 1 bis
che cita
esplicitamente la modalità di erogazione, non viene detto per cosa devono essere utilizzati. Indi per cui andrebbe
modificato il dispositivo di legge originale ed integrato con una esplicita dichiarazione del giurista. Noi abbiamo
pensato ad un piano di utilizzazione non quinquennale, ma triennale. Nel senso che vogliamo spingere un po'
sull'acceleratore ed investire questo denaro efficacemente in parte facendolo tornare, e ve lo dico, immediatamente nelle
tasche dei cittadini annullando completamente tutti i debiti che ha il comune e quindi abbassando anche la pressione
fiscale per favorire anche il ritorno sul territorio delle imprese. In parte, invece, in parte, ma in maniera
significativa per due altri aspetti che sono un po' quelli che ha ricordato prima Silvano. Gli investimenti per sviluppare
l'energia alternativa e quindi gli impianti fotovoltaici e noi prevediamo, nei prossimi tre anni, di andare ad investire
almeno 150'000 € sugli impianti fotovoltaici ad uso domestico e in parte, un altro aspetto significativo, almeno
100'000 € per realizzare uno studio epidemiologico che stabilisca se esiste un nesso causale tra la presenza
trentennale sul territorio di Saluggia delle scorie nucleari e l'aumento delle patologie tumorali. Questi sono due
interventi significativi. In più bisogna tener presente comunque che Saluggia da trent'anni a questa parte,
quarant'anni è completamente ferma. Ci sono tanti interventi di carattere pubblico su tutti gli edifici comunali che
devono essere fatti. Su tutti questi edifici, comunque vada, noi prevediamo di inserire, l'utilizzo dell'energia
alternativa. Perché è una scelta che vogliamo fare. Io credo nell'uso dell'energia alternativa. Penso che ci
siano tanti benefici in tal senso e quindi come Amministrazione intendiamo percorrere questa strada. Sulla questione
invece delle compensazioni, sulla questione del ripristino. Come Comune di Saluggia facciamo parte di una cosa che è
stata appena creata, che è la consulta dei Comuni nucleari. E' una consulta che è stata creata all'interno
dell'ANCI
ed abbiamo proposto per questa finanziaria
un emendamento
con il quale chiediamo il ripristino totale
dell'entità originarie delle compensazioni. Abbiamo anche detto esplicitamente comunque che vengano utilizzati anche
qui per scopi di carattere ambientale. Tra le altre cose, una parte dei fondi, come ha detto la consigliera, sono
destinati alle Province. Saluggia fino all'anno scorso, nei rilevamenti che avevamo a disposizione, non era un Comune
messo bene dal punto di vista ambientale, soprattutto per l'inquinamento. Anche perché Saluggia da quarant'anni a
questa parte non dispone di una circonvallazione né di strade alternative. Una parte di quei fondi che arriveranno
anche in Provincia io chiederò esplicitamente anche perché rappresento in questa sede anche la Giunta
provinciale, che vengano utilizzate per alleviare il traffico di Saluggia e quindi di realizzare opere contro
l'inquinamento. C'è un passaggio che è interessante anche e riguarda la proposta di legge, il disegno di legge
che ha presentato prima la consigliera. Quella della costituzione degli Osservatori dei cittadini sul nucleare. Io credo,
dal momento in cui mi sono insediato a Saluggia, di aver aperto un tavolo di confronto serio con il Comitato Spontaneo dei
Cittadini e ciò mi ha dato modo di capire tanti aspetti e penso anche di aver dimostrato a loro di non aver mai
nascosto nulla su quello che Sogin ha esposto oppure sui dati significativi che sin'ora sono stati espressi sul nucleare.
Io penso di proseguire su questa strada, nel senso che abbiamo fatto una riunione il 5 di ottobre, una replica in piccolo
del tavolo della trasparenza in cui abbiamo esposto il piano industriale di Sogin e nel mese di gennaio intendo comunque
riunire nuovamente le persone che erano sedute a quel tavolo per esporre il piano di emergenza in caso di problemi con il
nucleare e poi successivamente di attivare tutta una serie di misure di informazione a favore della popolazione che
possiamo sicuramente concordare con il Comitato Spontaneo per far arrivare casa per casa un documento ufficiale nel quale
vi informiamo su quale può essere il piano di emergenza e quali sono le misure che verranno applicate in caso di
incidente. Mi sembra di essere stato, da questo punto di vista nel massimo della trasparenza. Io mi fermerei qui per il
momento.
SILVANO RAISE. Ringraziamo il Sindaco di Saluggia Marco Pasteris per le risposte che ci ha dato. Adesso vorrei dare
la parola al Sindaco di Rondissone Franco Lomater che ci ospita come struttura qui dove stiamo facendo questa assemblea.
Anche il Sindaco Lomater ha lanciato l'idea dell'energia fotovoltaica. Noi vorremmo sapere di che cosa tratta questo
progetto. Ci è parso di capire, parlando con lui, che è un progetto un po' diverso da quello di Saluggia
probabilmente anche per delle motivazioni ben precise che sono quelle economiche, magari non solo quelle, ma sicuramente
in parte sì, quindi chiediamo al Sindaco di spiegarci un po' in che cosa consiste questo progetto. Grazie.
