ASSEMBLEA DEL 5 OTTOBRE 2007 - Versione stenografica Stampa questo articolo Stampa    Invia questo articolo Invia

MARCO PASTERIS, Sindaco di Saluggia. Vi porto il saluto dell'Amministrazione comunale, di tutti gli Assessori. Vi ringrazio di aver partecipato a questa serata che è una serata informativa, una serata di aggiornamento sulla questione del nucleare di Saluggia alla luce anche dei nuovi sviluppi che abbiamo avuto nel corso di questa settimana e di questi mesi che sono stati successivi all'elezione della nuova Giunta comunale. Ci sono effettivamente dei fatti nuovi. Dei fatti naturalmente più percettibili dei quali penso che voi abbiate avuto notizia e che sono l'arrivo finalmente delle compensazioni nucleari quelle previste dalla legge 368 del 2003, quindi l'arrivo a Saluggia di 5'712'500 euro e questo è un fatto estremamente positivo. Naturalmente sono arrivati anche a Trino, sono arrivati in provincia di Vercelli e questo denaro verrà poi speso nuovamente sul territorio di Saluggia. D'altra parte rimangono ancora dei problemi insoluti che vanno affrontati e che riguardano la messa in sicurezza e l'allontanamento delle barre da Saluggia. Io ho detto delle cose, in questo periodo, importanti a proposito di questi due argomenti e penso anche significative. Ci sono due luoghi diversi a Saluggia che ospitano il nucleare: uno è il deposito AVOGADRO, l'altro è l'impianto EUREX. Relativamente al deposito AVOGADRO sappiamo che oggi ospita 30 tonnellate di materiale radioattivo in forma solida e sappiamo anche che, come è stato detto al Tavolo della Trasparenza che si è tenuto a luglio a Torino, questo materiale dovrebbe essere allontanato entro la primavera del 2011. Io ho chiesto esplicitamente al Tavolo della Trasparenza a Torino che venga rispettato invece il termine del 31 dicembre 2010 che poi è il termine dell'autorizzazione in deroga da parte del Ministero. Quindi una netta accelerazione dell'allontanamento del materiale contenuto nell'AVOGADRO da Saluggia. Per quanto invece riguarda la situazione dal'EUREX, è un po' più complessa nel senso che comunque la piscina adesso deve essere svuotata dopo che il materiale è stato allontanato e soprattutto va messo in sicurezza il materiale che risulta comporre i rifiuti liquidi, quello quindi ad altissima attività e a bassa e media attività. Di tutto questo se ne parlerà questa sera, si parlerà anche della questione contaminazione perché i relatori che sono seduti al tavolo vi possono illustrare e fare un attimo il punto della situazione. Io lascio adesso la parola al mio Assessore all'Ambiente, Ferdinando Anselmino, che naturalmente ha seguito le operazioni con me di questo periodo e che farà anche da moderatore e passerà la parola ai vari personaggi che ci sono al tavolo, dopodiché ci sarà un momento di ascolto, nel senso che i presenti potranno intervenire e fare liberamente a coloro che ci sono al tavolo delle domande. Grazie per adesso, io passo la parola a Ferdinando Anselmino.

FERDINANDO ANSELMINO, Assessore con delega all'Ambiente del Comune di Saluggia. Grazie Marco per il tuo contributo. Buona sera a tutti. In questa serata io cercherò di essere molto veloce perché è dedicata a voi e ne faremo ancora altre. Quindi l'appuntamento sarà anche per la prossima volta. Ho solo una piccola comunicazione da fare: ha telefonato il dott. Bollettini che è un braccio destro del Ministro Bersani, diciamo quello che si occupa di energia. L'abbiamo conosciuto due settimane fa quando siamo stati a Roma al Ministero per la riunione proprio con il Ministro Bersani. Ha detto che per questione di tempo non riuscivano ad essere presenti, comunque ci hanno salutato, hanno detto di salutarvi, hanno anche detto che quello che era stato garantito in quella riunione lo stanno facendo, si sono già mossi, abbiamo già visto comunque che il CIPE è finalmente riuscito a firmare per queste compensazioni grazie anche all'appoggio del Ministro. Una cosa imminente è l'argine della SORIN che sicuramente è una cosa indispensabile. Anche questo ha garantito che andrà avanti e si daranno da fare anche loro per aiutarci e poi via via tutte le altre cose. Bene adesso passo subito la parola ai nostri relatori che ringrazio appunto per aver accettato il nostro invito. Voglio solo dir loro di essere molto sintetici perchè in effetti la cosa più importante sono le domande che ci faranno i nostri cittadini per saperne di più su questo problema. Io passerei la parola a SOGIN che ci spiega appunto tutto quello che è stato fatto, quello che si sta facendo e quello che si dovrà fare. A chi passo la parola? Al dott. Bolla? Prego.

