Moncalvo - La serata è stata richiesta dal sig. Quilico
(Presidente dell'Acquedotto del Monferrato) ad ATO5 come integrazione ad una riunione
già programmata per quella data.
Presenti al tavolo: Dott. Michetti (APAT), Dott. D'Amore e Dott.sa Porzio (ARPA
Piemonte), Ing. Brusa ed Ing. Gili (SOGIN), Dott. Renzo Penna (Assessore all'Ambiente
della provincia di Alessandria), Sig. Roberto Marmo (Presidente della provincia di
Asti), Dott. Nicola De Ruggiero (Assessore all'Ambiente della regione Piemonte),
Ing. Antonio Di Molfetta (Geologo)
Conclusa la discussione riguardante il bilancio di ATO5, il sig. Quilico apre la parte
della serata riguardante il problema dell'inquinamento da radionuclidi della falda
superficiale nel comprensorio di Saluggia in prossimità dei pozzi dell'Acquedotto
del Monferrato. Il sig. Quilico ha tenuto a sottolineare che gli unici comuni con
autorità decisionale in materia sono Saluggia, Crescentino, Verolengo e Torrazza
e quindi nessuno facente parte dei comuni del Monferrato. L'Acquedotto ha 'solo' la
responsabilità gestionale della qualità dell'acqua.
L'Acquedotto del Monferrato molto chiaramente a suo tempo disse un 'NO' categorico al
trasferimento delle barre radioattive presenti nella piscina Eurex in Avogadro.
Essendo però impotenti davanti alle decisioni prese, si richiede un impegno
scritto per il trasferimento all'estero del materiale quanto prima.
Ricorda inoltre che già 20 anni fa, nel 1988 furono eseguiti dettagliati studi
idrogeologici (dal professor Di Molfetta).
Ora mediante teleispezioni dei pozzi sarà possibile eseguire un monitoraggio in
continuo della situazione. L'Acquedotto adotterà la soluzione di rivestimento
dei pozzi (il cui pagamento verrà richiesto a SOGIN) per evitare contaminazioni.
prof. Di Molfetta (geologo)
Da quando nel 2004 si sono scoperte le perdite, sono stati installati 17 piezometri
per i monitoraggi. Nel Gennaio 2007 è stata rilevata presenza di Stronzio-90 nel
pozzo di località Benne (a circa 2 km dai depositi).
La gestione del fenomeno è stata inadeguata. A parte gli studi che sono stati
fatti 20 anni fa e che nessuno ha usato (si sarebbe già potuto far qualcosa
allora), il professore ritiene che
il posizionamento dei piezometri sia sbagliato,
che
questi siano laterali al fenomeno stesso e che quindi possono esserci dei pozzi dove
la contaminazione è più elevata! E' vero che tutti ci tranquillizzano
dicendo che per l'acquedotto non ci sono pericoli, ma non per questo non bisogna agire.
Secondo il professore bisogna effettuare controlli adeguati in posizionamenti adeguati,
caratterizzare il flusso mediante un modello e da questo ottenere una precisa stima
delle previsioni future del flusso di contaminazione.
Valutazione preliminare dei rischi connessi alla perdita di radioattività dall'area Eurex-Sogin e individuazione di una strategia di intervento.
ARPA Piemonte
Dott. D'Amore. A differenza di quanto venne detto
nell'assemblea a Saluggia del 18 aprile scorso,
questa volta si sostiene la certezza che la contaminazione delle Benne
provenga proprio da Eurex. In ogni caso ripete continuamente che non sussiste alcun
problema, la contaminazione è sotto i limiti e non raggiungerà mai la
falda profonda. Ora metteranno in atto un monitoraggio continuo, pur sottolineando che
non sempre è facile trovare le risorse economiche per questi controlli così
onerosi. La Dott.sa Porzio, dopo aver tranquillizzato tutti, ripete e ribadisce la
necessità di ampliamento del monitoraggio dopo gli appositi studi che verranno
effettuati insieme all'Ambito.
APAT
Sogin propose ad Apat solo la soluzione Avogadro. Loro pur ritenendola accettabile,
hanno voluto mantenere aperta la questione della destinazione valutando anche altre
possibilità (non ha dato maggiori dettagli). Ma essendo poi la situazione
divenuta di estrema urgenza, Avogadro non poteva che essere l'unica soluzione. In
Avogadro ci sono 28 tonnellate di residuali e gliene stanno arrivando altre 2 da Eurex.
SOGIN
L'ing. Brusa conferma che gli impianti sono vecchi e che non c'è stata in passato
una gestione dell'eredità nucleare. Se non si gestisce la cosa, episodi come
Eurex - dice - sono destinati a ripetersi anche con maggiore gravità. Certo le
resistenze a trovare il sito unico non aiutano. L'ing. Brusa dice che la scelta di
Sogin è stata Avogadro solo dopo aver valutato tutte le possibili soluzioni.
L'ing. Gili (responsabile del sito Eurex) sostiene che se anche non ci fosse stata
emergenza, per questioni tecniche le barre di Eurex avevano il passaggio obbligato da
Avogadro. Dal 2004 è iniziata in Eurex una fase di bonifica della piscina. Dopo
gli spostamenti (che dovrebbero terminare in 6 mesi) si procederà con
l'obiettivo del 'green field' (prato verde), cioè non avere più oneri
radiologici nel sito. Il fondo stesso sarà pulito (fa l'esempio delle piscine
gonfiabili che solitamente si puliscono sul fondo perché rimane tutto il
residuo). Anche la gru per il pescaggio delle barre ha la stessa età della
piscina e non gode certo di ottima salute.
Sig. Dutto - Presidente del consiglio comunale di Lauriano (uno dei comuni che
fanno parte del Consorzio dell'Acquesdotto del Monferrato).
Secondo il Presidente anche il solo fatto che le gente sappia che la loro acqua è
presa in una zona con perdite radioattive, è un danno d'immagine e non solo.
L'unico risultato dopo tutte le parole degli ospiti è che il risultato della
sicurezza non c'è.
Marco Furlanetto del Comitato Cittadini Contro il Nucleare
Un intervento che è essenzialmente un atto di accusa nei confronti di Sogin per
non aver agito tempestivamente nel cercare un sito di ricovero per le barre presenti
in Eurex e per non aver richiesto la procedura di VIA. Secondo il Comitato le
motivazioni di questo spostamento non sono tecnche, ma politiche. Viene infine
richiesto che ATO5 o l'Acquedotto del Monferrato si attivino ufficialmente
affinché la procedura di VIA venga resa obbligatoria anche per questi tipi di
trasporti. La conclusione è amara, ma quanto mai realistica.
L'intervento integrale.
Nicola De Ruggiero
Con la sua grande capacità linguistica di tranquillizzare tutti, dice che la
firma con la Francia, per il trasporto all'estero per il riprocessamento, c'è
ma si deve ancora fissare il calendario. Comunque l'obiettivo comune è quello di
avere tutte le garanzia per il trasferimento in Francia e per trovare il sito unico.
Numerosi interventi e interrogativi dal pubblico (composto dai sindaci dei vari
comuni del Consorzio dell'Acquedotto del Monferrato), ma le risposte come sempre non
ci sono state questa volta perché, vista l'ora tarda, il tempo per un altro giro
di tavolo non ci sarebbe più stato.
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