FRANCO LOMATER, Sindaco di Rondissone. Grazie Silvano, spero mi sentiate bene. Intanto vi ringrazio per
l'invito che mi avete fatto a partecipare questa sera e ho colto l'occasione anche per, così si usa dire,
patrocinare questo incontro. Credo anche che fosse un atto dovuto dopo qualche intoppo che abbiamo avuto ai nostri primi
approcci di qualche anno fa e che si sono risolti, credo, nella maniera migliore perché siamo arrivati a chiarirci a
parlarci serenamente, seriamente a confrontarci sui problemi con i quali per altro ci stiamo confrontando anche stasera
con la presenza del collega Sindaco e assessore provinciale Pasteris. Io entrerei, se mi permetti, subito nel vivo
dell'argomento fotovoltaico perché credo che di questo si voglia anche parlare questa sera. Ho sentito ed ho
apprezzato gli interventi della presidente Barassi della Commissione Ambiente regionale e di Gian Piero al mio fianco.
La preoccupazione sul nucleare permane, guardiamo però anche a fianco o oltre, se vogliamo. Guardiamo alle energie
alternative e fra queste, la più semplice, paradossalmente la più semplice, anche se magari non la più
economica almeno per il momento nonostante gli incentivi che sono stati introdotti dalla finanziaria 2007, pare proprio
essere il fotovoltaico. Il Comune di Rondissone, nonostante non goda delle cosiddette, tra virgolette, compensazioni delle
quali gode il Comune di Saluggia e gli altri Comuni che ospitano queste strutture e la provincia stessa con la quale
ovviamente e fortunatamente si fa forte il mio collega Sindaco, ha deciso di mettere in campo energie proprie economiche,
oltre ovviamente al supporto della struttura tecnica per andare a progettare e realizzare queste strutture. Dicevo entro
subito nel vivo. Due sono gli interventi che intendiamo portare a termine con due tipologie differenti perché due
sono gli scopi che dobbiamo raggiungere con l'utilizzo dell'energia che ci deriva dal sole. Il primo intervento riguarda
proprio questa struttura che ci ospita, ovviamente non soltanto questa saletta, ma l'intero immobile. Quindi sia il salone
Polivalente che è omologato per ospitare 400 persone, chi di voi non l'avesse visto, magari dopo può
approfittare del momento e questa saletta, il circolo anziani che sta sotto di noi e non soltanto questo, ma anche una
buona parte dell'illuminazione di questo complesso polivalente. Quindi un impianto esclusivamente composto e dotato di
cellule fotovoltaiche posizionate sulla parte alta del padiglione, che va ad incidere ovviamente su diversi costi che
attualmente l'Amministrazione affronta. Mi aiuto con qualche dato giusto per fornirvi alcuni numeri, ma non ve ne fornisco
troppi perché altrimenti ci si annoia anche, ed è facile, parlando di kilowattore e di potenze andare ad
annoiare. Un po' meno quando si parla magari di costi che vengono ridotti e magari anche ammortizzati in tempi
comprensibilmente brevi. Uso il termine comprensibilmente perché magari si pensa a chissà quanti anni possano
servire per ammortizzare un impianto di questo genere. Partiamo dunque da questa struttura. E' una struttura con una
potenza indicativa di 20 kilowatt di picco. Questo è l'intervento che verrà realizzato e verrà
realizzato facendo uso di un mutuo. E' un muto che ha una durata venticinquennale almeno, trentennale e si abbattono
completamente i costi indicativamente in otto anni per la realizzazione dell'impianto. Perché in otto anni.
Perché vi sono varie componenti che contribuiscono ad abbattere questi costi e poi parliamo di tutto il resto, ma
partiamo dei costi che sono sempre molto importanti soprattutto anche per le famiglie, sentivo prima Pasteris parlare di
incentivi alle famiglie, perché non togliendoli dalle tasche dei cittadini per pagare le tasse o comunque per pagare
i consumi energetici delle strutture pubbliche, si contribuisce già in quella maniera a ridurre i costi. Vi è
un incentivo in conto energia.