Ing. GIUSEPPE BOLLA, responsabile licensing SOGIN. [commentando slides] Buona sera a tutti. Innanzitutto io devo ringraziare l'Amministrazione comunale perché credo che questi momenti di informazione e anche di dibattito eventualmente, siano momenti molto importanti. Questa sera cercherò di essere molto veloce e di spiegare un po' come ci stiamo muovendo, i programmi che abbiamo su Saluggia proprio perché penso che poi sia giusto lasciare tempo anche al dibattito ed a eventuali richieste. Premetto che anche in prospettiva, noi siamo ovviamente non solo disponibili, ma molto contenti se riusciamo ad organizzare altri momenti di questo tipo perché penso che sia molto importante l'informazione e quello che vogliamo fare è proprio muoverci nel massimo della trasparenza. Come sapete noi siamo una società pubblica, abbiamo un mandato: dobbiamo cercare di mettere in sicurezza tutti questi impianti di cui siamo responsabili e quindi credo che sia giusto che noi ci muoviamo proprio apertamente e speriamo che anche quello che stiamo mandando avanti possa essere condiviso. Come sapete la SOGIN ha avuto quest'anno un nuovo Consiglio d'Amministrazione, il nuovo Amministratore è il dott. Romano che ha preso atto di certi problemi che ci sono stati nel passato e quindi agli inizi di agosto è stato varato un nuovo piano industriale di SOGIN. Farò un discorso un po' generale perché credo che sia importante proprio capire come vogliamo muoverci almeno in prospettiva, poi andremo nello specifico sui problemi di Saluggia ovviamente. Quali sono le linee guida di questo piano industriale: una netta accelerazione delle attività di decommissioning. Siamo convinti che è importantissimo accelerare le attività di decommissioning perché questi sono impianti che esistono, sono impianti che invecchiano, sono impianti che tecnologicamente cominciano ad aver dei problemi dopo tanti anni, si vede l'esempio della piscina, e quindi diciamo accelerare tutta una serie di attività che portano al condizionamento dei rifiuti passati, alla caratterizzazione dell'impianto ed anche poi all'attività vera e propria di smantellamento e di messa in sicurezza dell'impianto stesso. Questo può essere fatto con un patto per le istituzioni. Questo perché quello che si fa non può dipendere solo da SOGIN, è il Sistema italiano che deve, dimensionarsi ed attrezzarsi per fare questa attività. Come sapete non è solo Saluggia, ma anche una serie di altri siti. Noi vogliamo mettere in campo un forte recupero di efficienza e questa è la linea guida che ha condotto a fare le previsione del piano industriale fino al 2011. Abbiamo messo in campo un progetto sicurezza, poi vedremo cos'è, proprio con l'obiettivo di lavorare nel massimo della sicurezza non solo per chi lavora dentro l'impianto, ma anche per la popolazione e per l'ambiente. Abbiamo intenzione di valorizzare i siti anche in prospettiva e di valorizzare le competenze che la SOGIN ha e che matureranno ancora di più svolgendo queste attività anche sul mercato internazionale. Come sapete il decommissioning degli impianti è un'attività fisiologica, è quello che è la fine vita di un impianto. Nel mondo molti impianti ormai si avviano a fine vita, stanno fermandosi e quindi l'attività di decommissioning avrà un grosso sviluppo per il futuro e noi riteniamo che il fatto di far bene in casa nostra certe cose, ci possa permettere anche di proporci sul mercato internazionale. Cosa vuol dire “un nuovo patto con le istituzioni”: vuol dire accelerare un quadro normativo in linea con la prassi internazionale. Noi non crediamo che l'Italia debba essere di più di tutti gli altri Paesi europei o del mondo, però è importante che il sistema funzioni. Deve funzionare la SOGIN, deve funzionare il sistema esterno che deve prendere le decisioni e ci deve dare le autorizzazioni. Ovviamente tutto questo vuol dire: delle regole che funzionino ed un dimensionamento corretto di tutte queste strutture. Quello che è successo in Italia è che il nucleare, dopo che è stato fermato nel '87, tutti pensavano che i problemi fossero risolti e quindi, diciamo, il sistema è diventato un po' farraginoso. Noi ci muoveremo certamente per fare in modo che tutto questo migliori. Autorizzazioni: è un punto importante. Voi sapete che tutte le attività che facciamo partono da una proposta nostra anche in termini tecnici, ma poi devono essere autorizzate. Sono autorizzazioni a livello nazionale, a livello locale ed anche questo è un sistema che deve funzionare. E soprattutto noi stiamo proponendo un sistema di remunerazione. Cioè noi stiamo chiedendo un sistema regolatorio. Voi sapete che le attività di SOGIN sono finanziate attraverso la lista elettrica. Noi vogliamo che il sistema ci impegni a recuperare efficienza e quindi discuteremo la nostra proposta con l'autorità per l'energia elettrica ed il gas. Un programma, dei costi di questo programma e dei tempi di questo programma e su questo giocarcela tutta: quindi impegnarci a lavorare in modo industriale. Come dicevo prima è stato varato già da un po' di mesi un piano per, diciamo, un progetto sicurezza. Qui abbiamo cercato di sintetizzare un po' quali sono le linee di intervento di questo progetto e la cosa sta andando avanti anche sull'impianto di Saluggia ovviamente. Come sapete la sicurezza è una sicurezza, diciamo, convenzionale, radio protezionistica, ma anche una sicurezza nucleare. Il tutto vien messo insieme da una cultura della sicurezza: cioè chi opera in questo campo devono essere persone consapevoli, che sanno come muoversi, sanno come gestire. Siamo convinti che è importante che l'impianto sia in una situazione sicura, ma è molto importante che venga anche gestito da persone che sanno cosa fare e come trattarlo. Quindi è già partito un grosso programma di intervento proprio sulla cultura di tutto il personale che lavora nella nostra società. Vogliamo fare in modo che l'impianto, con tutti i suoi sistemi, sia un impianto adeguato a gestire questa situazione. Tradotto in parole povere: cioè questi impianti sono ancora gestiti con tutta una serie di sistemi, parlo anche dell'impianto di Saluggia, che erano quelli che servivano quando l'impianto faceva certe cose. Alcuni di questi sistemi, in questo momento, non servono più, altri servono ancora, altri ancora, magari di nuovi, sono importanti per gestire questa situazione, quindi bisogna in qualche modo identificare quella che è la situazione di una impiantistica giusta per gestire tutto quello che c'è da fare e consolidarla anche con tutti i documenti di licenza. Stiamo cercando di migliorare su tutti i siti una serie di criticità impiantistiche su cui intervenire di corsa e, sarà fatto penso a brevissimo, proponendo una nuova organizzazione che gestisca in modo corretto tutte queste attività che stiamo facendo adesso e nei prossimi anni. In particolare ci saranno delle proposte anche di nuovi regolamenti di esercizio e un documento di legge che identifica le responsabilità di tutte le persone che lavorano sull'impianto e che vale anche per la sicurezza. Penso che ne discuteremo con l'autorità di controllo nei prossimi mesi perché anche qui io dico è importante avere una situazione gestionale che sia in grado di tenere sotto controllo tutto quello che si fa. Stiamo mandando avanti dei processi di formazione ed informazione e riteniamo anche che sia molto importante che tutto questo che stiamo facendo venga comunicato sia all'interno che verso l'esterno. Quindi metteremo in piedi certamente dei programmi di comunicazione che interesseranno, diciamo, sia le persone che lavorano all'interno dei nostri impianti, ma anche le istituzioni e le persone all'esterno. Per dare un'idea degli investimenti che stiamo facendo su questo progetto, sono 80 M€ nei prossimi 30 mesi di cui 72 per mettere a punto le criticità impiantistiche e 8 M€ per formazione e comunicazione. Possiamo andare avanti, poi questa presentazione comunque penso che la lasceremo a disposizione, quindi io cerco di stringere proprio per … Qui si spiega un po' meglio qual è l'esame delle configurazioni impianto, l'adeguamento impiantistico. Ecco per esempio qui per l'impianto di Saluggia, questa attività è partita coinvolgendo sia le persone che lavorano sull'impianto sia strutture di ingegneria di sede centrale e quindi su questo c'è un impegno a identificare proprio tutto quello che serve per gestire in modo ordinato questo impianto. Questa è un'attività che è partita all'inizio di quest'anno, che noi riteniamo di poter chiudere, con tutte poi anche le misure impiantistiche che servono, entro il 2009. Dal punto di vista organizzativo e gestionale stiamo pensando di mettere in piedi delle regole, diciamo gestionali che sono comuni fra tutti i siti, nei limiti di quello che è ovviamente il buon senso. Stiamo proponendo, proporremo all'autorità di controllo un aggiornamento di tutte le regole della licenza, quindi identificheremo quelle che sono le regole del gioco da rispettare, diciamo, in questa situazione. Ci stiamo impegnando pesantemente su tutte le procedure, i controlli di radioprotezione sia per garantire i lavoratori dell'impianto sia per garantire anche i controlli ambientali e cercheremo di lavorare con fornitori qualificati, quindi faremo un albo dei fornitori, chiederemo delle ditte che lavorano in garanzia/qualità in controllo/qualità quindi, insomma, cerchiamo di fare in modo che tutti quelli che saranno interessati a queste attività lavorino in modo che garantisca tutti quanti. Stiamo mettendo in piedi le linee guida della formazione e dell'informazione e sono già partiti dei processi di addestramento delle persone che riteniamo molto importanti perché, come dicevo, è anche la gestione e la qualità delle persone che può garantire la sicurezza sia dell'impianto sia dell'ambiente esterno. In particolare su Saluggia cosa si sta facendo? Beh una criticità impiantistica che penso molto evidente è quella della piscina, poi adesso entreremo un po' nel merito di quello che si sta facendo, comunque esiste una task force che è stata creata proprio per intervenire e risolvere questo problema e c'è un programma di lavoro molto impegnativo direi, perché impegna pesantemente le strutture ingegneristiche, ma anche tutto il personale che sta lavorando sull'impianto. Riteniamo di poterlo rispettare ed anche, forse, potremo anticipare anche un po' i tempi. Su tutto l'impianto stiamo facendo un grosso riassestment dell'impianto di ventilazione. Sapete che la ventilazione è un sistema molto importante per garantire che all'interno dell'impianto tutta la radioattività sia confinata nel modo giusto. Ci sono tanti locali in depressione, cioè proprio il progetto dell'impianto nasce per fare in modo che il sistema di contenimento e quindi anche la ventilazione funzionino in modo da garantire che nelle zone contaminate dove c'è attività e radioattività non esca niente. Quindi stiamo rivedendo tutti i sistemi ed identificheremo eventuali modifiche per poter garantire anche questo. Partirà, è già partita per una fetta, ma partirà in modo complessivo ed in modo sistematico la caratterizzazione di tutti i rifiuti che abbiamo. Voi sapete che l'impianto EUREX ha prodotto, nel corso del suo esercizio, tutta una serie di rifiuti. In questo momento sono stoccati sull'impianto in varie zone e riteniamo che per decidere cosa farci, come dimensionarli, sia importante la loro caratterizzazione, quindi sapere in modo preciso, tutto il contenuto in termini sia di componenti, sia di radioattività che c'è in questi rifiuti. Questo permetterà di identificare al meglio le tecniche di condizionamento e di trattamento definitivo. E' in programma, come sapete, il trasferimento dei rifiuti liquidi ad alta attività. Stiamo facendo un nuovo parco serbatoi, è praticamente completato, sono già state fatte tutte le prove a freddo ed entro quest'anno speriamo di poter fare il trasferimento di questi liquidi nel nuovo sistema. Altre cose in cui ci stiamo impegnando è proprio mettere in ordine in modo complessivo i rifiuti a bassa attività sul sito. Queste sono le criticità che sono state individuate su questo impianto e su questo ci sono dei programmi di intervento già in atto. C'è un impegno, come dicevo, di informazione sistematica. La SOGIN ha deciso che ogni comune sarà dotato di un centro di informazione, un info point con l'obiettivo di comunicare con un linguaggio semplice e diretto tutte le iniziative e le attività di SOGIN stessa. Quindi tutti saranno informati di quello che si sta facendo, dei programmi, di come vanno avanti, dei problemi incontrati ed eventuali inconvenienti. Forniremo anche aggiornamenti sul monitoraggio ambientale. Voi sapete che questo è sistematico. Tutti questi impianti sistematicamente fanno dei controlli ambientali proprio per garantire, diciamo, l'esterno dell'impianto. Ora tutti questi dati saranno messi a disposizione. Questo anche nell'ottica di superare le percezioni negative attribuite al nucleare e rafforzare, diciamo, un rapporto di fiducia e condivisione che è importantissimo per poter andare avanti in modo sinergico su tutte le attività che sono programmate. L'altro obiettivo è creare uno spazio polifunzionale per conferenze ed incontri periodici. Cosa è stato completato su Saluggia. Come dicevo, praticamente è stata completata la struttura del nuovo parco serbatoi. Nell'anno scorso sono stati fatti tutti i collaudi a freddo. Tutte queste prove sono state messe a disposizione dell'autorità di controllo. Penso che adesso, a novembre, potremo cominciare le prove a caldo e quindi di fatto il trasferimento dei rifiuti liquidi dai vecchi serbatoi a questi nuovi. Noi siamo fiduciosi. L'impegno è di riuscire entro dicembre a garantire questo trasferimento. Poi c'è la piscina. Come dicevo prima è stata istituita una task force. Sapete che è stato concluso a luglio il trasporto del combustibile, che era un presupposto per poter poi intervenire e bonificare completamente la piscina. E quindi adesso stiamo lavorando dentro la piscina, poi vedremo i programmi per i prossimi mesi. In quest'ambito c'è stato un ampliamento di tutte le reti di monitoraggio ambientale. In questo momento ci sono 41 piezometri per il monitoraggio della falda superficiale, con campionamenti sistematici che facciamo noi come SOGIN, ma sono svolti anche in parallelo dall'ARPA provinciale. Sulla piscina: due parole sul programma di svuotamento. Come sapete in questa piscina c'erano una serie di oggetti che erano legati un po' alla storia di tutte le attività che erano state fatte nella piscina. Quindi c'è stata una prima fase di lavoro in cui è stata fatta la rimozione di questi oggetti, un adeguamento di tutti i sistemi ausiliari per poter lavorare e poi è iniziata una prima fase di pulizia della piscina che è stata svolta da una ditta specializzata americana che la sta facendo in tutto il mondo. Questa prima fase è stata completata e questo ha permesso di poter sviluppare tutte le attività di trasferimento del combustibile che era presente nella piscina. Questa attività è stata completata a luglio di quest'anno. Noi adesso stiamo continuando a completare la rimozione di tutti gli oggetti che sono presenti nella piscina, quindi i sistemi ausiliari, i componenti e, alla fine di tutta queste attività, continueremo nella pulizia e poi ci sarà lo svuotamento e la bonifica definitiva della piscina che permetterà di avere una piscina vuota, senz'acqua e con tutte le attività confinate. Qui abbiamo fatto vedere qualche foto delle attività. Io vorrei far notare che questa attività non è stata banale anche in termini di progettazione e poi di gestione perché vista la storia della piscina, la configurazione, noi abbiamo dovuto progettare un sistema di trasferimento del combustibile tutto in aria. E' stato un progetto significativo, impegnativo, è andato avanti nei tempi che avevamo previsto con la sinergia di tutti, noi che ci siamo impegnati in un certo modo, le ditte di progettazione che ci hanno aiutato a realizzare il progetto ed a fare i componenti nei tempi giusti, l'autorità di controllo che ha seguito tutto passo passo, e ci ha dato tutte le necessarie approvazioni anche per questa attività. Qui c'è qualche foto, vedete che c'era questa grossa campana schermante che ospitava gli elementi di combustibile in aria, perché normalmente, come sapete, tutti gli spostamenti di combustibile vengono fatti sott'acqua in modo da garantire eventuali problemi di dose. Qui non era possibile. Questa attività è stata fatta, è stata fatta bene ed è stata completata con soddisfazione. Sono stati fatti 10 trasporti e tutto il combustibile in questo momento è in AVOGADRO. Le fasi successive, vedete qui i programmi, entro novembre noi vorremmo chiudere con la evacuazione di tutti i componenti che ci sono nella piscina come dicevo, partirà poi ancora la ditta americana per questa pulizia e, alla fine, ci sarà il trattamento ed il rilascio dell'acqua di piscina che contiamo di fare entro marzo 2008. Stiamo progettando anche in parallelo una serie di campionamenti e di verifiche che faremo con carotaggi e caratterizzazioni di tutti i terreni sotto la piscina per garantire comunque,anche quando è vuota, che tutto sia a posto. Sapete che si sta facendo, anche legato a questo problema, un monitoraggio ambientale molto spinto. Come dicevo prima ci sono tutta una serie di misure che noi facciamo soprattutto all'interno dell'impianto e che fa l'ARPA in parallelo su questi pozzetti ed anche all'esterno. Credo sia doveroso confermare quello che è sempre stato detto: i valori riscontrati a tutt'oggi non hanno alcuna rilevanza radiologica per la popolazione. Abbiamo dato, in seguito anche una serie di accordi, una disponibilità ad approfondire l'attività di monitoraggio ambientale partecipando ad una campagna di campionamento su 67 punti all'esterno dell'impianto, quindi al di fuori, diciamo, della nostra giurisdizione. Un'attività che è stata progettata e seguita di concerto con ARPA, Regione Piemonte, Consorzio Comuni Acquedotto del Monferrato e tutte le istituzioni interessate. C'è stato questo comitato che ha deciso una serie di monitoraggi esterni. Questi sono stati effettuati proprio adesso, mi sembra, a metà settembre e si stanno analizzando i risultati. Nuovo parco serbatoi, dicevo prima, anche qui siamo in dirittura d'arrivo. Qui c'è uno schemino. Questo nuovo parco ospiterà i rifiuti liquidi a più alta attività. E' progettato direi anti tutto e quindi garantirà veramente la massima sicurezza di questi rifiuti in attesa del loro condizionamento. Speriamo entro dicembre di poter fare le prove calde e di completare il trasferimento. Resta tutta una serie di problemi di sistemazione dei rifiuti a bassa attività sul sito. Noi come esercente riteniamo importante sistemare in condizioni più idonee i rifiuti già presenti sul sito derivanti dal passato esercizio dell'impianto e qui, secondo noi, è necessario procedere ad una ristrutturazione dei depositi esistenti ed alla realizzazione di nuovi volumi, provvisori ovviamente, in attesa della realizzazione del deposito nazionale. Quindi questo permetterà di stoccare i rifiuti nella massima sicurezza, ma solo per il tempo strettamente necessario per custodirli prima del conferimento nel deposito nazionale, il trasferimento definitivo, quindi sono depositi di passaggio sostanzialmente che garantiscono comunque di tenere in migliore sicurezza tutti i rifiuti esistenti sul sito. Ovviamente questi edifici saranno dimensionati solo per contenere i rifiuti prodotti esistenti ad EUREX. Stiamo ripianificando un po' tutta questa attività e penso che a breve potremo proporre un programma di interventi anche all'esterno. Sul CEMEX voi sapete che è il progetto di condizionamento dei rifiuti ad alta attività. E' un progetto presentato. Stiamo consolidando alcune scelte progettuali, penso a presto saremo in grado di definire qualcosa di definitivo. Su questo stanno andando avanti le autorizzazioni, in particolare la Regione Piemonte ha già fornito il parere positivo nell'ambito della procedura di valutazione dell'impatto ambientale e noi stiamo, in parallelo, sempre sotto la sorveglianza APAT, conducendo tutte le prove di qualifica delle miscele e del manufatto definitivo. Sui nuovi pozzi. Sapete che è stata completata la trivellazione di due nuovi pozzi. Stiamo facendo tutte le attività civili e provvisorie propedeutiche, di cantiere, per mettere in piedi anche i manufatti nuovi. Sapete che questi pozzi hanno cominciato la loro prova di emungimento. E' una prova che dura un anno e quindi riteniamo in parallelo di fare tutto il manufatto definitivo e quindi ad arrivare a fine del 2008 con il nuovo sistema disponibile. Si è parlato prima dello spostamento del combustibile. Anche qui, è noto, c'è un accordo Italia/Francia che ci ha permesso poi di stipulare un contratto con Areva per il trasferimento ed il riprocessamento del combustile irraggiato. In questo momento il contratto prevede comunque di rispettare i tre anni che ci sono nella prescrizione, quindi noi contiamo di in iniziare i trasporti nell'aprile 2010 per il combustibile che proviene da EUREX e chiudere a luglio, poi di andare in sequenza col combustibile che già prima era in AVOGADRO, combustibile che proveniva dagli impianti di Trino e del Garigliano. Io confermo comunque che noi ci stiamo muovendo con Areva per cercare di stringere anche questi tempi che sono comunque tempi tecnici, nel senso che, mentre da altre parti, i contenitori di trasporto esistono, qui, per questo particolare tipo di combustibile e di struttura, per le dimensioni e tutto quanto, c'è bisogno di progettare dei nuovi contenitori di trasporto, di costruirli, di farli licenziare. Però su questo c'è un impegno forte nostro a fare in modo che Areva possa ridurre anche questi tempi. Penso di aver dato un po' una panoramica di quello che c'è in ballo in questo momento. Volevo solo sottolineare che sta partendo anche il progetto di un programma che tenga conto proprio di progettare tutta una serie di interventi che non riguardano questi primi interventi che sono ovviamente i primi da fare cioè mettere in sicurezza quello che c'è, ma tutto quello che serve poi per arrivare alla dismissione completa dell'impianto. Non sono investimenti banali. Tenete conto che nei prossimi 5 anni, il piano industriale di SOGIN prevede di spendere più di 70 M€ solo per le attività di decommissioning di questo impianto. Ringrazio dell'attenzione e sono disponibile ovviamente per tutti i chiarimenti che fossero necessari.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie dott. Bolla, adesso molto velocemente passo la palla al dott. Mezzanotte di APAT che è il controllore del gestore SOGIN.

