Rondissone - Il Comitato Arcobaleno, nel suo terzo anno di
attività, ha organizzato una serata sulla questione nucleare a 20 anni dal
referendum con cui milioni di Italiani chiusero per sempre la porta al nucleare.
"Ora - si legge sul volantino di invito - qualche politico, che bada più al
proprio interesse che alla salute dei cittadini, cerca di farlo rientrare dalla
finestra. Noi siamo sempre attenti e siamo altrettanto contenti nel vedere che, dove il
Comitato è intervenuto in maniera pressante, le Amministrazioni coinvolte si sono
convertite a scelte più ecologiche".
L'argomento principale della serata è stato il fotovoltaico e, in modo
particolare, si è cercato di rispondere alle domande:
- Che ricadute avranno sull'ambiente queste scelte?
- Che cosa comporteranno tali scelte per i cittadini?
- Quali i costi ed i ricavi di tali progetti?
Hanno partecipato come relatori il Sindaco di Rondissone (Franco Lomater), il Sindaco
di Saluggia (Marco Pasteris), la Presidente della Commissione Ambiente alla Regione
Piemonte (Paola Barassi) ed il responsabile energia di Legambiente e Pro Natura
Vercelli (Gian Piero Godio).
Moderatore della serata è stato Silvano Raise (portavoce del Comitato Arcobaleno)
che ha innanzi tutto tenuto a sottolineare la propria solidarietà e quella
dell'intero Comitato, ai lavoratori
della SORIN in cassa integrazione ed ai tre ambientalisti che sono stati denunciati
durante i noti fatti del 24 Gennaio 2006. Quella nucleare - ha proseguito Raise -
è una scelta deleteria che oggi viene riproposta solo da chi ne può
ricavare un proprio tornaconto, pensando più all'oggi che al domani. Non
può nemmeno definirsi una scelta economicamente vataggiosa, basti pensare che
dal 2000 al 2005 sono stati spesi 796 M€ e sono previsti un totale di 4'200
M€ a fine decommissioning. I due Sindaci di Saluggia e Rondissone hanno fatto
una scelta diversa: il fotovoltaico.
Il primo relatore chiamato a parlare è la Presidente Barassi.
- Paola BARASSI (Presidente Commissione Ambiente Regione Piemonte)
Ha descritto la petizione che ha raccolto più di 5'000 firme e che, assieme alle
proposte di SOGIN di costruire due nuovi depositi a Saluggia, hanno portato alla
formulazione di due O.d.G. in cosiglio regionale che sanciscono il no al nucleare. Le
specifiche parti che riguardano il rifiuto al nucleare sono state approvate
all'unanimità. E' stato anche presentato un disegno di legge per la
"protezione dai rischi di esposizione a radiazioni ionizzanti", ma dopo un
anno, ancora non si è fatto nulla. Sono inoltre state fatte delle interrogazioni
all'assessore regionale De Ruggiero su come usare i fondi compensativi. In modo
particolare si pensa di preparare una proposta affinchè, a partire dalla prossima
finanziaria, queste compensazioni vengano usate a scopi ti tipo ambientale. Infine si
auspica che qualsiasi tipo di percorso venga seguito, questo possa essere condiviso e
partecipato.
- Gian Piero Godio (Responsabile Energia di Legambiente e Pro Natura Vercelli)
Sulla questione nucleare molto rimane ancora da fare. A Saluggia SOGIN intende
costruire 2 depositi "temporanei", ma effettivamente definitivi perchè il
deposito nazionale che dovrebbe ospitare anche le scorie di Saluggia, ancora non
c'è. Il ricorso che era stato presentato dagli ambientalisti contro l'ordinanza
(ancora vigente) del generale Jean sulla costruzione dei depositi verrà discusso
al Consiglio di Stato il 5 dicembre prossimo. Due parole anche su questa mania del
riprocessamento (metodo utilizzato per l'estrazione del plutonio). A Saluggia l'EUREX
è stato un impianto pilota per il riprocessamento italiano: ecco perchè
abbiamo così tanti rifiuti sul nostro territorio. Le barre italiane andranno al
riprocessamento in Francia a partire dalla prima metà di dicembre con partenza
da Caorso. Gli ambientalisti comunque non staranno a guardare anche perchè questi
rifiuti, una volta riprocessati, torneranno tutti indietro. La Francia si terrà
solo il plutonio che, come è noto, viene impiegato soprattutto per scopi di tipo
militare. A questo proposito Godio presenta una
proposta di legge di iniziativa popolare
per un futuro libero da armi nucleari. Tale proposta è stata annunciata
nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26/07/2007.
- Marco Pasteris (Sindaco di Saluggia)
A Saluggia esistono due diversi problemi. Il primo riguarda Avogadro che verrà
svuotato entro la primavera del 2011, ma stanno facendo pressioni su SOGIN
affinchè il lavoro possa essere terminato entro dicembre 2010. Non intende
autorizzare l'arrivo di altro materiale radioattivo sul nostro territorio. Il
secondo problema sono le scorie liquide. A tal proposito verrà costruito un
impianto il Cemex per la cui autorizzazione esiste già il sì della Regione,
ma nulla è stato ancora deciso a livello statale. Oltre al Cemex sono in
previsione due depositi: il D2 (di grandi dimensioni) ed il D3 (più piccolo).
L'Amministrazione comunale è daccordo sulla solidificazione dei rifiuti liquidi,
ma non per la costruzione di depositi di grandi dimensioni. La proposta è di
trasformare i due depositi temporanei in depositi di "transito" quindi
più piccoli. Sulle compensazioni è daccordo per l'utilizzo a scopo
ambientale. A Saluggia verranno utilizzate essenzialmente per dare contributi a chi
volesse mettere in funzione impianti fotovoltaici ad uso domestico, per un accurato
studio epidemiologico e per utilizzare energia alternativa negli uffici pubblici. Dalla
Provincia cercherà di ottenere la costruzione della tangenziale per cercare di
alleviare il traffico cittadino.
- Franco Lomater (Sindaco di Rondissone)
I problemi del nucleare non sono ancora stati risolti, ma dobbiamo guardare oltre e
la strada del fotovoltaico sembra essere quella più percorribile. A Rondissone
verranno fatti due interventi. Il primo riguarda l'intero complesso del Polivalente.
Il lavoro verrà a costare 220'000 € circa finanziato con mutuo ventennale
recuperato completamente nei primi 8 anni. I vantaggi saranno palpabili anche per
l'ambiente con una altissima riduzione di anidride carbonica. Il secondo intervento
riguarda la scuola materna. Anche qui come per il Polivalente verranno utilizzate
cellule fotovoltaiche più pannelli solari per avere l'acqua calda. Le cellule
del fotovoltaico sono molto resistenti, sono state fatte numerose prove tecniche volte
proprio a garantire la resistenza e comunque, in caso di danni, è stata accesa
una assicurazione a costi bassissimi. Lo scorso fine settimana è stato al
convegno sull'energia di Baveno.
Si è parlato molto di tutte le possibili forme di energia alternativa a quella
fossile, ma sul nucleare non sono state date certezze di alcun tipo.
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