Che cos'è l'incentivo in conto energia. E' un quid che viene erogato all'ente che
realizza e mette in rete energia. Erogato dall'ente gestore ovviamente del servizio. Poi se volete entriamo nel dettaglio
su pannelli non integrati, semi integrati, integrati completamente, perché a seconda del tipo di costruzione, come
ho avuto modo di dire durante la riunione della Commissione Ambiente, Commissione comunale Ambiente, che abbiamo avuto
qualche settimana fa, variano i costi che affronta l'ente gestore per compensare la produzione di energia pulita. Quindi
una prima variabile: l'incentivo in conto energia. Il costo dell'energia acquistata, che sarebbe comunque una componente
di spesa per l'ente e che, invece, viene abbattuta producendo in proprio l'energia che poi si va a consumare. In più
in questo caso avviene un risparmio del consumo di gas che, come per l'energia elettrica, negli ultimi anni ha visto
un'impennata oserei dire quasi indecente. Soprattutto per riuscire a far fronte alle esigenze che da più parti
vengono sull'utilizzo di strutture come questa. Magari, per semplificare, si utilizza la struttura due ore, ma per
riscaldarla occorrono ovviamente più ore di attivazione degli impianti. Tutte queste componenti sono importanti,
importantissime. Abbiamo parlato dell'aspetto economico, vorrei però soffermarmi sull'aspetto ambientale, visto che
questa è una serata che ha come presupposto la valutazione di quanto possa incidere la realizzazione di un impianto
del genere sul minor danno all'ambiente. A conti fatti possiamo parlare di riduzione di immissione di anidride carbonica
pari a circa 15'600 Kg. in un anno. Che è una cifra, così, buttata sul tavolo, magari non dà l'effetto
che in realtà può produrre dal punto di vista invece ambientale vero e proprio. Costo indicativo dell'impianto
per quanto riguarda questo intervento, siamo attorno ai 220'000 €. Questo il nostro investimento per questa
struttura. Ripeto, ma non per vanto, nel senso che è stata una scelta ponderata e affrontata con granu salis,
cioè non ci siamo buttati nel vuoto, l'Amministrazione ha voluto proprio andare in questa direzione, consapevole che
comunque i costi non sarebbero stati un boomerang. Ecco voglio proprio sottolineare questo aspetto. Parliamo del secondo
progetto. Il secondo progetto non riguarda una struttura moderna, diciamo, una struttura di questo genere, ma riguarda la
scuola materna. La scuola materna è stata recentemente ristrutturata, adeguata per quanto riguarda la produzione dei
locali e per quanto riguarda l'accessibilità dei locali, non era ancora stata adeguata completamente alle nuove
possibilità che la tecnica, la tecnologia offrono per quanto riguarda il risparmio energetico. E allora abbiamo
pensato ad un impianto che desse una duplice possibilità. L'una quella di ridurre, annullare i costi derivanti dal
consumo di gas, dal consumo di energia elettrica presi dalla rete e quindi ritorniamo al discorso: cellule fotovoltaiche.
Affiancate però, vista la struttura e viste le esigenze di quella struttura, anche da pannelli solari: produzione di
acqua calda. Oltre a ciò, sono stati previsti tutta una serie di interventi che riguardano ovviamente, infissi,
vetri, porte e accessi e non solo, non ultimo, anche uno studio sul minor consumo di tutte queste lampade. Noi oggi
vediamo qua i neon e già va bene che ci siano i neon perché almeno consumano un pochino meno delle vecchie
lampade ad incandescenza, ma abbiamo pensato ad un automatismo che consenta di adeguare l'accensione e lo spegnimento
delle luci all'interno dei locali in funzione della luce esterna che penetra all'interno dei locali stessi. E' uno studio
avanzato, un pochino più complicato rispetto al solito. Ci consente di mettere anche alla prova le nuove tecnologie,
credo che sia anche una funzione che gli enti pubblici devono un pochino avere, magari con un pochino di coraggio da parte
degli amministratori, ma è un inizio. Ecco, noi crediamo in quello che facciamo e, a maggior ragione, crediamo che
siano gli enti locali o comunque gli enti che rappresentano tutti i cittadini indistintamente, indipendentemente da colori
o appartenenze politiche, debbano comunque essere un esempio per la cittadinanza. E questo vuole proprio esserlo. Sia
l'impianto sulla struttura polivalente, sia l'impianto sulla scuola materna vogliono essere proprio un esempio, dare un
po' il là si direbbe in un altro ambiente, a questi insediamenti. Vorrei ancora aggiungere una cosa, molto semplice,
ma credo importante. La finanziaria ha superato, per alcuni versi, l'ostacolo che era creato dalla possibilità di
insediare pannelli fotovoltaici, cellule fotovoltaiche su strutture all'interno dei centri storici. Con qualche
difficoltà che permane ovviamente, perché vi sono strutture e strutture, vi sono vincoli e vincoli e vi sono
sovrintendenze e sovrintendenze. Questo ovviamente fa la differenza e, anche nel nostro caso, ha fatto la differenza
perché era stata affrontata la possibilità di un insediamento che riguardasse la più grande struttura
comunale che è quella che ospita il Municipio e le scuole elementari e medie, oltre alla palestra comunale. Edificio
che si trova proprio al centro del paese e che è vincolato appunto dalla sovrintendenza. Per motivi di snellezza, di
tempistica ed anche di opportunità, non ve lo nascondo, abbiamo abbandonato quel progetto per non tardare il
rilascio degli eventuali favorevoli pareri della sovraintendenza stessa, trattandosi appunto di un edificio posto proprio
al centro del paese vincolato in una piazza, la più importante del paese. Vorrei solo ancora chiudere, se Silvano mi
lascia ancora 10 secondi, ma voglio proprio essere brevissimo. Ho avuto l'opportunità con il mio Assessore Martin
che è anche stato mio predecessore nella carica, nella vece di Sindaco, di partecipare recentemente a
un convegno che si è svolto a Baveno
il 20 e 21 di ottobre scorsi. Convegno al quale ha partecipato anche il Ministro Pecoraro
Scanio, durante il quale sono stati sviscerati alcuni di questi problemi, alcune di queste proposte. Si è passati
dal fotovoltaico nell'arco di una giornata, dal fotovoltaico alle biomasse in men che non si dica, passando per l'energia
eolica e anche per il cosiddetto nucleare di ultima generazione. Peccato che non vi siano sicurezze, garanzie, che non vi
siano tranquillità di alcun genere sull'ultimo punto. Mentre sull'altro ancorché vi siano limiti proprio di
produzione di energia in termini quantitativi, vi sono sicuramente certezze sulla garanzia che danno dal punto di vista
ambientale, della salvaguardia dell'ambiente andando a sfruttare peraltro energie che esistono in natura. Quindi non
andiamo oltre. Oltretutto credo che l'energia, il termine energia sia un bell'argomento, un argomento che ci può
dare la possibilità di dialogare su discorsi anche più ampi dal punto di vista diplomatico, ecco se vogliamo
usare questo termine. Dal mancato sfruttamento di quello che diceva prima Gian Piero Godio di scorie da impiegarsi in
eventi bellici, credo che si possa trarre un ottimo motivo di discussione per parlare di argomenti più alti come la
pace, come il dialogo tra i popoli, come la possibilità di avere stimoli per dialogare e non per confrontarci in
maniera bellicosa. Grazie.