Dott. ROBERTO MEZZANOTTE, Direttore Dipartimento Nucleare, Rischio tecnologico ed Industriale. Grazie. Voglio ringraziare il Sindaco e il Comune per questo invito che mi offre la possibilità di prendere un contatto diretto con persone che sono certamente le più interessate, le più direttamente coinvolte sui problemi che noi trattiamo. Mi sembra questa una iniziativa ottima e dichiaro sin d'ora che tutte le volte che sarà ripetuta noi cercheremo sempre di essere presenti. Io mi terrei proprio al minimo indispensabile in questo intervento in modo da lasciare spazio a tutte le risposte che possono essere date a eventuali domande. Volevo solamente sottolineare un aspetto. L'ing. Bolla ha detto come il piano industriale SOGIN, il nuovo piano industriale SOGIN sia basato su un punto essenziale che è il primo punto, quello dell'accelerazione dei programmi di decommissioning. E questo è un obiettivo che, devo dire, noi condividiamo pienamente. Condividiamo pienamente non solo per gli aspetti di decommissioning strettamente detti, strettamente intesi, ma per tutte le attività che debbono essere svolte sull'impianto per la messa in sicurezza che è prodromica rispetto alle vere e proprie attività di smantellamento dell'impianto. Qui a Saluggia c'è un esempio direi clamoroso di quanto sia necessario procedere in tempi assolutamente diversi rispetto a quelli che abbiamo conosciuto fino ad oggi. L'esempio è quello della sistemazione dei rifiuti liquidi. Voi sapete che per questi rifiuti ci sono state una serie addirittura di prescrizioni che, di volta in volta, sono state oggetto di rinvio. L'ultima è quella che sarebbe scaduta nel 2005, che nell'ultimo punto dei termini di quella prescrizione ha subito un ulteriore rinvio; perché? Perché di fatto non era stato fatto nulla per rispettarla. E debbo dire questa non è una, va detto, non è una responsabilità che grava sull'attuale esercente che aveva preso appunto la responsabilità di quell'impianto in tempi poco anteriori rispetto a quell'ultima scadenza e quindi nulla avrebbe potuto fare per correggere, diciamo, l'andamento negativo in pochi mesi. Voi sapete che anche l'APAT come la SOGIN ha una nuova amministrazione da circa un anno e debbo dire che la nuova amministrazione non ama molto il rinvio delle prescrizioni. Una prescrizione rinviata, una prescrizione prorogata più e più volte, vuol dire che alla fine, il significato della prescrizione come strumento di legge che le amministrazioni controllanti hanno, finisce col perdere l'effettivo valore e l'effettivo significato. Bene, dicevo quindi l'accelerazione è una cosa sulla quale ci sentiamo impegnati ed anzi abbiamo sollecitato. Voi sapete, per esempio che quando l'APAT ha richiesto un'accelerazione proprio dell'attività dell'intervento sulla piscina e le attività che si sono svolte nell'ultimo anno con dei tempi, debbo dire, anche piuttosto serrati, come ha ricordato l'ing. Bolla, per quanto riguarda la prima fase sostanziale che è stata quella dell'allontanamento del combustibile, ebbene dicevo questi tempi serrati sono dipesi da un programma che ha fatto seguito alla richiesta dell'APAT. Dobbiamo però dire una cosa: procedere rapidamente non può voler dire prendere delle scorciatoie rispetto al preciso rispetto delle procedure di legge. Questo è un fatto essenziale perché dal rispetto delle procedure di legge dipende la garanzia per tutti. Quindi procedere sì, ma procedere sulla strada indicata dalla procedura di legge. Faccio un esempio su una delle cose di cui ha parlato in dettaglio l'ing. Bolla: la questione del trasferimento nel nuovo parco serbatoi. C'è un programma di prove a caldo, che poi significa nel caso del trasferimento di questi rifiuti liquidi in buona sostanza, attuare l'effettivo trasferimento in maniera controllata, in maniera da verificare l'efficienza del sistema e la rispondenza a tutti i requisiti man mano che avviene questo trasferimento. Ebbene questo programma di trasferimento che significa poi far coincidere il trasferimento con il collaudo stesso deve essere approvato e deve essere approvato sentita una commissione prevista dalla legge, una commissione tecnica appunto che fortunatamente è stata ricostituita dopo un periodo in cui era scaduta la precedente composizione nel gennaio scorso, è stata ricostituita in queste settimane, si riunirà la settimana prossima per la prima volta e noi sottoporremo, come la legge prevede, il programma di prove del nuovo parco serbatoi alla commissione tecnica immediatamente. Dicevo perché questa garanzia? Perché, per esempio, nella commissione tecnica sarà rappresentata per l'analisi di questo problema, ci sarà un rappresentate della Regione oltre a tutti i rappresentanti delle altre amministrazioni presenti. Nel specifico, per tutte le questioni che riguardano i siti del Piemonte, sarà presente un rappresentante della Regione Piemonte e questo appunto è uno di quegli elementi di garanzia che dicevo non debbono subire delle scorciatoie. Questo significa che dovremo per questo non rispettare i tempi? No. Significa che tutti: APAT ed anche la commissione tecnica saranno chiamati a operare nel più breve tempo possibile, ma certamente la priorità va data, appunto come dicevo, a seguire quelle procedure in maniera da garantire tutti che tutto avvenga nella maniera più corretta e, anche se questo deve costare un giorno di più, ebbene è necessario e sarà un giorno ben speso. Un ultimo accenno ad un problema che certamente e quello, diciamo, più caldo: lo svuotamento della piscina. Noi seguiremo, anche in questo caso, queste attività cercando di stringere i tempi al massimo. Certamente abbiamo individuato un problema che dovremo discutere e risolvere nel migliore dei modi ed è dove sistemare questi materiali, questi componenti, questi detriti che vengono ripescati, che vengono tolti dalla piscina prima dello svuotamento definitivo. Dove andarli a mettere. Certamente dobbiamo dire questo: è un punto critico perché l'attuale situazione di deposito di questi materiali sull'impianto non è tale da offrire soluzioni ottimali. Al momento, lo dico perché è uno dei punti che abbiamo individuato, proprio la settimana scorsa abbiamo avuto una discussione con SOGIN su questa attività, ed abbiamo proprio individuato il dove andare a mettere in questa fase, per l'immediato, questi materiali che verranno recuperati, abbiamo individuato come uno dei punti che dovremo discutere con molta attenzione. Si rischia un po' di andarlo a mettere, come si fa nelle case, a mettere tutto in un'unica cantina dove si finisce di accumulare gli oggetti più disparati. E questo francamente non è il metodo di gestione che noi auspichiamo per i siti nucleari in attesa della essenziale opera necessaria in Italia che è il punto nodale di tutte le attività di messa in sicurezza e di commissioning: il problema del sito o dei siti nazionali dove andare a collocare i rifiuti. Io mi fermo qui e, ripeto, sono a disposizione per le domande specifiche che potrete fare. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie dott. Mezzanotte. Adesso subito la palla all'ARPA di Vercelli. Non so chi … dott.sa Porzio