SILVANO RAISE. Bene ringraziamo il Sindaco Franco Lomater. Vedo che Gian Piero ha i moduli da firmare per la
proposta di legge. Prima di dare la parola ai cittadini che vogliono
[vengono consegnati i moduli ai due
Sindaci con tanto di foto] Ripeto, prima di dare la parola ai cittadini o comunque a chi è intervenuto se
vuole porre delle domande rispetto alle questioni che sono state sollevate, voglio solo ricordarvi che, al fondo della
sala, c'è il banchetto del Comitato Arcobaleno, c'è del materiale che, in alcuni casi è immediatamente
reperibile, in altri casi è semplicemente in visione. Invitiamo chi ne volesse una copia a lasciare il nominativo,
noi provvederemo a fare le fotocopie poi a contattarli per poterle ritirare. Adesso per chi vuole intervenire, il
microfono è disponibile. Quindi chi vuole sollevare dei problemi o porre delle domande il microfono è qui.
Grazie.
PUBBLICO. Anche da qui, tanto mi sentite. Intanto l'idea del fotovoltaico, ma se viene una grandinata come quella
di due anni fa, chi paga? La domanda è per il Sindaco di Rondissone o per chi ha intenzione di lavorare con il
fotovoltaico. E' una bella idea, però
FRANCO LOMATER. Grazie Maurizio. Mi dai l'opportunità di ampliare un pochino quello che ho detto
prima
PUBBLICO. Resiste il fotovoltaico alla grandinata che abbiamo avuto noi qua due anni fa? Han fatto fatica le tegole
in cemento.
FRANCO LOMATER. Dicevo, mi dai l'opportunità di ampliare un pochino l'intervento che ho voluto stringatamente
toccasse un pochino diversi punti senza entrare nel dettaglio di ciascuno. Vi sono delle prove tecniche che sono volte a
garantire la resistenza di questi pannelli fotovoltaici, in particolare il cristallo che sta ovviamente a protezione del
silicio che gli sta sotto. Per quanto riguarda l'eventuale danno subito in caso di mal tempo, ma anche nel caso in cui,
che so io, non voglio arrivare al meteorite, ma una pianta che caschi sull'impianto, vi sono delle coperture assicurative
per le quali tra l'altro abbiamo già avuto modo di verificarne i costi e sono veramente bassissimi, ora devo
nuovamente spulciare, ma vado velocissimamente e, se mi permetti di darti una risposta veloce, ti dico che i costi per una
assicurazione di quel genere si aggirano tra i 300 e i 400 € all'anno, cioè una cifra risibile proprio
ecco.
PUBBLICO. Io ero rimasto ai vecchi due centimetri di grandine, fino a qualche anno fa che davano questi impianti.
Per quello che mi son posto
FRANCO LOMATER. Veramente anche io e la mia macchina, ma abbiamo dovuto ricrederci.
SILVANO RAISE. Se qualcun altro vuole intervenire, vuole far domande. Prego.
PUBBLICO. Io volevo congratularmi con i due sindaci di Rondissone e di Saluggia perché è la prima
volta, almeno da un po' di anni che si sta lottando appunto contro il nucleare, che sento delle posizioni del genere. Sono
molto contenta di sentirle, quindi mi congratulo con voi e vi incoraggio a continuare in questo senso e spero che anche il
nostro Sindaco di Villareggia possa magari darvi una mano in futuro e seguirvi un po' in queste scelte che fate a favore
dell'ambiente perché penso che siano scelte a favore della vita di uomini, di donne e di bambini. Quindi quando si
parla di ambiente, non si parla solo di aria pulita e di alberi, ma si parla della vita delle persone. Quindi è
importante lottare così. Poi volevo fare una domanda al Sindaco di Saluggia. Ho sentito come intendete utilizzare le
compensazioni, però, da quello che ho capito, mi è parso che la quota che intendete destinare all'ambiente sia
un po' minima rispetto alla cifra totale, quindi vorrei chiarimenti in questo senso. Grazie.
MARCO PASTERIS. Sì effettivamente, sentendo prima l'intervento del Sindaco Lomater che ci diceva che spendeva
220'000 € sulla scuola e altri 100'000 da un'altra parte, effettivamente riflettevo dicendo "tu Marco porti a
casa 5'700'000 € e ne spendi 150'000 per il fotovoltaico di uso domestico". In effetti qualcuno potrebbe dire
"ma come una quota così minima?" Quello che non ho aggiunto è che comunque il nostro piano di
investimenti è disponibile sul sito internet del Comune. La delibera di proposta per l'utilizzo di questi fondi
delle compensazioni quindi è visibile sul sito così come tante altre notizie da circa tre mesi a questa parte.