Dott.sa LAURA PORZIO, Dirigente responsabile radiazioni ionizzanti, monitoraggio e controllo siti nucleari. Io cercherò di essere molto breve in modo che poi siate voi a fare delle domande alle quali speriamo di potervi rispondere con soddisfazione. Vi faccio un breve riassunto di quello che è stato l'andamento della contaminazione da Stronzio 90 nell'acqua di falda da quando abbiamo cominciato il monitoraggio straordinario in seguito appunto, alla segnalazione dell'esercente, a quella che è la situazione attuale della contaminazione. Abbiamo cominciato a trovare contaminazione nei pozzi all'interno del sito, che sono i pozzi che sono stati scavati ad hoc proprio per, in qualche modo, tenere sotto controllo l'evoluzione del fenomeno. Sono stati scavati da SOGIN. Sono sempre stati campionati da ARPA Piemonte all'interno dell'impianto in virtù anche di un accordo, di un protocollo d'intesa che è stato firmato con APAT e che quindi ci ha consentito di lavorare all'interno dell'impianto. Abbiamo cominciato a trovate contaminazione in questi pozzi nella primavera del 2006. All'esterno non si era mai avuta evidenza che ci fosse contaminazione da Stronzio 90 nei pozzi che storicamente noi controlliamo all'interno di quella che è la rete di monitoraggio ordinario del sito. A partire dall'inizio di quest'anno abbiamo cominciato a trovare, invece, contaminazione da Stronzio 90 anche in un pozzo di cascina, come è noto a tutti, la famosa cascina di Casale Benne, dello stesso ordine di grandezza di quello che abbiamo trovato dentro al sito. Si tratta di valori che non hanno rilevanza radiologica. Questo significa che non c'è pericolo per la popolazione che eventualmente la utilizzasse anche se sono pozzi che non hanno la potabilità. Quando abbiamo cominciato a trovare contaminazione all'esterno del sito, chiaramente abbiamo intensificato le attività di monitoraggio anche all'esterno del sito cercando di sfruttare tutti i punti possibili di campionamento che erano già disponibili. E' risultata chiara da subito la necessità di disporre di pozzi con caratteristiche note, quindi non i pozzi di cascina che non si sapeva bene da quale profondità pescassero e quali caratteristiche avessero, perché il problema che si è subito evidenziato è stato quello di capire quale poteva essere la evoluzione del fenomeno. Perché non ci dobbiamo dimenticare che a valle del centro, ci sono i pozzi di captazione dell'Acquedotto del Monferrato. Pozzi che peraltro abbiamo controllato sempre e che non hanno mai evidenziato traccia di contaminazione da Stronzio 90. La necessità di capire appunto, quale potrebbe essere l'evoluzione di questo fenomeno di contaminazione che, allo stato attuale, non siamo in grado di descrivere in maniera esaustiva, nel senso che ancora non siamo riusciti a dettagliare, appunto, in maniera esaustiva qual è il percorso della contaminazione. Per fare questo abbiamo messo in campo un'altra competenza che è andata a sovrapporsi alla parte radiologica e che è appunto, la competenza idrogeologica. Quindi i servizi geologici di ARPA Piemonte hanno cominciato a lavorare, tra l'altro in sinergia con altre competenze geologiche che erano interessate e quindi la parte geologica di SOGIN, la parte geologica che ha prestato consulenza all'Acquedotto del Monferrato, all'Autorità d'ambito, che qui vedo rappresentata, e ARPA si è fatta carico di coordinare un tavolo tecnico che ha il compito di, in qualche modo, armonizzare quelle che sono le potenzialità di tutti i soggetti interessati, al fine di arrivare ad uno studio che ci metta in grado di definire un modello che ha la sua importanza non solo in questo momento, ma non dimentichiamoci che stanno per essere messe in atto tutte le attività di cui ci hanno parlato sia SOGIN che l'ing. Mezzanotte. Quindi avere un modello corretto di diffusione dei contaminanti in falda ci consente di ottimizzare le attività di monitoraggio da qui sino alla fine delle operazioni di decommissioning del sito. Quello che abbiamo iniziato a fare in questo momento è il lavoro di cui aveva parlato prima l'ing. Bolla. Abbiamo cercato di caratterizzare nello stesso istante tutti i pozzi disponibili che, nel frattempo, sono stati predisposti all'interno del sito fino ai confini, diciamo, della recinzione del sito dall'esercente. Abbiamo cercato di ripristinare tutto ciò che era possibile dei pozzi della vecchia rete ENEA. Abbiamo fatto questo grandissimo sforzo di prelevare in contemporanea tutti questi pozzi che saranno caratterizzati dal punto di vista radiologico, chimico e chimico/fisico nel senso che sono state effettuate in campo le misure di parametri chimico/fisici e caratterizzati anche dal punto di vista geologico. Speriamo che questo lavoro ci consentirà di avere tutte le informazioni utili per l'elaborazione di un modello. E' un lavoro, ripeto, molto impegnativo, che speriamo di riuscire a portare a termine nei tempi che ci siamo previsti perché effettivamente le forze in campo stanno cominciando a scarseggiare, se così posso dire, perché oggettivamente il lavoro sta diventando insostenibile proprio come attività. Quindi speriamo di essere supportati in maniera adeguata. Per quello che riguarda, dico ancora questo e poi, se ci sono domande risponderemo, nel corso del secondo trimestre, quindi nella tarda primavera, nei pozzi interni al sito sono stati rilevati aumenti delle concentrazioni, aumenti dei valori di contaminazione dello Stronzio. Solo nei pozzi interni. In quelli esterni no. Questo aumento è stato messo in correlazione con l'aumento dei livelli di falda. Quindi considerando le correlazioni dei valori di contaminazione di Stronzio con i valori della falda si è visto chiaramente che il valore di contaminazione è influenzato dai livelli della falda. Quindi non si trattava, diciamo così, di un aggravio di quello che era la situazione di perdita di contenimento della piscina, ma era proprio una questione di andamento della falda. I valori, in questo momento, sono rientrati a quelli che erano prima di questo picco di contaminazione e vedremo adesso come potrà andare l'evoluzione. Questo è il riassunto di quello che è lo stato della contaminazione che fin'ora abbiamo osservato. Tutto quello che volete sapere, adesso … …

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie dott.sa Porzio. Sono qui presenti molti enti che abbiamo invitato, se avessero anche loro qualcosa da relazionare sono i benvenuti … … venite pure qui davanti a fare la vostra relazione … … nel caso che adesso non ci siano altri interventi, io inviterei il Comitato Spontaneo dei Cittadini di Saluggia se ha qualcosa da dire. Stiamo collaborando con loro, ovviamente nel reciproco rispetto delle proprie parti, e stiamo andando bene. Silvano Raise, un rappresentante del Comitato Spontaneo dei Cittadini. Prego.