Non ho aggiunto il fatto comunque, lo stavo accennando prima alla consigliera, che tutti gli edifici che andremo a
realizzare e a ristrutturare, verranno realizzati con interventi legati alla bioarchitettura e quindi con interventi come
il fotovoltaico oppure con il recupero comunque dell'energia o delle acque piovane. Quindi abbiamo così introdotto
questo tipo di utilizzo delle compensazioni. Ci sono, come minimo, tre o quattro edifici che devono essere completamente
ristrutturati e verranno realizzati con questi criteri. Quindi la quota che andrà a favore di questi edifici, magari
di 6, 700, 800, 900'000 € in grande parte verranno utilizzati anche per le energie alternative. Poi ci saranno
comunque delle quote relative alla creazione di parcheggi o di aree verdi. Saluggia soffre della mancanza di parcheggi e
di aree verdi nel centro abitato e crediamo che anche questi possano essere piccoli, ma significativi
interventi
...
PAOLA BARASSI. I parcheggi in centro non sono tanto ambientalmente compatibili
MARCO PASTERIS. Purtroppo guardi, non sappiamo effettivamente che cosa farne delle macchine che continuano a
circolare per Saluggia e che noi ci troviamo ovunque. Penso invece che delle aree verdi siano da creare nel centro abitato e
siano degli altri interventi significativi anche in tal senso.
PAOLA BARASSI. Non volevo fare una polemica. Io sono ben d'accordo che si facciano le aree verdi all'interno.
Capisco anche la mancanza di parcheggi. Non è il singolo Sindaco che può decidere che le macchine circolino di
meno o non circolino più. Io arrivo da una città che è Verbania che, per tanti anni ha fatto la scelta
di mettere parcheggi nelle aree centrali della città. Più tu crei parcheggi nelle aree centrali, più tu
vai a congestionare il traffico all'interno del paese e all'interno della città e più crei l'esigenza di nuovi
parcheggi in centro. Quindi forse potrebbe essere interessante pensare di creare nuovi parcheggi magari nelle aree
più esterne alla città per fare in modo che il traffico all'interno venga decongestionato e la gente ricominci
a pensare di rivivere diversamente i propri centri abitati, magari andando a passeggiarci o magari girando in bicicletta e
questo potrebbe essere interessante sia per un problema ambientale quindi per un abbattimento di polveri dovute al
traffico, ma anche per un problema legato alla qualità della vita delle persone ed a un rapporto diverso sia tra la
persona ed il paese in cui vive sia tra le persone che, girando con altri mezzi che non sono l'automobile, possono avere
la possibilità di creare e di ricreare nuove interrelazioni anche da un punto di vista umano. Questa non è una
polemica, ma è un'osservazione che partiva anche da un mio vissuto. Dopodiché, scusi, visto che ho in mano il
microfono, ancora una cosa. Mi sembra interessante assolutamente il ragionamento che hanno fatto i due Sindaci soprattutto
legato anche al fotovoltaico. Perché sicuramente è importante pensare di produrre energia attraverso fonti
alternative e non inquinanti e rinnovabili e il sole è sicuramente la fonte alternativa per eccellenza, io penso che
sarebbe importante, forse la sera oramai è avanti, bisognerà fare anche delle serate successive per discutere,
io penso che il problema oltre a quello di creare energia con fonti diverse, sia quello proprio di affrontare anche in
modo diverso il nostro rapporto con l'energia, quindi introdurre grossi elementi di risparmio e di recupero energetico. Io
penso che noi dovremmo ragionare sul nostro modo di vita, sul nostro modo di sviluppo, sulla nostra idea di sviluppo
perché non possiamo pensare di continuare a produrre ed usare energia a questi livelli, anzi ulteriormente
aumentando l'uso di energia, pensando poi di produrla eventualmente con fonti alternative, ma noi dobbiamo secondo me
ragionare e ragionare pesantemente sul fatto che forse dovremmo cominciare a porci dei limiti e a pensare che forse
è giusto produrre energia con fonti alternative questo sicuramente, ma forse dovremmo cominciare ad inserire degli
elementi importanti di risparmio energetico. Quindi accanto al discorso del fotovoltaico, ad esempio, inserire, secondo
me, in modo importante, soprattutto sulle abitazioni, io capisco il fotovoltaico in un centro come questo, ma soprattutto
sulle abitazioni inserire ragionamenti di solare termico per la produzione di acqua calda sanitaria che è quella che
poi serve anche per il riscaldamento, di inserire tutta una serie di elementi legati alla bioarchitettura sulla
coibentazione, sulla dispersione rispetto alle vetrate, ai vetri eccetera, sulla coibentazione dei tetti, delle pareti e
tutti questi elementi, anche perché sappiamo benissimo, i dati ce lo dicono, sia a livello europeo, sia a livello
nazionale, anche a livello regionale, abbiamo proprio da poco fatto una legge anche in questo senso, percentuali che vanno
dal 30 al 40 per cento del consumo di energia, sono dovuti al consumo energetico nelle abitazioni e negli stabili e questo
30/40 per cento di consumo è dovuto almeno al 50% ad una cattiva gestione dell'energia all'interno degli edifici.
Quindi un risparmio notevole si può fare proprio pensando di costruire o comunque di ristrutturare inserendo
elementi di coibentazione, di produzione di solare termico eccetera che ci permettono sicuramente da una parte di
abbassare i costi che le famiglie devono spendere quotidianamente o mensilmente per le bollette, ma d'altra parte di
abbassare notevolmente il consumo energetico dovuto agli edifici.
MARCO PASTERIS. Solo volevo aggiungere una cosa pratica. Ad esempio noi sono trent'anni che il tetto delle scuole
è fatto di amianto. I nostri bambini sono stati ospitati, me compreso, li sotto, e quindi uno dei primi interventi
che faremo è sicuramente la ristrutturazione completa del tetto delle scuole sia a Saluggia che nella frazione di
Sant'Antonino. Questa è un'altra dimostrazione, con l'integrazione anche dell'uso dell'energia fotovoltaica, è
un'altra dimostrazione di come vogliamo portare avanti questo discorso di utilizzo delle energie alternative anche con i
fondi compensativi del nucleare.
SILVANO RAISE. Bene, se ci sono altre domande se no io volevo cogliere un attimo l'occasione rispetto
all'intervento che ha fatto la signora precedentemente per quanto riguarda la questione che poneva rispetto al fatto che
bisogna difendere l'ambiente, quindi bisogna comunque continuare a battersi rispetto alla difesa dell'ambiente. Io sono
perfettamente d'accordo, molti di quelli che sono qua fanno parte o hanno fatto parte dei comitati dei cittadini o del
comitato spontaneo e comunque li ho visti al nostro fianco parecchie volte. Ecco il fatto di difendere l'ambiente rientra
appunto nella questione che avevamo sollevato all'inizio che era quella dei tre componenti denunciati per la serata del
24. Quella sera lì appunto circa 800 cittadini scesero in piazza per impedire che una variante al Piano Regolatore
permettesse la costruzione di depositi sul territorio di Saluggia. Vennero presi in giro dall'Amministrazione precedente a
quella del Sindaco Pasteris perché il Sindaco Barbero appunto aveva già fatto un accordo con la Sogin ed aveva
garantito che entro fine mese, quindi entro il 30 gennaio, la delibera sarebbe passata alla faccia delle consultazioni con
i cittadini e delle note che aveva chiesto venissero apposte appunto sul progetto della variante. Queste note vennero
bocciate tutte quante. Ecco, in quel momento lì i cittadini capirono che erano stati presi in giro e in quel momento
lì i cittadini decisero che, una volta che il Sindaco Barbero avesse sospeso il Consiglio Comunale per permettere ai
cittadini di parlare, di esporre le proprie opinioni, in quel momento lì i cittadini decisero che non erano loro
quelli che non erano legittimati a parlare, ma era il Sindaco che non era legittimato a parlare perché 800 persone
stavano dicendo che quella variante non la volevano. Questa cosa qua ha fatto sì che non venisse perseguito il
Sindaco che aveva fatto un accordo con la Sogin per approvare la variante di nascosto ed aveva già promesso che la
variante sarebbe stata approvata, ma ha fatto sì che tre dei partecipanti a questo corteo venissero denunciati per
interruzione di servizio pubblico, quando questo Consiglio Comunale non venne mai ripreso, lo stesso Sindaco non prese mai
la parola per cercare di riprendere il Consiglio Comunale, ma vedendo come andava la situazione, convinto dalle forze
dell'ordine, decise di abbandonare la sala e non ripropose mai più questo problema alle giunte comunali successive.
Quindi accantonò definitivamente questo problema e pose fine a questa questione. Questi tre appartenenti ai comitati
verranno processati a Vercelli il 27 febbraio. Noi abbiamo già detto e lo diciamo ancora adesso, che noi il 27 di
febbraio saremo davanti al tribunale di Vercelli perché pensiamo che quella manifestazione era del tutto legittima e
del tutto legittimo era impedire che quella variante venisse approvata perché era una variante che caricava sulle
spalle dei cittadini i depositi nucleari che dovevano contenere le scorie di Saluggia e forse non solo. Quindi invitiamo
tutti quanti da ora a mobilitarsi perché il 27 febbraio ci sia molta gente davanti al tribunale, tutti coloro che
pensano che la difesa dell'ambiante non debba essere delegata ad una Amministrazione o a un singolo personaggio che resta
in carica per quattro anni o otto anni e che può devastare l'ambiente per gli anni a venire. Noi chiediamo in questa
sede, ma ne avevo già parlato precedentemente, che, se possibile, l'Amministrazione di Saluggia si esprima in
maniera positiva e in maniera di solidarietà, se possibile, con i tre esponenti che sono stati denunciati
perché pensiamo che l'Amministrazione di Saluggia con quella manifestazione è stata sgravata dal dover
scegliere e dover prendere una decisione che comunque avrebbe creato non pochi problemi al territorio di Saluggia.
Grazie.
MARCO PASTERIS. La domanda capovolta sarebbe: si costituirà parte civile il Comune di Saluggia nel
procedimento oppure no? Questo lo devo affrontare ancora con il mio avvocato, quindi sentire un attimo dal punto di vista
giuridico che cosa comporta un'azione oppure un'altra. Personalmente sul caso, l'ho già detto, penso che quella sera
le persone che hanno tenuto quel comportamento non sono state identificate tutte. C'erano probabilmente anche delle altre
persone che hanno agitato la serata, fermo restando che comunque il problema, come è stato detto all'inizio, è
stato trattato male, nel senso che si deve giungere ad una soluzione o trovare una soluzione attraverso un processo di
compartecipazione. Quindi oggi, mi spiace Silvano perché di solito cerco sempre di darti delle risposte abbastanza
concrete positive o negative, dato il buon rapporto che si è instaurato fra di noi. Da parte mia, personalmente non
avrei intenzione di procedere oltre, nel senso che gradirei che la vicenda si concludesse per aprire un'altra porta, un
altro cammino che è il cammino del dialogo per giungere a delle soluzioni. Verificherò se ciò è
possibile con i nostri legali e poi ti faremo sapere così come è sempre stato.