SILVANO RAISE, portavoce Comitato Spontaneo Arcobaleno. Io sono Silvano Raise del Comitato Arcobaleno e del Comitato Cittadini Contro il Nucleare. Noi da due anni circa stiamo lavorando qua a Saluggia sulla questione dell'inquinamento della falda acquifera e sulla questione delle scorie e facciamo sempre un po' la parte di quelli che rompono le uova nel paniere e che rompono un po' le scatole. Ci viene bene e quindi anche stasera vogliamo provare a fare qualche domanda ai signori della SOGIN. Prima abbiamo ascoltato la relazione del dott. Bolla che ci raccontava delle cose che verranno fatte in futuro per migliorare la situazione a Saluggia. Però la SOGIN ha preso in consegna l'impianto di Saluggia nel 2003 ed è venuta a conoscenza della questione del trasudamento della piscina nel 2004. Se nel 2006, casualmente, non veniva fuori sui giornali la questione della perdita della piscina, nessuno avrebbe saputo del fatto che la piscina perdeva, tanto è vero che dal 2006, quando è esploso il problema, le prime volte sono venuti a negare il fatto che la piscina perdeva, successivamente hanno ammesso che la piscina perdeva e hanno iniziato a scoprire che le perdite avvenivano anche all'esterno. Allora noi ci chiediamo: adesso ci sono tante cose da fare per il futuro, ma dal 2004 quando è stata scoperta la perdita al 2006 quando è uscita casualmente sui giornali la notizia, cosa ha fatto la SOGIN per tutelare i cittadini e per mettere in sicurezza la piscina? Nulla. E se non fosse uscito tutto sui giornali cosa avrebbe fatto la SOGIN? Probabilmente avrebbe continuato a fare nulla. Il fatto che si siano accelerati così tanto i lavori forse è dovuto al fatto che c'è stato clamore sui giornali e quindi sono stati obbligati a porre rimedio a quello che da due anni ormai sapevano e che anche la vecchia Amministrazione sapeva. Allora tutte queste cose qua ci lasciano un po' dubbiosi su tutte le cose che vorranno fare perché ci chiediamo come mai non siano state fatte precedentemente. Perché se fossero state fatte precedentemente, probabilmente non saremmo arrivati neanche all'inquinamento della falda superficiale. Un'altra cosa che ci lascia un attimo con il punto interrogativo rispetto alla presentazione che è stata fatta precedentemente. Quando il materiale nucleare che è stato portato all'estero tornerà in Italia trattato, l'unico impianto che sarà ancora attivo in Italia, sarà l'impianto di Saluggia. Siccome non è ancora stato attivato il sito nazionale, la legge del sito nazionale è del 2003. E non solo non è ancora stato individuato il sito nazionale, ma nessuno ha mai visto questi famosi 201 comuni che dovevano essere individuati per ospitare il sito nucleare e nessuno sa neanche chi sono questi 60 saggi che dovrebbero decidere quali sono questi 200 comuni. Perché tutto questo non è ancora stato fatto. Non vorremmo veder arrivare il materiale già condizionato nell'unico deposito disponibile che è quello di Saluggia. E il fatto che, nella presentazione che è stata fatta, si parli di punti di informazione dove si aiuti la gente a superare la diffidenza verso il nucleare, questa cosa qua ci lascia ancora più stupiti ed ancora più preoccupati di quanto lo fossimo prima. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Silvano. Adesso ovviamente la risposta da parte del dott. Bolla della SOGIN.

Dott. GIUSEPPE BOLLA. Cercherò di essere chiaro. Intanto due premesse. La SOGIN è responsabile di questi impianti da metà 2003. Quindi noi abbiamo in gestione, non la proprietà di questi impianti che prima erano di proprietà e gestiti dall'ENEA, dall'agosto del 2003. Seconda premessa, credo che sia importante, ma penso che anche quello che ha detto l'ing. Mezzanotte l'abbia chiarito, che qualsiasi attività, specialmente su oggetti significativi da un punto di vista radiologico che si fa su questi impianti, è un'attività che va progettata, va approvata e va fatta nei modi e nei tempi giusti. Cioè nessuno ha la bacchetta magica su queste cose. E quindi tutta un'attività che è impegnativa su un problema di questo tipo, richiede anche i suoi tempi tecnici anche se uno cerca di far le corse per risolvere il problema. Io vorrei dire che l'impegno della SOGIN sulla piscina è precedente al 2006 perché, come è stato detto, si erano evidenziate alcune perdite che però erano all'interno della struttura. Quindi, diciamo, c'era una situazione di degrado che era evidente. Queste perdite erano state evidenziate e c'era già un programma di intervento. Cioè non è che noi abbiamo cominciato a lavorarci nel 2006 quando si è notato anche qualcosa all'esterno dell'impianto, ma c'era già un programma di intervento che aveva già fatto alcune cose, era un intervento anche questo seguito dall'autorità di controllo e quindi tutta una serie di attività erano già state fatte che altrimenti avremmo dovuto cominciare nel 2006. L'attività che avevano portato alla rimozione di oggetti presenti nella piscina, al rimodernamento di alcune strutture per poter fare certe attività, vedi il carro-ponte. Io non so chi è stato dentro l'impianto EUREX, un impianto vecchio, con spazi molto limitati in cui ci si muove con difficoltà e pieno di componenti critici, specialmente la zona della piscina. Quindi c'era un programma di intervento SOGIN precedente. La SOGIN aveva istituito addirittura una task force ancora prima dell'evidenziazione della perdita anche verso l'esterno dell'impianto proprio perché riteneva di fare un grosso sforzo per migliorare questa situazione. Questo sforzo è continuato ovviamente, anche nel momento e, ancora di più, nel momento in cui si è vista questa situazione di degrado che ha portato anche ad una perdita all'esterno dell'impianto anche se, come penso sia confermato da tutti, veramente trascurabile da un punto di vista radiologico per la popolazione. Questo impegno nostro è partito prima di quella data lì ed è continuato anche con questa evidenza che è venuta fuori nell'agosto del 2006. Siamo a fine 2007 e non abbiamo ancora chiuso. Questo dimostra che, pur lavorando di corsa, pur facendo tutto il possibile, tutte queste attività, come dicevo prima, vanno progettate seriamente, vuol dire anche costruire dei componenti, vuol dire fare dei progetti, vuol dire farseli approvare e poi eseguirli in ambienti che sono anche disagiati da tutti i punti di vista del lavoro. Quindi noi stiamo facendo il massimo e credo che tutto quello che abbiamo fatto lo abbiamo fatto con serietà. Tornando al discorso, invece, del combustibile, noi in questo momento abbiamo fatto un contratto che prevede di mandare tutto al riprocessamento il più presto possibile. Come dicevo il tempo 2010 è legato proprio alla necessità di progettare, costruire e approvare questi nuovi contenitori di trasporto e, anche qui vedete non è solo la SOGIN, anche un colosso come Areva, che lo fa in tutto il mondo, ha bisogno di tempo per fare delle attività e farle bene. Noi trasferiremo questo combustibile al riprocessamento, il contratto prevede che i prodotti di questo riprocessamento rientrino in Italia nel 2025 e riteniamo che questi siano tempi sufficienti per il Governo per potere mettere in atto un deposito nazionale dove portate questi rifiuti. Sapete che c'è un impegno anche recente del Ministro su questo aspetto, quindi noi per primi come SOGIN ci auguriamo che tutto questo vada avanti.

MARCO PASTERIS. Volevo intervenire solo un secondo per riferire del contenuto del colloquio avuto con il Ministro a Roma. Naturalmente nell'ottica della garanzia che Saluggia, come la Provincia di Vercelli, così come in accordo con il Presidente della Provincia di Vercelli e della Giunta provinciale, non sarà mai sede del deposito nazionale. Lo dico perché quando siamo stati a Roma, nell'ambito della riunione che abbiamo avuto per discutere il documento presentato comunemente con le province di Asti, Alessandria e con altri soggetti, io al Ministro ho posto esattamente questo tipo di quesito: “Mi dica sig. Ministro che cosa farà dell'articolo 1 della legge 368 2003?” quello che sostanzialmente ci dice del deposito nazionale e che deve essere individuato entro il 31 dicembre 2008. Lui mi ha detto esplicitamente: “Io intendo costruire un tavolo tecnico con tutte le regioni italiane per cercare una strada per individuare il deposito nazionale”. Ok, la mia domanda successiva è stata: “Bene sig. Ministro, ma se il deposito nazionale, le regioni e lei non riesce ad individuarlo che cosa farà?”. La risposta è stata, e c'erano presenti tutti gli altri: “Decido io”. Quindi c'è un impegno assoluto da parte di una persona che, seppur della mia opposta parte politica, io considero comunque un galantuomo per quello che ha detto, e questa cosa l'ho detta anche all'interno del Consiglio provinciale, io credo al Ministro Bersani, cioè all'impegno che lui si è preso dinanzi a noi. Un deposito nazionale che non sia ubicato comunque nelle sedi attuali dei depositi. In tal senso, nei giorni poi immediatamente successivi io mi sono imposto di tenere dei tempi stretti con SOGIN per far loro capire una cosa fondamentale: che i depositi che devono essere realizzati a Saluggia, devono essere dei depositi di transito e non dei depositi temporanei. Ossia devono essere dimensionati in maniera tale da poter ospitare solo ed esclusivamente il materiale che uscirà da CEMEX e il materiale che deve essere messo in sicurezza in questi depositi di piccole dimensioni. Indi per cui Saluggia, se i depositi vengono realizzati in questa maniera, ritengo che non possa essere assolutamente identificata come il deposito nazionale e non lo sarà perché l'impegno delle istituzioni, almeno per quanto mi riguarda, fintanto che rimarrò io Sindaco, e per quanto riguarda la mia posizione all'interno della Giunta provinciale, che poi è condivisa da tutti gli altri Assessori e anche dal Presidente, è che la Provincia di Vercelli ha già dato e non darà mai più in tal senso al nucleare.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Marco. Io, invece, avrei una richiesta da fare a SOGIN. Una richiesta che servirebbe a noi come Amministrazione, ai cittadini piemontesi perché qui la questione interessa non solo Saluggia, ma comunque il Vercellese, l'Astigiano, l'Alessandrino, il Torinese e quanto ce n'è. E' possibile partecipare al controllo dei processi di lavorazione delle cose che voi fate costruire magari. Mi riferisco subito alla prima che mi viene in mente e che forse è la più importante: dato che i tempi per costruire i cask per le barre cruciformi sono abbastanza lunghi, perché non poter, con una delegazione, ogni tanto, andare a fare una visita al costruttore di questi cask e vedere il processo se va avanti o no. Ecco sarebbe una cosa che, almeno da parte nostra, potrebbe essere un aiuto in più a capire che le cose si stanno muovendo, magari accelerando pure. Ecco una richiesta del genere mi sentirei di farla, vediamo se è possibile.

Dott. GIUSEPPE BOLLA. Ma guardi, intanto noi adesso stiamo definendo con Areva proprio un programma molto dettagliato di tutte queste attività, perché, come dicevo, c'è l'attività di progettazione dei materiali, costruzione e, ovviamente, il primo impegno nostro è di seguire, non dico giorno per giorno, ma sistematicamente l'avanzamento di quello che viene fatto e c'è anche una vigilanza sistematica da parte dell'autorità di controllo anche in sede di fabbricazione. Uno degli obiettivi di avere gli info point o comunque questo sistema di informazione, è di mettere proprio a disposizione di tutti, questi programmi. Quindi io non credo che ci saranno problemi, diciamo, ad aggiornare sistematicamente anche le istituzioni, i cittadini sul programma e su come va avanti. Poi possiamo anche pensare di mettere in piedi qualche visita, qualche volta. Non vedo problemi, su questo ne possiamo parlare ecco, però di sicuro l'obiettivo nostro non solo adesso per la fabbricazione dei contenitori, ma anche per tutto quello che andiamo a fare, è mettere a disposizione la massima trasparenza, un programma di lavoro ed informare di come va avanti.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie. Adesso passerei la parola a chiunque voglia fare qualche domanda: è benvenuto. [nessuno chiede la parola] Allora il dott. Mezzanotte vuole ancora aggiungere qualcosa alla sua relazione. Prego.

Dott. ROBERTO MEZZANOTTE. Solamente per il fatto che credo ci sia un momento di silenzio e allora ne approfitto per fare una considerazione su quanto ha detto il rappresentante dell'associazione, mi sembra che si chiami Arcobaleno … ho capito bene? … Comitato Spontaneo Arcobaleno. Beh, non ci nascondiamo una cosa: dei ritardi ci sono stati. Il fatto che personalmente abbia appreso della questione quando è uscita la notizia, non vuol dire che l'amministrazione APAT come amministrazione non sarebbe potuta intervenire in maniera più stringente prima di quanto non l'abbia fatto appunto nell'agosto del 2006. Per quanto riguarda, invece, il timore che Saluggia possa essere, essendo l'ultimo sito rimasto aperto, come diceva la persona intervenuta … mi scusi mi sfugge il suo nome quindi … Raise, beh questo qui è un timore che francamente non lo considero molto fondato. Perché? Per due motivi. Innanzitutto perché, se non si fa un sito, allora non ci sarà solamente Saluggia come sito ancora nuclearizzato, ma ci saranno tutti i siti italiani che dovranno continuare a tenersi i loro rifiuti fino a che non ci sarà una destinazione diversa. Quindi il ritorno dei rifiuti dall'estero non vedrebbe comunque il sito di Saluggia come unico sito nucleare italiano. Sarebbe impossibile. La seconda considerazione e soprattutto, soprattutto, perché Saluggia è l'ultimo dei siti italiani, l'ultimo proprio, idoneo a servire da deposito di rifiuti. Questa non è una cosa che dico questa sera, ma potete verificarlo, se andate a prendere i verbali, che so, della Commissione Parlamentare di inchiesta sul sito dei rifiuti dell'anno 2000, ad esempio, allora era presieduta dall'Onorevole Scalìa, troverete valutazioni identiche a quella che vi sto dicendo adesso. Saluggia sarà l'ultimo sito che potrà fungere per quel servizio. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie dott. Mezzanotte. Non so se ARPA di Vercelli, il dott. D'Amore ha qualcosa da dire eventualmente.

Dott. GIOVANNI D'AMORE, Dirigente responsabile Centro regionali per le radiazioni ionizzanti e non ionizzanti. Molto, molto rapidamente. Volevo fare solo un'osservazione sempre a proposito di quello che ha detto il sig. Raise e che ci tengo a puntualizzare perché, insomma, ce le siamo già dette altre volte queste cose, ma io ritengo importante, visto che ARPA ha un compito relativamente limitato in questo grosso discorso del nucleare, del decommissioning che è quello del monitoraggio, del monitoraggio ambientale in particolare. Allora io credo che sia opportuno, per amore della verità, rivendicare il fatto e comunicare il fatto che questa notizia della contaminazione radioattiva della falda superficiale è legata alle operazioni di controllo che ARPA ha fatto, che ha pubblicato sul suo sito, dopo aver ovviamente comunicato agli organi istituzionali Regione, Prefetto, Comune e, ripeto, pubblicato sul suo sito. Poi mi rendo conto che il sito di ARPA non ha la visibilità di un quotidiano e quindi sicuramente non tutti erano venuti a conoscenza della notizia, però per completare un po' il quadro e per evitare fraintendimenti, io credo che sia importante dire che, in questo caso, c'è stata un'operazione di monitoraggio che ha funzionato nell'evidenziare un problema che non è stato né subito né successivamente un problema di tipo sanitario, soltanto di contaminazione ambientale, una spia, ma che comunque è stato prontamente determinato. Questo credo che vada detto e vada precisato. Ritengo poi importante anche ribadire un aspetto che già la collega ha detto nella sua relazione, nel suo intervento precedente. Noi, in questo momento, garantiamo questo monitoraggio che continui ovviamente, però questo monitoraggio noi lo abbiamo identificato come monitoraggio straordinario perché monitoraggio straordinario vuol dire mettere in atto tutta una serie di azioni aggiuntive a quelle che solitamente si fanno nel momento in cui succede qualcosa di anomalo. La contaminazione della falda superficiale è un evento anomalo che giustificava la maggiore attenzione ed una maggiore capacità di intervento. Allora abbiamo attivato un monitoraggio straordinario. Purtroppo il monitoraggio straordinario è diventato un monitoraggio ordinario. Cioè noi ci troviamo adesso a dover gestire una quantità di sopraluoghi, di campionamenti, di analisi che è estremamente elevata rispetto a quella che può essere la capacità di gestione ordinaria del laboratorio e del gruppo, in particolare, coordinato dalla dott.sa Porzio che qui a Vercelli segue questo tipo di attività. Questo aspetto io ritengo importante sottolinearlo proprio in un contesto nel quale ARPA da subito ha richiesto, tramite un progetto, di approfondire gli aspetti del monitoraggio per la messa a punto di modelli previsionali che ci consentissero di meglio gestire questa valutazione dei rischi sul sito, però di questo progetto che ARPA ha fatto, che ha portato in Regione, che la Regione ha fatto proprio portandolo ai Ministeri dell'Industria e dell'Ambiente, nulla si sa. Cioè noi siamo in una situazione in cui le richieste di maggior attenzione verso un sostegno al monitoraggio sono andate, per il momento, completamente nel vuoto. Io credo che questo sia importante dirlo in un contesto nel quale comunque, c'è un quadro di risorse che giustamente vengono destinate al territorio. Però purtroppo questo aspetto minimale, se vogliamo, rispetto a quelle che sono le risorse in gioco, non viene, secondo me, tenuto nella dovuta attenzione. Questo credo che sia un aspetto di informazione che vada anche dato.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie. Adesso passo la parola a Marco.

MARCO PASTERIS. Soltanto per aggiungere una cosa a quello che ha detto Silvano sulla questione dell'info point. Io ho chiesto, tu lo sai, ne avevamo anche parlato, io ho chiesto esplicitamente, sin dall'inizio del mio mandato, a SOGIN di creare un punto di informazione non tanto per far sì che i cittadini assimilino la percezione positiva del nucleare, ma per far sì che costantemente i cittadini vengano informati su quello che sta accadendo la sotto. Io dico ‘la sotto' perché è posizionato là. Ma anche per dare l'occasione ai cittadini, vedendo l'informazione che da SOGIN, di poter misurare quello che loro dicono e di poter eventualmente fare delle ulteriori osservazioni su quello che loro stanno dicendo. Anche perché, per me, è importante che costantemente i cittadini vengano informati, che questi momenti che stiamo facendo questa sera, si ripetano con una certa cadenza e pensavo di farli ripetere trimestralmente e poi di dare informazione costante da parte anche del Comune, sul sito comunale, perché tutti i documenti che vengono presentati in queste occasioni verranno resi disponibili sul sito del Comune, ma anche per far sì che si tolga ogni velo sulle modalità del nucleare di Saluggia. In tal senso, sapete benissimo perché l'abbiamo dichiarato su tutti i giornali, una parte di quel denaro che è arrivato, noi lo utilizzeremo per fare un'indagine epidemiologica. Per scoprire con certezza se c'è una connessione sulle patologie tumorali che si verificano qui in loco e la presenza del nucleare. E posso garantire sin d'ora che se qualche connessione ci sarà, i responsabili che hanno portato il nucleare a Saluggia negli anni '70 e che oggi lamentano il fatto che questa indagine epidemiologica possa essere fatta oppure no, pagheranno caro. Questo è un giuramento.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Marco. Io volevo fare una domanda sull'andamento delle falde e penso che le persone più preposte a rispondere siate proprio voi dell'ARPA di Vercelli. Perché è un'informazione che può essere utile a tutti noi. In base alle analisi ed ai campionamenti che avete fatto nei diversi piezometri, perché comunque sono anche molti i campionamenti che fate, l'andamento della falda, adesso come adesso, com'è?

Dott.sa LAURA PORZIO. In che senso, come altezza? O come percorso?

FERDINANDO ANSELMINO. Come percorso della falda. Praticamente dal sito verso valle.