PUBBLICO. Solo una domanda rispetto ai pannelli fotovoltaici qui a Rondissone. E' possibile anche nel centro
storico, per i privati cittadini, installare questi pannelli fotovoltaici o ci sono dei limiti? Inoltre ci sono o
eventualmente si potrebbero creare degli incentivi per i cittadini del Comune nel momento in cui vogliano installare
questi pannelli? Queste le due domande al Sindaco Lomater. Alla domanda che volevo fare a Pasteris, bene o male ho
già avuto risposto ed era appunto quella che riguardava i tre denunciati per quella interruzione del Consiglio che
poi interruzione non è stata. Però ho un'altra domanda per cui volevo avere una risposta dai due Sindaci e
riguarda questi trasporti di scorie nucleari. Nel momento in cui avverranno Lomater e Pasteris vi impegnate a comunicare
preventivamente ai cittadini che in quei determinati giorni ci sono questi trasporti, approfittando magari anche
dell'occasione per comunicare a tutti il piano di emergenza per essere pronti nel momento in cui dovesse succedere quello
che tutti noi ci auguriamo che non succeda?
MARCO PASTERIS. Ti rispondo sui trasporti. Come detto dovrebbero iniziare nel 2010 dall'Avogadro per andare al
riprocessamento. Come tu avrai ben visto anche per quanto riguarda i trasporti che ci sono stati, e da me non condivisi
però ho dovuto accettarli, dall'Eurex all'Avogadro, sono sempre stati annunciati su tutte le maggiori testate
giornalistiche e attraverso comunicati stampa. Ripeto sul piano d'emergenza vorrei fare qualcosa in maniera anticipata,
nel senso di comunicarlo sin dall'inizio del prossimo anno alla popolazione e poi per quanto riguarda il piano di
emergenza specifico per i trasporti, che è una cosa diversa dal piano di emergenza in caso di incidente nucleare,
avvertire comunque la popolazione secondo i criteri che verranno stabiliti dagli organi competenti quindi dalla prefettura
e così via dicendo.
FRANCO LOMATER. La risposta è divisa in due parti. La prima parte riguardante, mi riallaccio a quello che ha
detto il collega Pasteris, per quanto sarà possibile conoscere in merito alla movimentazione, assolutamente
sì, non ci sono problemi a divulgare. Per quanto riguarda invece il fotovoltaico e la possibilità di
installare impianti, per meglio dire coperture create con pannelli fotovoltaici, è possibile realizzarlo in centri
abitati in centro storico. L'unica peculiarità è che per ottenere ovviamente i finanziamenti, questi siano
integrati in modo tale da ottenere sia il maggior finanziamento possibile, sia il minore impatto a livello
urbanistico.
SILVANO RAISE. Grazie, se ci sono altri interventi
PUBBLICO. Buona sera a tutti, sono Anselmino e sono Assessore del Comune di Saluggia per l'Ambiente ed i Lavori
Pubblici. Innanzi tutto volevo dare subito un supporto al mio amico Marco, cioè il mio Sindaco per quanto riguarda
le compensazioni e la domanda che aveva fatto la signora cioè a livello ambientale cosa facciamo con queste
compensazioni. Ne facciamo tante cose anche piccole ed in effetti ricordarsele tutte non è una colpa certo del
Sindaco. Volevo dire che in questo piano triennale cercheremo di risolvere i problemi che abbiamo su acquedotto e
fognature e questa è una cosa importante a livello ambientale. Abbiamo stanziato dei soldi per quanto riguarda la
soluzione definitiva del problema del pozzo di Sant'Antonino. Il pozzo di Sant'Antonino è un pozzo che da vent'anni
è inquinato da pesticidi per diserbanti e adesso è utilizzato sempre e comunque con la filtrazione dei carboni
attivi. Vogliamo quindi eliminare questo problema definitivamente. Poi altra cosa importante che vogliamo fare. Abbiamo
delle zone in Saluggia urbanizzate che ormai a forza di continue costruzioni sono carenti a livello fognario cioè la
fogna non recepisce più. Per l'acquedotto idem ed abbiamo stanziato dei soldi anche per questo. Un'altra cosa che
forse è persino più importante del pozzo di Sant'Antonino, abbiamo ancora tre o quattro cascine lontane
dall'abitato che non sono provviste di acqua potabile. Questa è una cosa che noi abbiamo già delineato e
adesso porteremo avanti anche se in una maniera un po' strana, ma è strana semplicemente perché vogliamo
economizzare tutto quello che riusciamo da buon padre di famiglia diciamo così, cercando appunto di portare l'acqua
anche a queste persone. Poi, una cosa volevo dire a Damiano riguardo all'ultimo incontro, perché ci incontriamo
abbastanza sovente con il Comitato Arcobaleno e comunque anche la Consulta per l'ambiente con Godio, nella serata che
abbiamo avuto con Sogin avevamo fatto l'espressa richiesta, come avevamo concordato, di controllare tutte le
attività, anche quelle che ci dicono che fanno, ma che non sappiamo mai nulla tipo di controllare i cask. Sembra che