Dott.sa LAURA PORZIO. Questo forse potremo ipotizzarlo quando avremo finito di fare questo studio. Sono troppe le variabili in gioco. Non avevamo punti di campionamento con caratteristiche tali che ci consentissero di individuare correttamente un percorso della falda. Sappiamo come si muove in maniera abbastanza esaustiva all'interno del sito. Al di là del sito, quindi al di là del muro, i punti di campionamento e le caratteristiche poi di questi punti non ci consentono, in questo momento, di formulare delle ipotesi precise di come si muove la contaminazione, quale sia la direzione preferenziale della falda e quindi come si muove la contaminazione né come direzione né come tipologia, complessiva voglio dire, di movimento del contaminante in funzione di quelle che sono le caratteristiche geologiche della zona e quindi di trattenimento del terreno e altri parametri. Per poter dare una risposta esaustiva alla sua domanda bisogna portare a termine questo studio idrogeologico che noi abbiamo proposto. Non ci sono alternative. Se no si possono solo fare delle ipotesi. Continuiamo a trovare contaminazione a macchia di leopardo che cala, che scende, che si rialza, ma non abbiamo un modello matematico preciso, significativo a cui fare riferimento per dare interpretazione corretta al fenomeno.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie. C'è ancora qualcuno che vuole intervenire? Umberto per il Parco del Po, tratto torinese. Umberto Lorini per chi non lo conosce.

Dott. UMBERTO LORINI, Consigliere Parco del Po tratto torinese. Buonasera. Io sono stato incaricato di intervenire questa sera e ringrazio l'Amministrazione comunale per averci invitato. Da un anno e mezzo faccio parte della Giunta esecutiva del Parco del Po torinese, come sapete gli impianti nucleari di Saluggia sono all'interno dell'area del Parco del Po torinese. Dopo il tavolo di trasparenza che si è svolto a Torino a luglio a cui hanno partecipato molti, direi tutti, degli intervenuti di questa sera, nel quale SOGIN ha presentato le linee guida del proprio piano industriale ed ha confermato la volontà di costruire l'impianto CEMEX per la solidificazione dei rifiuti radioattivi liquidi e la costruzione dei nuovi depositi che andranno poi ad accogliere questi rifiuti una volta solidificati, la Giunta del Parco si è riunita per analizzare questo progetto in rapporto al Piano d'Area che è il documento che deve guidare le linee di azione del Parco. Esattamente come un comune ha un Piano Regolatore che dice che cosa si può fare, dove e che cosa, anche il Parco del Po ha un Piano d'Area. Il 22 agosto di quest'anno la Giunta, analizzando questo progetto di SOGIN, ha deliberato i propri orientamenti in proposito che sono di due tipi: uno riguarda l'impianto CEMEX di solidificazione vero e proprio e l'altro riguarda la costruzione dei depositi. Per quanto riguarda la solidificazione del materiale radioattivo liquido, il Parco ha espresso parere favorevole a patto che venga compiuto con metodi e tecniche funzionali al suo trasferimento in altro sito. Questo, secondo il Parco, è un intervento in linea con le prescrizioni del Piano d'Area. Il Parco ha, invece, espresso orientamento non favorevole alla costruzione sul sito di nuove strutture, ancorchè temporanee per lo stoccaggio di materiale radioattivo. Il Parco ritiene che questa seconda parte del progetto sia in contrasto con le linee guida del Piano d'Area. Piano d'Area che prevede espressamente la denuclearizzazione dell'area del comprensorio ENEA. Questa delibera è quindi stata poi inviata alla Regione, a SOGIN, al Comune e a tutti gli enti perché, come è noto, la legge regionale 15 del '90 prevede che le indicazioni del Piano d'Area e le norme di attuazione sono efficaci e vincolanti e sostituiscono la strumentazione territoriale ed urbanistica di ogni livello. La seconda cosa che volevo dire riallacciandomi a quello che è stato detto da Silvano Raise del Comitato Arcobaleno, il Parco non ritiene, perché è già stato detto da più parti, che Saluggia possa accogliere nuovo materiale radioattivo, magari di ritorno dalla Francia dopo il riprocessamento e non ha mai sostenuto che Saluggia potrà diventare il principale deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Il Parco però deve prendere atto di una cosa: che attualmente, stante le cose come sono, Saluggia è già il principale deposito nazionale di rifiuti radioattivi. Se prendiamo i dati dell'APAT si scopre che, relativamente alla parte rifiuti radioattivi, non sto parlando degli elementi di combustibile e delle strutture, a Saluggia ci solo i 4/5 dei Bq complessivi che ci sono in Italia. Ora noi siamo contenti che il Ministro Bersani recentemente abbia preso l'impegno di convocare di nuovo le regioni per cercare di trovare un sito nazionale. Questa però non è una novità. Il Ministro Bersani l'aveva già provato a fare tempo fa, durante il primo Governo Prodi, ma non una comunicazione in un incontro riservato, l'aveva scritto in una comunicazione al Parlamento. Le linee guida di quel Governo erano di convocare le regioni per arrivare alla definizione di un sito nazionale. Poi il Governo Prodi è caduto e non se n'è fatto nulla e il Governo successivo aveva preso la decisione di Scanzano, conoscete tutti i fatti che poi sono avvenuti. Ecco, volevo solo dire questo: come amministratori, comunali in questo caso, del Parco nel mio caso, a noi tocca fare i conti con la normativa vigente, con gli atti che ci sono in questo momento. A noi tocca fare i conti con il fatto che, fino a quando non sarà presa una decisione, noi ci auguriamo il prima possibile, ma al momento non c'è, sul sito nazionale definitivo, il deposito più grande che c'è in Italia di rifiuti radioattivi, continuerà ad essere quello di Saluggia. Il Ministro Bersani, nelle dichiarazioni ai giornali, ha detto anche un'altra cosa: che a differenza di quello che pensava di fare il Generale Jean, ossia un sito geologico, sotterraneo per lo stoccaggio, lui prevede di realizzare un sito di superficie. Quindi sono altri poi i criteri con i quali saranno individuati i possibili siti per il deposito. Ecco, volevo ribadire soltanto questo. Noi ci auguriamo che venga presto convocata la conferenza stato regioni, che si arrivi nel più breve tempo possibile alla definizione di un sito nazionale. Siamo però un po' scettici perché è già stato annunciato in passato e purtroppo nessuno in Italia ha mai voluto accollarsi quest'onere. Quindi fino a quel momento, ribadiamo che il principale deposito di rifiuti radioattivi in Italia, ma non che diventerà, è già Saluggia e questo, a parere del Parco, confligge con gli obiettivi del Piano d'Area che sono quelli di denuclearizzazione del sito. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Umberto. Qualcuno vuole fare un intervento? Prego.

PAOLA OLIVERO, Consigliere di minoranza al Comune di Saluggia. Molti mi conoscono. Io sono Paola Olivero e sono componente del Consiglio comunale in minoranza per Comunità Saluggese. Mi riferisco a quanto è stato detto dall'ing. Bolla inizialmente: “si procederà alla ristrutturazione dei depositi esistenti e alla realizzazione di nuovi volumi provvisori prima del conferimento al deposito nazionale”. Questo chiaramente implica il fatto di riprendere quello che era stato fermato ad un certo punto che è la Variante al Piano Regolatore. Quello che io vorrei chiarire è che la posizione di Comunità Saluggese è quella di non accettare la proposta di una variante di questo tipo fino a quando non ci sarà l'effettiva individuazione del sito nazionale con una procedura già avviata, perché di fatto noi siamo in questo momento, come è stato ripetuto più volte, il sito nazionale e vorremmo evitare che questa cosa rimanesse invariata perché, nel frattempo, comunque dovendo risolvere un problema che, fino adesso non è stato risolto, questa cosa venga trascinata per enne altri anni che si aggiungono a quelli che già dovrebbero essere dedicati ai lavori necessari per risolvere il problema. Una cosa mi preme anche dire: non riesco a capire come mai non sia stato affrontato fino adesso un problema che è quello relativo ad un piano di evacuazione. Io sono stata abituata, avendo lavorato per più di vent'anni nel comprensorio SORIN, ad avere periodicamente le prove generali di evacuazione. Ora, le previsioni di una effettiva emergenza, a mio modo di vedere, sarebbero quelle di vedere una perfetta evacuazione da SORIN che si pianta in via Lusani a Saluggia, perché in realtà la gente a Saluggia non sa assolutamente che cosa deve fare in caso di emergenza. Quindi facendo tutti gli scongiuri del caso, io non so, a meno che io non ne sia al corrente, cioè ammetto di essere io a non sapere che c'è un piano di evacuazione in caso di emergenza, ma vorrei sapere se qualcosa è stato fatto. E poi un'ultima cosa. Il fatto di dire, a me spiace Marco che tu dica “chi è responsabile del nucleare a Saluggia, pagherà caro”. Io ritengo che chi l'ha fatto a suo tempo, abbia chiesto, mio padre era Sindaco in quel periodo lì, io mi ricordo perfettamente, oltre al fatto che è stato ripetuto dopo, che è stata coinvolta comunque la popolazione. Sì, è stato fatto. Sono stati fatti degli incontri. Io non voglio fare polemiche, sono io la prima a dire “andiamo avanti”. Quello che io voglio dire però è che una cosa che è stata fatta allora, sia stato il coinvolgimento democratico, che non sarebbe male se fosse fatto anche adesso, ivi comprese anche le minoranze consiliari, oltre che i gruppi spontanei di cittadini, perché io credo che laddove ci siano risorse che possono essere utili alla soluzione del problema, oltre al fatto che democraticamente lo ritengo corretto e credo che molti lo condividano, credo che questo debba essere come procedura, un qualcosa da tenere in conto. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Paola. La parola a Marco.

MARCO PASTERIS. Innanzi tutto per rispondere un attimo a Umberto che ha fatto quell'osservazione. Mi sembra strano, ma io mi auguro allora, a questo punto che il Ministro Bersani ed il Governo Prodi rimanga su il più a lungo possibile. Però è la verità nel senso che comunque si è preso questo impegno, ripeto quella frase che ha detto: “decido io”, lui ha in mano quel documento del 1999, che citava anche Silvano, quello dei 211 possibili siti. Lo sa perfettamente, vedremo quando lo renderà pubblico, vedremo quando tirerà fuori i primi dati significativi e quindi vedremo quali saranno i siti individuati. Relativamente invece al discorso della Variante al Piano Regolatore. Comunque vada, mi pare di aver capito, che sul progetto CEMEX ci sia l'unanimità di tutte le forze politiche, nel senso che comunque, a meno che qualcuno non si alzi e dica qualcosa in contrario, il CEMEX dovrà essere realizzato e quindi sarà oggetto comunque di una variante allo strumento urbanistico. Per quanto riguarda, invece, il discorso dei depositi, ne abbiamo parlato, l'abbiamo dichiarato anche sui giornali, con l'Assessore regionale all'Ambiente De Ruggiero penso che nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, convocherà poi un vertice a Torino con tutti gli enti interessati per discutere anche della questione. Rispondo, perché comunque fa parte del confronto democratico, a quello che ha detto la Paola Olivero. Se io do ragione ad Umberto dicendo che Saluggia è il più grande deposito nazionale di scorie, automaticamente riconosco anche il fatto che le scorie sono arrivate a Saluggia non così per miracolo, ma perché qualcuno ha acconsentito che arrivassero e, di quel qualcuno, mi spiace dirlo, ma c'è nomi e cognomi all'interno delle delibere del Consiglio comunale. Noi abbiamo copia di quelle delibere e sappiamo perfettamente chi sono. Indi per cui, se è stato fatto all'epoca un processo democratico, che io non considero però come tale perché ho testimonianze di altre persone che mi hanno parlato di riunioni ai quali partecipavano 15, 20, 18 persone. Comunque vada, in questo caso, sulle decisioni che verranno prese, ci sarà comunque un processo democratico come quello di stasera. Relativamente al piano d'emergenza, ti posso dire soltanto che siamo in stretto contatto con la Prefettura. Infatti suppongo, poi ne parlo ancora con Ferdinando, che la prossima riunione riguarderà proprio il piano d'emergenza e l'esposizione del piano di emergenza alla popolazione.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Marco. Non so se SOGIN a riguardo del piano d'emergenza ha qualcosa da fare, qualche accenno.

Ing. GIUSEPPE BOLLA. Posso solo dare un'informazione. Sapete che un piano d'emergenza è in atto però l'evacuazione non sono misure strettamente necessarie. I piani di emergenza sono dimensionati tenendo conto di possibili incidenti che possono succedere e quindi delle ricadute di questi incidenti sul territorio. Noi abbiamo presentato, un po' di tempo fa, una revisione dei presupposti tecnici e quindi, nell'ipotesi di incidente che possono succedere in questa situazione, che è ovviamente una situazione di impianto diversa da quando l'impianto era in esercizio e penso che questo porterà probabilmente ad una ridefinizione e quindi ad una revisione del piano d'emergenza. Mi stava ricordando qui l'ing. Gili che noi comunque sistematicamente tutti gli anni facciamo delle esercitazioni di emergenza, ovviamente per la parte che è di nostra responsabilità, quindi all'interno dell'impianto. Per cui tutto quello che dev'essere fatto all'interno dell'impianto in caso di problemi e di incidenti, tutto il personale sa cosa fare ed è addestrato al meglio.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie dott. Bolla. Qualcuno ha ancora qualche intervento da fare? … … Bhe a questo punto direi che siamo stati tremendi, in un'ora e mezza siamo riusciti a dire … … Prego.

PUBBLICO. Non vorrei sembrare fuori tema, ma siccome c'è anche il Sindaco di Trino questa sera, a che punto siamo con la ex Fermi? Se è possibile. Della serie se Sparta piange, Atene non ride insomma ecco.

MARCO PASTERIS. Innanzi tutto saluto il Sindaco di Trino. Un saluto da parte del Sindaco di Saluggia. Poi se s'alza Giovanni un attimo, gli concediamo 5 minuti per rispondere alla domanda, ospite di Saluggia.

Sig. GIOVANNI RAVASENGA, Sindaco di Trino Vercellese. Trino sostanzialmente dovrebbe essere in una situazione, perlomeno dall'ultimo incontro che c'è stato con SOGIN, quello di Roma, proprio nel corso della presentazione del piano industriale, diciamo che su Trino si dovrebbe sviluppare questa, come posso dire, doppia accelerazione, nel senso che le sue condizioni consentono comunque di poter procedere in maniera molto più spedita con l'operazione di decommissioning. Il piano io penso che si svilupperà da qui al 2012. Ora, credo che questo sia sicuramente un obiettivo più che ambito, perché in un periodo di questo tipo, o comunque di pochi anni, poter arrivare ad un decommissioning completo e, a me piace sempre dire che siccome non si tratta di smantellare un capannone, ma decisamente qualcosa di diverso, quindi io penso che questo sia merito di tutta la nostra attenzione. Da parte nostra, certo io posso dire che non esistono segreti per una accelerazione maggiore o per fare le cose più in fretta o meno. Io credo che si raggiungano degli obiettivi nel momento in cui c'è una stretta sinergia e una stretta collaborazione tra tutti coloro che si occupano di questa attività, da tutti coloro che dal punto di vista tecnico, e qui dico innanzitutto SOGIN, dico APAT, dico la Regione Piemonte o comunque la Provincia, tutti quegli enti che in qualche modo hanno sicuramente una grossa responsabilità su questo tipo di progetto. Se esiste, a mio giudizio, una sinergia e comunque ognuno fa la propria parte per quello che gli compete ovviamente, l'amministrazione sia essa comunale, provinciale, regionale non può certamente sostituirsi alla SOGIN, come la SOGIN non può certamente sostituirsi alle Amministrazioni, ma se questo percorso avviene di comune accordo, ecco io credo che molti problemi forse siamo in grado di superarli. Poi ci sono tutte le, io le chiamo incognite, quella del deposito nazionale no per dire, va bene il combustibile va in Francia, dopo il riprocessamento che cosa succederà? Ritornerà? Dove ritornerà? Dove andrà? Ora io credo che aldilà di tutto, e qui un po' di fiducia ce la dobbiamo mettere, affinchè in Italia ci sia o possa comunque essere individuato questo deposito. Ecco io qui sono un po' più cauto nel senso che oggi difficilmente un amministratore in Italia, è disposto ad alzare la mano per dire “il deposito fatelo da me”. Anche se oggi non parliamo più di soluzione o di deposito geologico, ma parliamo di deposito di superficie, resta comunque la diffidenza, ma questo non perché lo dico in questo momento, ma perché è un dato di fatto, resta comunque la diffidenza di ogni amministratore in Italia, di ogni amministratore in Italia ad accettare o meno una situazione del genere. Dico questo perché è anche il frutto di una disinformazione che a livello nazionale esiste. Nel nostro Paese il nucleare è sempre stata una materia per pochi nel passato. Io credo che ENEL in prima battuta, lo dico anche per ENEA perché ENEA non è priva di responsabilità, ma comunque sia ENEL che ENEA non è che abbiano fatto molto per cercare di sensibilizzare l'opinione pubblica su quello che era effettivamente il nucleare. E se oggi ci troviamo ancora con un certo livello di diffidenza forse, in parte, è anche dovuto a questi atteggiamenti del passato. Per cui cambiare quella che può essere la coscienza pubblica o comunque la mentalità delle persone di non vedere il nucleare come un qualcosa di estremamente terrificante, non è certamente un processo di poco tempo. E qui gioca ancora il ruolo di ogni e qualsivoglia amministratore perché effettivamente se vogliamo acquisire maggiore consapevolezza, anche noi dobbiamo fare la nostra parte da qualunque schieramento noi possiamo individuarci. Ma indubbiamente è un percorso senza il quale, ecco io credo che ha valore ancora la notizia: o il deposito nazionale o come si chiamerà, sarà una scelta imposta o comunque, ad oggi, difficilmente un amministratore in Italia, ma credo che tra un anno sarà la stessa cosa, anche nel 2008, perché poi si parla di individuazione, nel 2008 io non credo che tra un anno cambieranno molto le cose sul fatto della scelta del deposito. Certo c'è un dato di fatto che sicuramente per un deposito di superficie, la forbice delle scelte indubbiamente si allarga molto di più. Mentre dal punto di vista geologico indubbiamente sulla punta di una mano, forse di due si potevano individuare le località, con il deposito di superficie indubbiamente le scelte sono maggiori. Ma, al di là di questo che è un aspetto futuribile, io credo intanto che se dobbiamo effettivamente procedere e procedere in maniera spedita affinchè questi impianti siano messi in sicurezza che, a mio giudizio, ma credo di tutti voi anche, è l'attesa maggiore che noi abbiamo, non può mancare certamente quella collaborazione tra chi svolge questa attività e chi ovviamente è deputato a supportare le scelte affinchè questa attività possa scorrere in maniera, come posso dire, nel miglior modo possibile. Mi sembra di aver risposto alla domanda o perlomeno a quelle che sono le nostre attese, non dico solo le attese di Trino, ma credo di Saluggia, ma credo anche di tutti gli altri comuni con i quali ci siamo trovati la settimana scorsa a Roma e il tema era praticamente comune, quindi le attese sono comuni siano esse di Rotondella, di Sessa Aurunca, di Trino, di Saluggia, di Caorso, pensate alla situazione di Caorso dove indubbiamente lì è ancora tutto da fare. Dico anche che sono convinto di quello che diceva credo l'ing. Bolla prima, che la bacchetta magica non ce l'ha nessuno, forse esisteva nelle favole una volta, quindi ognuno di noi io credo che, per fare un richiamo finale, che debba fare la propria parte. Soltanto così noi riusciremo a dare una risposta definitiva a questo annoso e spinoso problema. Grazie.

FERDINANDO ANSELMINO. Grazie Giovanni per il tuo contributo. Colgo l'occasione per salutare anche il dott. Tasso, vicesindaco di Crescentino. Fa piacere che sei venuto anche tu. Come amministratore stai facendo il tuo dovere. Bene, se qualcuno ha ancora qualche domanda da fare. Bene giunti a questo punto, direi che … … tiriamo le fila? Concludiamo, facciamo le conclusione. Direi che siamo stati veloci, gli argomenti si sapeva quali erano, ma comunque ci sono state molte informazioni. E' stato tutto molto interessante. Io ringrazio gli enti che hanno partecipato e che abbiamo invitato. Ringrazio i relatori che hanno espresso tutte le cose che ci hanno detto. Ringrazio tutti voi e ci diamo appuntamento, grosso modo, tra tre quattro mesi, quindi diamoci un gennaio 2008, ecco tanto per dare una data così indicativa e a tutti buona serata.


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