sia l'Ansaldo di Genova che ha l'incarico per costruire i cask che a Saluggia ancora non c'è per portar via queste
barre. La risposta all'inizio è stata un po' così, ma poi alla fine, si sarà sentito obbligato, non
poteva dire di no, questo discorso probabilmente lo porteremo avanti. Quindi probabilmente andremo a vedere dove
costruiscono questi cask una volta ogni tanto, per vedere se vanno avanti oppure no. Anche questa mi sembra una cosa
positiva più che altro per accelerare l'attuazione del trasporto in Francia delle barre radioattive. L'ultima cosa,
adesso andiamo nelle cose nuove, anche noi ci stiamo interessando, come ha detto il Sindaco, del fotovoltaico. Io mi sono
già informato su questo argomento tempo fa, adesso stiamo partendo per concretizzare questo discorso. Tu hai detto
che in otto anni riesci a coprire le spese che fai per costruire questo impianto di fotovoltaico sul tetto. I successivi
dodici anni, perché se non vado errato e non ricordo male, il conto energia è per venti anni, correggimi se
sbaglio. Quindi nei dodici anni successivi vuol dire che c'è un introito, cioè non c'è solo la copertura
delle spese, ma c'è un guadagno. Quindi la cosa positiva da evidenziare è pure quella. Non so se puoi dirle
queste cifre, io ti faccio questa domanda perché sembra interessante.
FRANCO LOMATER. Sì poi faremo pagare il costo energia della serata al Comune di Saluggia. Io prima ho
riassunto molto rapidamente. Passiamo da un primo anno in cui il profitto comunque vi è di 4'000 € circa.
Questo calcolo è stato composto dagli incentivi in conto energia, un costo dell'energia acquistata, un risparmio
dell'energia non acquistata e poi il risparmio per il gas non utilizzato. Sto parlando della struttura nella quale siamo
ospitati e sempre per un impianto da 20 kilowatt. I nostri conti economici che abbiamo fatto fare da un nostro consulente
ci portano ad un rapido riassunto che posso ripresentarvi brevemente. Si parte dai 4'000 € circa dei primi cinque
anni, parlo di introiti al Comune, nonostante gli investimenti, nonostante il costo per pagare il mutuo, nonostante il
costo per l'ammortamento quindi chiamiamolo come volete, a fronte di un risparmio di energia acquistata, a fronte di un
risparmio di gas da acquistare e poi si passa, sempre con una crescita tendenziale del costo delle materie prime che noi
andiamo a bruciare, gas e dell'energia elettrica, si passa nei successivi cinque anni ad un profitto al netto comunque
della rata di mutuo di cui si è detto già prima, che si aggira attorno a 5, 6'000 €. E arriviamo ad una
decina di anni. Dal decimo anno al ventesimo circa, questo profitto netto si sposta tra i 6, 7'000 € e i 10'000
€. E arriviamo all'anno in cui termina l'incentivo in conto energia, ma termina anche tutta la nostra rata di mutuo.
Per cui andiamo a un profitto netto che si sposta poi tra i 10'000 € e i 15, 16, 17'000 € tendenziali. Questo
è stato il motivo economico, aldilà dell'aspetto ambientale, che ci ha fatto riflettere su queste nostre
scelte e poi non voglio far soccombere troppo il Sindaco di Saluggia, ma volevo soltanto aggiungere che i costi sono
220'000 più 180'000, magari così ci ripensa
PUBBLICO. E invece, visto che non ha detto il costo dell'incentivo per l'energia risparmiata col fattore della luce
esterna
FRANCO LOMATER. Spero l'abbiano sentita tutti la domanda. Chiedeva i vantaggi dovuti al fatto che si sia progettata
sulla scuola materna un metodo per risparmiare, quello che poi diceva la presidentessa un attimo fa, proprio per
risparmiare già sul consumo che si fa. Non ho purtroppo i dati alla mano, non li ho al seguito, ma sono a
disposizione. Se volete poi verificarlo, in Comune abbiamo ovviamente tutto il progetto completo, che abbiamo già
visto in Commissione Ambiente. Qui c'è il consigliere Giovannini che ha preso parte e sono ovviamente computi
distinti quello derivato dalla produzione di energia fotovoltaica rispetto a quello che si va a risparmiare inserendo
tutta una serie di dispositivi ovviamente cambiando lampade, ovviamente cambiando metodi, interruttori, cellule per il
rilevamento dell'accesso e dell'uscita dai locali, eccetera.
SILVANO RAISE. Va bene. Ci sono altre domande? Se non ci sono altre domande noi vi ringraziamo di aver partecipato
all'iniziativa. Chiudiamo qua la serata. Volevo solo dire che abbiamo lasciato sul tavolo, per tutti i partecipanti, una
bottiglia dell'acqua radioattiva di Saluggia e un adesivo con il motto del Comitato che riteniamo che sia sempre reale:
"meglio attivi oggi che radioattivi domani" e vi invitiamo comunque a vigilare sulla salute e sull'ambiente che
vi circonda. Grazie.
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